Read/writeweb oggi si chiede quanto è effettivamente lunga la coda di Internet. E cioè se ha un riscontro la sensazione che pochi domini macinano il grosso del traffico e tutti gli altri restano poche briciole.
Mettendo a confronto una serie statistiche realizzate da Compete, emerge il dato incontrovertibile di una tendenza della rete ad allungarsi sempre più: negli ultimi cinque anni sono stati superati i 5 milioni di domini, ben il 77% in più rispetto al 2001.

Contemporaneamente, però, c’è stato anche a un netto consolidamento dei top 10 account (MySpace, Yahoo, Evay, Msn, Aol, Google, Facebook, Craiglist, Live.com e Pogo). Verso queste destinazioni si concentra, infatti, il 40% di tutte le pageviews di Internet (il 9% in più rispetto allo stesso dato del 2001).

Come dire, a voler rappresentare la rete oggi, bisognerebbe tracciare una coda davvero lunghissima, con una testa altrettanto grande.

Certo, si potrebbe obiettare che in realtà gran parte di questi domini offrono strumenti user powered, ma resterebbe comunque il dato della tendenza degli utenti a utilizzare per lo più pochi servizi. E non perchè mancano le alternative


3 Commenti

Di: enore savoia in 20 Dicembre 2006

Internet comprende anche la blogosfera … e da questo settore arrivano dati allarmanti , leggo quanto segue : Gli analisti di tecnologia “Gartner” hanno predetto che ci saranno intorno 100 milioni di bloggers (non leggere questo come blogs) nella prima metà del 2007 ma quello sarà il punto di saturazione, la blogosphere cessera di svilupparsi da quel momento in avanti. Daryl Plummer, collega principale – Gartner -, aggiunge un’osservazione – “Iniziare un blog è facile, portarlo avanti è duro. Tutti pensano che abbiano qualcosa dire, fino a che arriva il momento che non sappiano più cosa dire o rispondere coerentemente su quanto espresso nei post„ quindi meglio chiudere …a ggiungo, molti nemmeno si rendono conto che chiudere un blog non è cosa facile e quindi motivo di perchè ci ritroviamo con una grande quantità di spazzatura vagante sul Web …link – e pagine con errori 404

segnalo questo ottimo articolo : ” gartner-prediction-gone-horriby-wrong

saluti

Di: raffaele in 21 Dicembre 2006

molto interessante. sotto certi aspetti mi pare anche logico (non dico auspicabile). le grandi piattaforme offrono qualcosa di più agli utenti che per comodità chiamerò “attivi” rispetto alle alternativa che, come dice nicola, non mancano: offrono proprio una massa critica di utenti.

se desidero mettere in mostra il mio video cerco il servizio che più mi garantisce visibilità (youtube, in questo caso)), lo stesso se voglio entrare in relazione con una comunità (myspace). se poi devo vendere o trovare un appartamento vado laddove il mercato è più largo (craigslist).

detto questo, mi piacerebbe sapere come commenterebbe questo dato anderson.

ciao

Di: nicola bruno in 21 Dicembre 2006

infatti, raffaele, io credo che quanto più si allungherà la coda, tanto più ci sarà bisogno di grandi aggregatori che filtrano, selezionano, mediano il tutto.
Ma forse, penso, questa è una logica valida per la nostra generazione ibrida, cresciuta a cavallo tra media di massa e personal-media. quando Internet assorbirà al suo interno tutti i media, forse si imporranno logiche diverse, più pulviscolari e da coda lunga, dove nessuno sentirà il bisogno di un centro per orientarsi.
Allo stesso tempo, però, bisogna riconoscere che il valore di tutti i servizi social, viene proprio dall’effetto-massa. Prendi i motori di Q&A: Yahoo Answer funziona, perchè può contare su una massa critica di utenti che rispondono alle domande lanciate. I top 10 video di YouTube piacciono, perchè sono stati votati da migliaia di persone. E se anche proliferano i servizi-clone, non potranno mai competere con chi – come Yahoo Answer o YouTube – ha attirato uno zoccolo duro di utenza. Per cui inevitabilmente si creano questi circoli virtuosi (o viziosi) per cui più utenti si hanno e più se ne attirano e più se ne attirano…

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