Si chiama “Thoughts On Music”, “pensieri sulla musica” ed è una lettera aperta di Steve Jobs appena pubblicata a sorpresa sul sito web di Apple e segnalata anche sulla homepage.
È un lungo e interessante testo (per ora solo in inglese) in cui il cofondatore ed attuale CEO si rivolge agli utenti ma anche e sopratutto a media e governi come quelli del nordeuropa che criticano l’uso delle protezioni sulla musica venduta e accusano l’azienda di pratiche monopolistiche.
Jobs ovviamente tira (parecchia?) acqua al suo mulino ma rivela anche diversi dettagli sinora solo ipotizzati o mormorati sui meccanismi distributivi della musica online e sulla lotta infinita tra chi protegge e sprotegge. Ancora più notevole è che nella lettera aperta si prospettino i possibili scenari distributivi tra cui quello di un mercato online totalmente privo da DRM, che a leggere quanto scritto sembra esserci solo per volontà e paura delle multinazionali del disco. Multinazionali che Jobs sottolinea essere in buona parte situate proprio in quell’Europa che si mostra così negativa contro Apple e i suoi file protetti.
2 Commenti
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Io sono dell’idea di far pagare a tutti una piccola somma di danaro sul canone internet in modo da poter scaricare la musica in mp3 gratis da internet!
cosi tutti pagano poco ma pagano :)
Lazzaro,
che dire… non sei il primo ad avere un’idea del genere.
Se ne riparla periodicamente, più o meno dai tempi del primo Napster… e stiamo parlando di un decennio, ormai.
In fondo una giustificazione ci sarebbe: un po’ come tassare per la “copia privata” le cassette audio/video, i cd vergini, i masterizzatori e via dicendo. Però devi contare che il sistema non e’ proprio giustissimo (colpirebbe tutti, anche quelli che non hanno alcun interesse a usare la connessione per la musica) e che storicamente i provider non è che siano esattamente favorevoli a una soluzione del genere.
Io personalmente sono molto più interessato al fatto che esistano servizi fatti bene come Spotify: chi la musica vuole scaricarla ed è disposto a pagarla va altrove (iTunes e soci). Chi vuole solo accedere a un grande archivio e ascoltare quello che gli pare senza necessariamente avere l’mp3 (ma comunque ad alta qualità) va da Spotify (e non paga se usufruisce del modello ad-supported). C’è chi parla male del business model di Spotify: la verità è che da solo sta abbattendo – con intelligenza – la pirateria in paesi come la Gran Bretagna.