Addio Web 2.0?
A proposito di numeri e rebus, il Web 2.0 Summit di quest’anno si è chiuso con la netta (e paradossale) sensazione che il Web 2.0 ormai sia roba vecchia. “Se eri lì per imparare qualcosa di nuovo, non era il posto in cui stare” ha sentenziato Liz Gannes di GigaOm’s. Per qualcun’altro, l’unico momento interessante della tre giorni è stata l’esibizione live di Lou Reed (qui il video).
“Il Web 2.0 è così superato” dice Nicholas Carr. E John Markoff, in un lungo articolo sul New York Times, ne approfitta per dare ufficialmente il benvenuto al Web 3.0:
“Allo stato attuale, il Web è spesso descritto come un Lego, con tutte le sue diverse parti capaci di connettersi tra loro. Chi immagina la prossima fase, il Web 3.0, lo vede come un’era in cui le macchine inizieranno a fare cose sempre più intelligenti”.
Nella nuova rete, non sarà più questione di mettere in relazione dati e connettere servizi, ma di aggiungere “significati” alle nostre azioni. Più che a un catalogo socialmente organizzato, il Web 3.0 assomiglierà a una potente guida, capace di prevedere gusti, di dare risposte intelligenti. E in cui, parafrasando Dan Gillmor, “le macchine sapranno più di noi”.
5 Commenti
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Secondo me ha ragione Markoff. Il web 2.0 sarà pure fico, sociale e quant’altro. Ma è un gran casino, una babele in cui è sempre più difficile trovare le informazioni che ti servono. W le macchine!!!
secondo me è prematuro parlare di Web 3.0. Di 2.0 si è parlato quando già c’era: è stata una definizione che ha colto alla perfezione una tendenza in atto. Ora tutti si affannano a parlare di qualcosa che ancora non esiste: perchè??? Forse perchè non c’è null’altro di cui parlare…
il 2 è stato il web sociale, il 3 sarà il web semantico? mah, seppur bella e affascinante, la locuzione a me pare un po’ troppo poco comunicativa
la vogliamo trovare un’alternativa un po’ più di uso comune? web intelligente sarebbe corretto, ma un po’ banale. altre idee?
Magari non dico esplicitamente che *Lou Reed* sia stato l’unico momento interessante. Non ho dubbi però sul fatto che sia stato _il piu’ interessante_.
Negli Stati Uniti la discussione sta crescendo. Segnalo, tra le altre, la posizione apocalittica di Ross Mayfield: “Web 2.0 will be known as the name of a bubble. And 3.0 would only be a marketing disaster”. Siete d’accordo? Io non molto. Anzi, se proprio vogliamo dare i numeri, penso che la prossima fase sarà la 2.5: algoritmi e agenti intelligenti ci aiuteranno a socializzare sempre meglio. Il suo nome? Web immersivo.