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Magnify.net, il video online per tutti

Il video online sembra ormai più che una moda una necessità: i grandi gruppi cercano di accaparrarsi siti già operativi (Google con YouTube e CBS con Last.fm) o di lanciare proprie iniziative (MTV con Qoob.tv, per esempio), nel tentativo di restare competitivi. Piccole ma agguerrite startup  (Revver.com, blip.tv) si danno da fare; altri ancora (Spymac.com, per esempio) si riconvertono in maniera anche clamorosa (Spymac era un sito di news per fan di Mac e Apple; pur non avendo abbandonato il settore, l’attività principale sembra ora quella di video, immagini e musica online). E gli utenti della rete, pubblicano, scaricano, guardano, condividono…

logo Magnify.net - tratto da www.magnify.net

Magnify.net si inserisce in questo contesto non tanto come concorrente, ma come tool/aggregatore, consentendo di creare “canali” con il meglio del video online, magari per arricchire il proprio sito. Magnify consente l’upload di materiale proprio oltre all’aggregazione di contenuti dai siti più popolari.

Il servizio è gratuito, anzi promette di condividere gli introiti pubblicitari con gli utenti creatori di canali video. Il cofondatore e CEO Steve Rosenbaum è produttore di film e documentari oltre che di progetti su web per nomi di prestigio come CNN, HBO e Discovery, oltre che di un particolare esempio di televisione “partecipativa”: MTV Unfiltered. Che ovviamente oggi “rivive” online grazie alla tecnologia di Magnify.net.

Immagine tratta da www.magnify.net.

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Livejournal festeggia e fa regali

WordPress.com ha superato la quota un milione di blog ospitati, come da previsioni. Si tratta di una cifra di tutto rispetto ma come fatto notare da varie fonti, nettamente inferiore a quelle dei leader del settore. Tra questi c’è Six Apart, e per coincidenza il suo Livejournal proprio in questi giorni ci ricorda il suo “peso” in rete, comunicando di averraggiunto invece 13 milioni di blog, scusate, di journal.

livejournalicon.pngContestualmente al significativo traguardo, agli utenti più fedeli di LiveJournal vengono fatti due regali.
Il primo è in congiunzione con lo stampatore MOO che continua con la sua campagna promozionale e questa volta ha offerto dieci dei suoi singolari biglietti da visita rettangolari ai primi diecimila utenti di Livejournal: i biglietti possono essere a scelta testuali o con immagini tratte dalla gallery (se la si ha).

Secondo regalo, limitato però agli account a pagamento o con pubblicità, è la trascrizione automatica dei post audio in testo, in lingua inglese ovviamente.
L’offerta di Livejournal si inserisce in un quadro generale di interesse di conversione dal testo in voce (lo fa anche Xfruits con gli RSS e Scribd con i documenti) e di sinergia di fonia e Internet.
Nel caso di Livejournal il servizio è realizzato tramite tecnologia fornita da SpinVox, ha un limite di tre minuti ed è per ora disponibile tramite chiamata a numeri di telefono negli USA, Canada, Australia, Giappone e due città del Regno Unito: Londra e Machester.

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News hi-tech, due nuove iniziative editoriali in Italia

Lo scenario dell’informazione tecnologica online (lentamente) sta cambiando anche in Italia. E in meglio. Negli ultimi giorni, sono state lanciate due interessanti iniziative editoriali: VisionPost e ICTv.
Si tratta di due progetti focalizzati esclusivamente sul mondo digitale, entrambi aperti al web 2.0, ma anche diversi in quanto a modalità e format scelti.

1) VisionPost – Cronache digitali è una testata online edita da Totem e diretta da Franco Carlini, che così la presenta nell’editoriale di apertura:

Siamo qui per raccontare ogni giorno le forme di vita, cultura e business della società digitale, scientifica e tecnologica. Sono stati necessari 4 mesi di discussioni intense fin nei dettagli per progettare il transito dallaprecedente rivista di carta, Monthly Vision, interrotta a gennaio, a questa nuova testata. In continuità anche nel nome (Vision) ma anche in diversità (Post come i post, ma anche, presuntuosamente, come vecchie e importanti testate). I bit qui proposti sono apparentemente più leggeri, ma speriamo più allettanti per flusso costante e densità di conoscenza.

Organizzato in 11 canali tematici, VisionPost è fatto di notizie quotidiane (News), approfondimenti, (Zoom), interviste (F2F) ed editoriali (Invece di Franco Carlini). Anche qui spazio al mondo del web, del software e dell’hardware, le novità dall’universo mobile, oltre ad approfondimenti su biotecnologie, nuove economie, media mainstream e partecipativi e l’universo open source.

Dalla redazione spiegano che il progetto è ancora in fase beta e molte novità, soprattutto sul fronte dell’interattività, arriveranno nei prossimi mesi.

2) ICTv è invece una piattaforma video on demand gratuita su tecnologia e digital life, edita da HTML.it

ICTv concilia gli interessi della community di Web Developer, attraverso gli approfondimenti e le prove software, con quelli di un’utenza consumer e business. Da qui la suddivisione dei video in tre categorie principali. Completano l’offerta: prove prodotto, interviste, coperture di eventi, notiziari e intrattenimento Hi-tech.

Davvero simpatico e ben fatto questo video-tutorial con 5 motivi per passare a Mac, soprattutto per la divulgazione verso un pubblico di non addetti ai lavori.

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Joyce Hatto, su eMusic molti dei “derubati”

Qualche mese fa, il mondo degli appassionati della musica classica fu sconvolto dalla scoperta della più grande truffa discografica relativa a questo ambito, e forse uno dei più grandi e sublimi imbrogli di tutta la storia della musica: la grande mistificazione creata da William Barrington-Coupe attorno al nome di sua moglie, la defunta pianista Joyce Hatto.

Questa storia ha molto a che fare con la rete: a parte le manipolazioni elettroniche effettuate sui pezzi rubati da Barrington-Coupe per trasformarli in brani attribuiti alla moglie, se non fosse stato per un player iTunes un po’ “ficcanaso”, per il database Gracenote e per un manipolo di audiofili esperti di internet e di computer, la storia forse non sarebbe mai venuta alla luce.

Da febbraio a oggi, un lungo thread sull’argomento si è svolto sulle “message board” degli utenti di eMusic: oltre a discutere a lungo dei dettagli della vicenda, la particolarità è che gli utenti hanno potuto curiosare in mezzo ad alcuni degli originali “saccheggiati” dalla Hatto e da suo marito.

Già, perché eMusic, avendo in catalogo un nutrito gruppo di label indipendenti e tra queste anche molte etichette specializzate nella classica, potrebbe letteralmente allestire una sezione in grado – finalmente – di valorizzare alcuni dei reali esecutori delle opere falsamente attribuite alla pianista britannica. Gli utenti hanno segnalato la presenza dei brani di Franz Liszt eseguiti da Laszlo Simon (è stato uno di questi brani a far scoprire la truffa) e di altri pezzi dello stesso autore interpretati da Minoru Nojima, altra vittima della Hatto.

Tra le ultime cose pubblicate, a fine aprile, alcune registrazioni di brani di Prokofiev eseguiti da Oleg Marshev. Un utente (nickname “Music Lover”) ha pensato bene di raccogliere questi ed altri brani in una playlist dal titolo “Every ‘bit’ as good as Joyce Hatto“.

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The next web

Bella l’idea di questo documentario sul futuro del web, con le video-dichiarazioni di Tim O’Reilly, Steve Rubel, Matt Mullenweg (il fondatore di WordPress), Marten Mickos, CEO of MySQL, Jay Adelson, co-fondatore di Digg.com

Ai 5 protagonisti della rete sono state sottoposte 5 domande via iChat e webcam: quali sono le sfide da vincere e i problemi da superare, la questione della condivisione dei guadagni, i rapporti con i media tradizionali.
In attesa che qualcuno lo sottotitoli in italiano, per ora è disponibile solo la versione inglese.

Il video è stato prodotto dagli organizzatori della conferenza “The next web” che si terrà ad Amsterdam venerdì 1 Giugno.

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Corpi in vendita (ma anche accessori, animali, edifici) …in grafica 3D!

logo DAZ3D - tratto da email promozionale di www.daz3d.com 

Daz3D.com è un incredibile marketplace di grafica 3d: personaggi (dai corpi virtuali perfetti in ogni dettagli, dallo scheletro alla muscolatura ai capelli… per non parlare dell’ovvia cura nel rappresentare le forme femminili…), accessori (armi, abiti, chitarre elettriche…), paesaggi, piante, animali

Immagine tratta da email promozionale di www.daz3d.com

DAZ è una società nata nel 2000 da una costola di Zygote Media Group (con sede a Provo, Utah, nota per essere la base di un nome storico del software, Novell, e -ahem- dei Mormoni) e produce software come Mimic Pro, Daz|Studio e Bryce 5.

Immagine tratta da email promozionale di www.daz3d.com

Il sito è un luogo dove oltre ai software della casa si vendono anche moltissime creazioni 3D di sviluppatori indipendenti. Se questo poi sarà il futuro della produzione di videogame o di film, o solo un negozio dove superaccessoriare il proprio avatar per chiudersi in eterno dentro uno dei vari mondi virtuali online, è ancora da capire… ;-)

Immagine tratta da email promozionale di www.daz3d.com

Immagini tratte da email promozionale di www.daz3d.com.