Non accenna a scemare l’interesse per Second Life.
La settimana scorsa hanno dedicato articoli al mondo virtuale sia news.com di CNET che CNN. Il primo ha sottolineato l’uso crescente di Second Life come strumento di aggregazione e sala di riunioni mentre il secondo si è concentrato sulle potenzialità come ambiente di ricerca e proposta di lavoro, in alcuni casi più rapido ed efficace, nonché al passo coi tempi, dei soliti siti e agenzie.
La mossa più coraggiosa (o assurda, fate voi) spetta però alla Svezia.
Se Reuters ha una redazione (con corrispondenti prestigiosi come lo scrittore Warren Ellis e IBM ha un’isola il paese nordico sta pensando ad un’ambasciata virtuale.
La notizia, tutta da verificare, viene da un sito svedese, Local.se che riporta le dichiarazioni del direttore dello Swedish Institute, Olle Wästberg. Secondo quest’ultimo il ruolo dell’ambasciata virtuale non sarà quello di emettere direttamente passaporti o visti ma di aiutare i possibili visitatori e turisti e di “informare le persone sulla Svezia ampliando le opportunità di contatto con il paese con più facilità e meno costi”, integrando sostanzialmente il ruolo dei portali web esistenti.
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