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Gapminder, grafici e statistiche spettacolari

Gapminder è una Fondazione no-profit da anni impegnata a divulgare e rendere più accattivanti anche le statistiche più noiose e complicate.

Date un’occhiata a questo tool di presentazione realizzato insieme a Google: permette di comparare diversi indicatori, su scala temporale e geografica, con gran belle animazioni.

La grafica è davvero spettacolare: dovrebbe incuriosire anche chi proprio non ce la fa a mandare giù cifre e percentuali.

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MySpace Secret Shows… Italia!

MySpace conta ormai più di una dozzina di versioni, inclusa quella “internazionale” che è l’originale www.myspace.com.

MySpace Secret Shows Italia - tratto da ww.myspace.com/secretshowsit 

Oltre a pagine e funzioni tradotte in tutto o in parte nelle varie lingue, si cominciano a vedere iniziative dedicate al pubblico di uno specifico paese: ecco così l’apparizione di “MySpace Secret Shows Italia“.

Riprendendo la linea dell’analoga operazione effettuata negli Stati Uniti, è stato creato un profilo con questo nome e chi vorrà ricevere dritte su esibizioni musicali live a sorpresa, in località e orario “segreti” dovrà aggiungere il suddetto profilo alla propria lista di amici e seguire le successive indicazioni…

Immagine tratta da http://www.myspace.com/secretshowsit.

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Talkr.com, novità in arrivo

Già noto per fornire un servizio gratuito di “text-to-speech” che consente di trasformare blog testuali in file audio e quindi di ascoltare sul proprio iPod i blog preferiti, per esempio, Talkr.com da qualche tempo si sta rinnovando.

logo Talkr.com - tratto da new.talkr.com

Un primo passo è stata l’acquisizione da parte di LiveOnTheNet, annunciata lo scorso 19 febbraio. Questa società è in circolazione dal 1994 e tra l’altro ha al suo attivo molti lavori di prestigio, tra i quali la prima webcast dalla Carnegie Hall (l’artista in concerto era Paul McCartney).

logo LiveOnTheNet - tratto da www.liveonthenet.com

Oggi, viene presentato un nuovo servizio, gratuito anch’esso (sarà finanziato dalla pubblicità) e presentato come “Instant voice conferencing”, che consiste in un widget per chat vocali multiutente.

Siti, blog, community e via dicendo potranno così includere questa funzione tra i propri servizi e, a quanto pare, ricevere parte degli introiti pubblicitari.

Per l’occasione è stato allestito l’url http://new.talkr.com dedicato al nuovo servizio.

Immagini tratte da http://new.talkr.com e www.liveonthenet.com.

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La burocrazia di Citizendium

Qui Larry Sanger spiega perchè Citizendium, l’anti-Wikipedia da ieri in beta pubblica, alla fine sarà un successo.

Sicuramente lo sarà sul fronte della qualità e dell’attendibilità delle informazioni: due aspetti per cui – dice giustamente Sanger – c’è una forte domanda in rete.
Ben vengano quindi la redazione e i conestabili (il servizio d’ordine che si occupa di censurare i comportamenti inappropriati).

Quello che lascia più perplessi è però la macchinosità di alcune procedure. Come, ad esempio, quella d’iscrizione, per la quale è richiesta tutta una serie di operazioni, degne della miglior buracrazia degli enti pubblici.

Nessuna procedura automatizzata, ma l’invio di una mail ai conestabili in cui si indica:

1) nome-cognome;
2) l’approvazione del Statement of Fundamental Policies
3) una biografia di 100-500 parole.

Se possibile, viene richiesto anche:

4) di inviare un link a una pagina che dimostra la nostra identità
5) non utilizzare i comuni accoint di posta elettronica gratuita

Certo, in questo modo aderiranno solo le persone veramente motivate. Ma non è un po’ troppo? In questo modo non si rischia anche di demotivare grosse fette di potenziali autori?

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Amica della TV, nemica del DVD

I gestori televisivi non hanno nulla da temere da AppleTV.

028001013830.jpgLo afferma Aline Van Duyn in un articolo per il Financial Times che sottolinea come la semplicità e facilità della soluzione non è orientata (per ora?) a fruire di qualsiasi contenuto video su Internet ma solo di quello dell’iTunes di Apple stessa, che sia un acquisto sul negozio o già presente sui dischi dei Mac e PC degli utenti.

Non sono gli operatori del settore televisivo ad essere minacciati dallo sbarco di Cupertino nel salotto (digitale) ma le vendite ed i noleggi di DVD ed altri formati di dischi (Blu-Ray, HD DVD, ecc.). Van Duyn cita Douglas Shapiro che descrive come “supplementare alla TV”, gratuita o a pagamento che sia, ma alternativa al mercato dell’home video su supporto fisico, che ora rischia di subire l’impatto di Apple, al omento uno dei maggiori operatori se non il maggiore del download digitale online.

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“Venti persone per quattro note”: come nasce uno “Startup Sound”

Può un effetto sonoro influenzare in qualche modo la nostra percezione di un prodotto e di un marchio?

Chiedete a pubblicitari ed autori di jingle per caroselli televisivi: vi risponderanno certo di sì. Sono moltissimi i marchi legati a filo doppio a slogan di poche parole o a quelli che – a volte solo apparentemente – sono semplici jingle di poche note: il sito della testata Fast Company ne ha esaminato di recente alcuni, in uno slideshow dal titolo “The Sound of Brands“.

Dalle tre note della NBC in uso sin dagli anni ’30, alle “quattro note” di Intel, passando per l’annunciatore che da oltre quindici anni comunica “This is CNN” sul prestigioso canale di news; e ancora lo yodel di Yahoo (per il quale nel 2002 sorse una controversia legale del valore di 5 milioni di dollari) o l’effetto sonoro della THX di George Lucas udibile in moltissimi cinema prima dei titoli di apertura.

In casa Microsoft questo aspetto è noto da tempo: l’effetto sonoro che accompagna l’avvio di Windows, fin dal lancio di Windows 95 – il cui suono di avvio è stato composto da Brian Eno per la modica cifra di 35.000 dollari – è un elemento al quale la società fondata da Bill Gates presta particolare attenzione.

Per il lancio di Vista sono perciò stati coinvolti dieci sound designer oltre a dieci persone del team di Windows; sono stati creati circa 2000 frammenti sonori prima di arrivare al risultato definitivo. Del team facevano parte anche musicisti di prestigio come Robert Fripp (noto per progetti come King Crimson e FFWD e collaborazioni con David Sylvian, Brian Eno e moltissimi altri).

Un post del blogger Long Zheng datato 18 gennaio 2007, in cui tra l’altro si confrontava il lavoro del team con quello di un progetto “open” come Ubuntu (sistema operativo basato su Linux), in cui tutto il lavoro di “sound design” è stato realizzato da una sola persona (!) e si ironizzava sul costo dei sistemi operativi dotati di effetti sonori, anticipava l’uscita di un pezzo proprio di Fast Company, sulla genesi dello “Startup Sound” del nuovo Windows.

Dopo diciotto mesi di lavoro e di selezioni si è arrivati a tre “finalisti” e quindi al risultato finale che la testata riassume così: “una ritmica di Tucker Martine” (compositore coinvolto nel progetto, ndr)  ”con due cristalline melodie ascendenti con quattro accordi (che richiamano i quattro colori di della ‘finestra’ di Windows Vista) su un breve ‘soundscape’ con arpeggi di Robert Fripp, e l’orchestrazione di Ball” (Steve Ball, program manager del progetto, ndr).

Sempre Long Zheng segnala due “seguiti” (uno datato 19 gennaio e l’altro 24 gennaio)al suo articolo nel blog di Steve Ball, che in risposta a quanto scritto da Long rivela interessanti dettagli e retroscena sul laborioso procedimento di creazione e segnala l’esistenza di un interessante video - peraltro scaricabile e del peso di circa 94 mb – in cui si vede Fripp all’opera negli studi Microsoft mentre produce alcuni dei suddetti suoni.