Sembra che non siano andate “in porto” le negoziazioni di The Pirate Bay con il “principato” di Sealand (su cui Nicola Battista ha scoperto che nel 2008 forse uscirà un film).
Sealand pare non rispondere più alle richieste (scomode?) dei “pirati” che hanno deciso perciò di optare per il “piano B”: acquisire e trasformpare nella propria sede qualche altra isoletta. Questo grazie alla notevole eco e risposta entusiasta all’iniziativa, inondata di email e messaggi, visite (il sito buysealand.com pare sia entrato più volte tra i primi 1000 della Rete) e anche soldi: le donazioni hanno infatti superato quota 20’000 dollari.
Altro effetto notevole della originale rivendicazione dei pirati è la nascita di “The FreeNation Foundation”.
Si tratta di un gruppo influenzato da The Pirate Bay che ha messo online un proprio sito, e che spiega di voler divenire una “entità legale “internazionale” e di puntare ad un cambiamento della società “dall’interno” sulle questioni di cultura, libertà dell’informazione e condivisione del sapere.
Per altre informazioni rimandiamo alle FAQ, al Wiki ed all’immancabile forum.
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Voci di corridoio per spiegare il mancato accordo tra Pirate Bay e il “principe” Michael di Sealand:
1) il prezzo di vendita è di 750.000 Euro (ben lontano dalla cifra raccolta);
2) il prezzo richiesto tramite la società spagnola a cui è stato affidato l’affare sarebbe ancora più elevato, forse 10 milioni di dollari;
3) Michael e famiglia rispettano le norme del diritto internazionale e quelle sul copyright, pertanto non sarebbero disposti a cedere a un gruppo di “pirati” di Internet.
Ritorno operativo e mi scuso per la prolungata assenza … volevo ringraziare per le sempre preziose informazioni che proponi ed un saluto all’eccellente staff di My tech
Tempo permettendo mi darò alla lettura delle entry perse !
esav
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