Alla lettera aperta di Steve Jobs sulla musica arriva una risposta da un nome prestigioso, Michael Robertson.

006_small.miniatura.jpgSul suo sito personale, il fondatore di Lindows/Linspire e sopratutto del seminale servizio di distribuzione MP3.com, ora in prima linea nel Voip, ha colto l’occasione per complimentarsi con Jobs per quanto scritto ma anche per lanciargli una sfida.

Robertson, da imprenditore verace, riconosce e si inchina al successo e alla potenza dell’accoppiata iPod/iTunes di Apple ma chiede che dopo le parole seguano i fatti e che la tirata di Jobs contro il DRM non sia solo un paravento contro le crescenti pressioni di governi e associazioni.
Come? Con quattro gesti concreti:

1) Cominciare a proporre del contenuto in formato Mp3 sull’iTunes Store
2) Aprire e divulgare il formato del database degli iPod per usarli anche con altri software di gestione musicale
3) Fare in modo che il software iTunes funzioni anche con altri fornitori di contenuto
4) Sviluppare una versione di iTunes per Linux

Quattro richieste ambiziose che secondo Robertson non necessitano dell’approvazione dell’industria musicale nè di dare in licenza le tecnologie di Drm di Apple ma solo di dimostrare che Jobs “vuole davvero un mondo in cui i consumatori abbiano più opzioni riguardo a come e dove comprare e riprodurre la loro musica”. Vana speranza?

Immagine tratta da www.michaelrobertson.com


4 Commenti

Di: Nicola Battista in 9 Febbraio 2007

Effettivamente Robertson – il cui Mp3tunes sembra avere deluso le attese e che appare uno dei tanti servizi “minori” nel panorama della musica digitale – ha lanciato una gran bella sfida: conosco diversi artisti e discografici che hanno materiale in distribuzione in molti siti anche in mp3 non protetto, che non avrebbero alcun problema a fornire lo stesso materiale ad Apple senza DRM, anzi, ne sarebbero ben lieti.
Jobs pensava davvero quel che ha detto, o sta cercando elegantemente di scaricare sulle major la responsabilità dei problemi che sta avendo in Europa?

Di: Nicola D'Agostino in 9 Febbraio 2007

Robertson, a prescindere dal successo o meno delle sue ultime iniziative, avrà sempre credibilità per il suo status di innovatore (per MP3.com) e di costante provocatore (vedi Lindows/Linspire o l’assunzione di DVD Jon).

Detto questo una risposta diretta di Jobs o di Apple a Robertson mi pare altamente improbabile e rimane anche a me la sensazione che si sia trattato se non proprio di uno scaricabarile, perlomeno di un semplice “sfogo”. Uno sfogo straordinario e unico, a conferma della straordinarietà e del potere del personaggio Jobs, ma sempre un episodio che rischia di rimanere unico ed isolato. A meno che non si rompano gli equilibri tra industria discografica e distribuzione online…

nda

Di: Nicola Battista in 10 Febbraio 2007

Quello che per ora si è ottenuto è che EMI ci sta pensando seriamente; Warner, invece, sotto la guida di quello stesso Edgar Bronfman Jr. che era anni fa boss di Universal, ha dato del pazzo a Jobs…

Di: Nicola D'Agostino in 10 Febbraio 2007

Niente male anche il risultato tragicomico ottenuto da Harari della SanDisk, che nella sua lettera aperta fa una marea di dichiarazioni in contrasto una con l’altra.

Nel testo si afferma che gli ascoltatori meritano “la libertà di fruire di contenuti su qualsiasi dispositivo” ma si critica Jobs per la sua posizione “confrontational” e si dice che non bisogna riprendere chi nell’industria cerca di “salvaguardare” i suo diritti e che è sempre l’industria a dover decidere se usare o meno il DRM, non i “produttori di dispositivi”.

nda

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