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	<title>Commenti a: I libri, Google e la lettura secondo la New York Review Of Books</title>
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	<description>la tecnologia è un&#039;opinione</description>
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		<title>By: nicola bruno</title>
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		<dc:creator>nicola bruno</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2006 17:28:54 +0000</pubDate>
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		<description>beh, ma così non vale, moby dick è un po&#039; troppo alta come posta in gioco ;)</description>
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		<title>By: luiginter</title>
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		<dc:creator>luiginter</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2006 17:08:21 +0000</pubDate>
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		<description>Il giorno che uscirà un _Blook_ anche solo paragonabile a un capitolo di Moby Dick, mi porrò il problema ;-)</description>
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		<title>By: nicola bruno</title>
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		<dc:creator>nicola bruno</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2006 17:04:56 +0000</pubDate>
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		<description>io sono di quelli che pensano che a scomparire sarà il libro come supporto di produzione. E non solo perchè arriveranno gli e-book (vabbè arriveranno anche quelli), ma perchè la rivoluzione digitale ridefinirà in modo generale l&#039;accesso e la produzione di &quot;cultura&quot;. Tu (ed Epstein) parlate dei vantaggi &quot;in fatto di ricerca delle informazioni e di possibilità di diffondere opere con domanda del mercato insufficiente per il tradizionale ciclo produttivo editoriale (le nicchie o la long tail)&quot;. Bene, ma secondo me sul lungo termine questo sarà un problema marginale, legato solo a questo momento storico di remediation, di passaggio cioè da vecchie a nuove tecnologie.
La vera trasformazione (che metterà in un angolo la carta, come la pellicola e i nastri) si avrà quando avremo prodotti di cultura &quot;nativi&quot; sul pc o sul web, pensati cioè per altri approcci interattivi. Qui cambieranno le logiche di produzione, distribuzione, condivisione, lettura. Ad esempio, che senso potrà avere stampare tutti i post di un romanzo-blog (tipo i Blook) e leggerselo comodamente sul treno, se poi non potrò aggiungere un commento, un link?

Poi, certo, per leggere i Promessi Sposi e Mobydick, non ci sarà niente di meglio di un libro. Anche nel 2246</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io sono di quelli che pensano che a scomparire sarà il libro come supporto di produzione. E non solo perchè arriveranno gli e-book (vabbè arriveranno anche quelli), ma perchè la rivoluzione digitale ridefinirà in modo generale l&#8217;accesso e la produzione di &#8220;cultura&#8221;. Tu (ed Epstein) parlate dei vantaggi &#8220;in fatto di ricerca delle informazioni e di possibilità di diffondere opere con domanda del mercato insufficiente per il tradizionale ciclo produttivo editoriale (le nicchie o la long tail)&#8221;. Bene, ma secondo me sul lungo termine questo sarà un problema marginale, legato solo a questo momento storico di remediation, di passaggio cioè da vecchie a nuove tecnologie.<br />
La vera trasformazione (che metterà in un angolo la carta, come la pellicola e i nastri) si avrà quando avremo prodotti di cultura &#8220;nativi&#8221; sul pc o sul web, pensati cioè per altri approcci interattivi. Qui cambieranno le logiche di produzione, distribuzione, condivisione, lettura. Ad esempio, che senso potrà avere stampare tutti i post di un romanzo-blog (tipo i Blook) e leggerselo comodamente sul treno, se poi non potrò aggiungere un commento, un link?</p>
<p>Poi, certo, per leggere i Promessi Sposi e Mobydick, non ci sarà niente di meglio di un libro. Anche nel 2246</p>
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