Daylife, il servizio di news aggregation lanciato in beta qualche giorno fa (ne abbiamo parlato anche su Mytech), non ha avuto una delle migliori accoglienze.

Pur essendo uno dei suoi finanziatori, Michael Arrington su TechCrunch ha criticato la mancanza di feed Rss e dei commenti (due strumenti molto apprezzati in siti simili, come NewsVine e Topix), oltre alla scelta di far gestire le home page di canale ad editor umani, che comporta costi più alti rispetto ad aggregatori automatici come Digg.

Liz Gannes su GigaOm parla di “webified newspaper” e punta il dito contro alcune ambizioni molto gonfiate: come quella, ad esempio, di “sviluppare un discorso civico che sia pragmatico, …” quando poi manca la possibilità di commentare.

Monkey Bites, blog della galassia Wired, pur trovando l’home-page “notevole dal punto di vista grafico”, critica l’eccessiva lentezza del sito.

Più entusiasta, invece, David Weinberger, secondo cui la selezione umana potrà rivelarsi un valore aggiunto, soprattutto per chi è alla ricerca di “un modo più semplice di leggere le notizie online a partire dai nodi tematici a cui si è interessanti”.

Daylife piace molto a Steve Rubel di Micropersuasion: “non sarà la fonte, più esaustiva del web, ma è vincente. Aggrega i contenuti in un modo interessante e facile da leggere. Che è qualcosa di cui abbiamo molto bisogno in un mondo di scelte senza limiti”.

Accoglienza tiepida anche in Italia. “Da tenere d’occhio (ma la prima impressione non è delle migliori)” per Marco Montemagno di Reporter Diffuso.
Alfonso Fuggetta, pur apprezzando la grafica, trova la misssion un po’ ambigua: “non ho ancora capito bene quale sarebbe il vantaggio e la sua funzione primaria. È un aggregatore? Come personalizzarlo?”.

Alle critiche (e agli entusiasmi) risponde comunque Jeff Jarvis, uno dei principali ispiratori del progetto, precisando che “si tratta solo di una beta, molto ancora dovrà essere fatto”.

Anch’io trovo assurda la scelta di partire senza feed e commenti. E, almeno per il momento, non credo che Daylife sarà tra le mie destinazioni preferite.
Tra gli ultimi servizi lanciati, preferisco di gran lunga NewsTrust (ne abbiamo parlato un po’ di tempo fa su MyTech), per i suoi risvolti di aggregazione, segnalazione e conversazione molto più spinti.
Ma, come dice, Jarvis, in fondo Daylife è solo agli inizi: aspettiamo e vediamo cosa ne sarà.

Intanto, voi cosa ne pensate?


3 Commenti

Di: raffaele mastrolonardo in 8 Gennaio 2007

ho potuto darci solo un’occhiata, per la verità, e dunque il mio giudizio va preso con cautela. detto questo, penso anche io, come nicola, che non diventerà una delle mie destinazioni preferite anche se non sarei così negativo sull’iniziaitva come alcuni dei commentatori segnalati nel post.

ci sono almeno due aspetti che mi piacciono in daylife.

il primo è il tentativo di aggregare (e dunque di sfruttare la ricchezza inormativa della rete) fornedendo contesto (merce scarsa di questi tempi proprio a causa degli aggergatori rss). mi piace cioè lo sforzo di utilizzare i feed rss e la loro caotica ridondanza per cercare di offrire al lettore una griglia attraverso cui interpretare meglio la notizia. in questo modo si cerca una soluzione a uno dei problemi dell’informazione contemporanea in rete: il fatto che sia fruita spesso al di fuori del contesto originario e dunque la sua comprensione risulti più problematica.

la seconda è l’uso delle immagini e il tentativo di ricorrere a una presentazione alternativa, più visiva, piacevole e meno testuale delle notizie. quando ci sia abitua alla freddezza degli aggregatori o dei siti di aggregazione ci si dimentica che esiste anche una dimensione di piacere nella lettura e questa è spesso data dalle immagini e dagli elementi di contorno (mi piace dunque anche l’uso delle citazioni in evidenza). se trovassero una strada in questa direzione ne sarei felice.

insomma, mi pare che ci siano delle buone intuizioni e mi pare che l’iniziativa meriti di essere seguita. ricordandoci che non è necessariamente rivolta ai “news junkies”, a quelli che del contesto non ne hanno bisogno perché sono perfettamente in grado di crearselo da soli, ma a un pubblico più largo.

Di: nicola bruno in 8 Gennaio 2007

sono d’accordo con quanto dici (contestualizzazione uso immagini). mi resta però il forte dubbio che daylife nell’attuale configurazione disattenda in toto entrambi gli scopi.
cioè credo che in fondo non risulterà interessante nè per i ‘news junkies’ nè per un pubblico più vasto, che resta comunque stordito dalle carrellate di immagini-notizia (peraltro davvero troppo lente) o dalle liste di notizie aggregate.
Se non verrà ulteriormente implementato, daylife resterà un gran bel esercizio di stile, utile più che altro ai newsportal delle testate mainstream, che potranno riciclare alcune delle sue intuizioni migliori (timeline, quote).

Rileggendo meglio Jarvis, mi sembra di capire comunque che Daylife farà vedere il meglio di sè proprio nelle partnership con i newsportal mainstream:
“As I’ve explained it in email to a few folks, Daylife is a platform of news applications that will feed not only its own site but also, via its API, sites large and small that want to bring new ways to view relevant news to their readers”.

Di: bernardo parrella in 11 Gennaio 2007

be’, nel blog di daylife si ribadisce tra l’altro l’essere in beta e si annunciano le varie opzioni (rss, API, etc.)

a parte simili technicalities, le partnership in arrivo o la lentezza, trovo pero’ che l’approccio sia fondamentalmente innovativo soprattutto quando si spiega che gli “events don’t live and die in a day” e che ci sono tantissime prospettive da valutare/presentare

l’integrazione con l’elemento umano, tutt’altro che un filtro vecchio stampo, e’ cruciale oggi piu’ che mai, con aggregator ormai alquanto simili, alla digg centrati sui clic-voti, o con linutile sovrabbondanza di social networks similari, insime ad una overload assolutamente insostenibile dove vigono ormai solo titoletti, battute veloci, e slogan

appunto, nicola, tieni conto che certa “accoglienza tiepida” va pur sempre riferita a un campo gia’ sovraffolato (come fa notare techcruch in particolare), ma con gli aggiustamenti a venire e’ non ritengo affatto che daylife sia solo un “esercizio di stile”, neppure in tale panorama articolato dell’informazione USA, o in inglese — piuttosto un modello a cui ispirarsi, insieme a newstrust.net, per possibili rilanci italici :)

–b.p.

ps: a dire il vero lo avevo/avevamo segnalato per primi su giornalismi possibiliin italiano, alcuni giorni fa, ma mi sa nessuno se n’e’ accorto… poco male: ottima la tua press/blog review sul tutto!

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