Produrre social search engine va ormai per la maggiore nella Silicon Valley, al punto che, se già non esiste, proporrei il seguente acronimo: YASSE (Yet Another Social Search Engine).
Ad ogni modo, tra i recenti motori che insistono sulla personalizzazione (parola magica ultimamente nella sfera web) vorrei segnalare Collarity.com.
L’idea di fondo è la seguente: Google riporta gli stessi risultati a persone che hanno diversi interessi. Ma se un utente ha già cercato in passato informazioni su Linux e l’open source, la volta in cui digiterà la parola Java i risultati dovranno riferirsi più al linguaggio di programmazione che al caffè.
I livelli di ricerca saranno dunque tre: personalizzata, generica (global) o comunitaria.
L’interfaccia è interessante ma rimane un dubbio: c’è davvero così tanta voglia, da parte degli utenti, di ricerche cucite addosso?
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Secondo me sì; il futuro dei motori di ricerca dovrebbe essere proprio il modello dei risultati personalizzati; o meglio, personalizzati se è quello che si vuole; se invece un programmatore una volta vuole avere risultati sul caffe’ o sull’isola dovrà poterlo dire al motore. Il Google generico sempre ci sembrerà presto preistorico.