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Diario Aperto

Da oggi è online il sondaggio Diario Aperto. Inchiesta 2007 sui blog in Italia.Promosso da SWG, Università di Trieste, Splinder, Punto Informatico, il questionario intende sondare quattro questioni:

  • il rapporto dei blogger con le nuove tecnologie
  • il rapporto dei blogger con gli altri media
  • blogger e vita pubblica/politica
  • blogger e consumi

Tutti i risultati saranno pubblicati online, consultabili gratuitamente e commentabili.

Basta circa un quarto d’ora per completare tutte le domande (io ho già risposto).
Si inizia da qui

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Webradio di tutta Italia, censitevi!

Occhi, oltre che orecchie, puntate sulla webradio. L’idea arriva da Rcs Broadcast e da Scf Società Consortile Fonografici, una l’attuale divisione del Gruppo del Corsera che controlla fra le altre le attività di R.I.N. (Radio Italia Network), l’altra la più importante collecting society in Italia per la gestione dei diritti discografici. Sotto il protettorato della Bocconi, le due società hanno deciso di stilare il primo osservatorio sul fenomeno della webradio in italia. All’interno della ricerca, che verrà presentata il prossimo mese, ci sarà spazio per un vero e proprio censimento delle webradio attualmente presenti nel nostro paese, e per una prima importante analisi sui differenti modelli di funzionamento e di interazione tra la webradio, i suoi fondatori e i suoi ascoltatori.

A corredo dell’iniziativa va segnalata pure la nascita un sito Internet dedicato, vero e proprio luogo di incontro e di dibattito per la community dei webradio addicted.

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News hi-tech, come non perdersi nulla in 20 minuti

Se l’hi-tech è la tua passione, ma non riesci a stare dietro a tutto quanto viene pubblicato sul tema tra riviste specializzate, blog, portali verticali, quotidiani online, e quant’altro, conviene prendere in considerazione questa dieta (rigorosamente anglofona) suggerita da Valleywag.

A quanto pare dovrebbero bastare 20 minuti al giorno per essere aggiornati e non impazzire troppo con i centinaia di feed “da leggere” (spesso duplicati).

1) Aggregatori di top news: Digg Technology, Techmeme, GigaOM, Engadget

2) Opinioni: Paul Kedrosky’s Infectious Greed, Valleywag, Techdirt

3) Fonti mainstream: CNET News, NY Times Technology, Financial Times

4) Una volta a settimana controllare BusinessWeek, Wired News, Wired Magazine

5) Una volta a settimana ascoltare il podcast di This Week in Tech

Per stare dentro ai 20 minuti bisogna comunque adottare alcune precauzioni:

Scegli da uno a tre articoli e da uno a tre opinioni da leggere fino in fondo. Se un articolo comincia ad annoiarti, lascia perdere – quanto ha di buono sta nel primo paragrafo, e conserva solo quello che ti interessa.
Il bello di questa raccolta di fonti è che tra blog, aggregatori e fonti mainstream si puà coprire ormai la maggior parte delle novità.

Non vi sembra però che in questa lista manchino almeno due fonti imprenscindibili: Slashdot e TechCrunch?

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Qual è il vostro feed reader preferito?

Secondo i dati di Hitwise, il feed reader (web-based) più utilizzato è Bloglines. Seguono Rojo e NewsGator. Solo in quarta posizione Google Reader, seguito da NetVibes.

E questo, nonostante il reader di Mountain View sia considerato il migliore in circolazione. Ma forse paga una partenza non brillante (la prima versione era davvero fiacca), e il tiro aggiustato solo lo scorso autunno.

Io ho sempre utilizzato NetVibes. Ho provato a migrare al Google Reader, ma alla fine – questione di abitudine interiorizzata, ormai – preferisco usare sempre NetVibes.

E voi, quale reader usate?

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I “fiaschi” di AOL: da Musicnet a Napster, passando per Music Now

Qualche giorno fa una notizia Reuters (apparsa in Mytech) riferiva della “scelta” di Napster come partner musicale di AOL.

AOL Music Now + Napster

AOL sembra avere poca fortuna con la musica online: partita con il repertorio di Musicnet, che doveva essere una delle “sante alleanze” delle major per dominare il mercato della musica digitale e che invece pur avendo partnership con molti grandi nomi vivacchia senza troppi successi e per di più fornisce anche alcuni servizi “dubbi” come Bearshare ed iMesh, che mescolano contenuti legali e pirata apparentemente senza problemi, nel 2005 aveva acquisito il poco noto Musicnow trasformandolo in AOL Music Now e trasferendo gli abbonati precedentemente riforniti con materiale Musicnet.

Adesso, un secondo passaggio trasferisce i 350.000 clienti di AOL Music Now a Napster: quasi una resa incondizionata, per di più a una società che pur resistendo tenacemente agli anni e alla feroce concorrenza resta comunque ben lontana dai dati di Apple iTunes e dallo scorso settembre in teoria sarebbe in cerca di partner e/o potenziali acquirenti

Il tutto in un panorama – il “circo” della musica online – in cui la lista delle vittime (ri)comincia rapidamente ad allungarsi…

Immagine tratta dalla schermata di apertura di http://aol.musicnow.com.

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Apple e 802.11n: arriva la conferma

Apple ha confermato che l’upgrade wifi dei Mac recenti verrà rilasciato anche come aggiornamento software stand-alone e che sarà a pagamento.

Secondo la portavoce Lynn Fox l’abilitazione della connettività wireless 802.11n (che non è ancora uno standard ratificato pienamente) sarà disponibile tramite il sito web Apple.com e costerà 1.99 dollari, invece dei 4.99 ventilati. Abbiamo interpellato in merito Apple Italia su quale sarà il prezzo nel nostro paese e speriamo di poter comunicare al più presto la cifra in Euro.

Si conferma quindi l’obbligo, per motivi di contabilità, al pagamento di una somma nominale, che per fortuna sarà davvero tale. Come fa notare The Unofficial Apple Weblog, tra i primi a segnalare la notizia, tra cinque e due dollari c’è una sensibile differenza e più che economica è psicologica (per gli utenti) e d’immagine (per Apple).