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Retrocomputing: una drum machine “acid” nel C64

Prophet64 - Immagine tratta da www.prophet64.com 

Prophet64 è una meravigliosa idea per dare nuova vita al leggendario Commodore 64… trasformandolo in un particolare strumento musicale grazie a una suite di 4 programmi inclusi su una cartuccia!

Bassline - Immagine tratta da www.prophet64.com

Sintetizzatore, sequencer e due tipi di drum machine (una denominata “Bassline” richiama i suoni “acidi” della classica Roland 303, mentre l’altra “Drummer” è una sorta di versione C64 della Roland 909) si uniscono al supporto per le moderne apparecchiature MIDI.

Il C64 torna prepotentemente sulla scena della musica elettronica: di certo la cartuccia Prophet64 sta suscitando parecchio interesse tra gli appassionati di composizione “casalinga”; qualcuno ha anche già pubblicato in Rete brani realizzati con questo strumento.

Drummer - Immagine tratta da www.prophet64.com

La cartuccia è in vendita presso il sito www.prophet64.com al prezzo di 32 Euro; lo stesso sito vende anche SID2SID, basetta pronta per collegare un secondo SID (il processore musicale dedicato del Comodore) e “raddoppiare” così il potenziale sonoro del proprio C64…

Immagini tratte da http://www.prophet64.com.

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BurnLounge: secondo e ultimo round?

I guai di BurnLounge, da tempo ventilati da più parti dato il business model vagamente dubbio di questo sito dedito alla vendita di musica digitale ma fortemente legato al mondo del cosiddetto “marketing multilivello”, sembrerebbero essersi risolti tanto rapidamente quanto si erano materializzati.

Nell’arco di un paio di settimane, BurnLounge si è dedicato a un veloce ma – almeno in apparenza – radicale restyling, che va dalla nomina di un nuovo CEO, Grant D.Johnson (il precedente, Alex Arnold, era tra i nomi “incriminati” nell’ambito di una causa federale legata proprio al reale oggetto delle attività di BurnLounge) alla “semplificazione” – questo il termine utilizzato dalla società – del proprio business model, tagliando drasticamente l’aspetto relativo al network martketing, che era quello a rischio illegalità.

Tutte queste novità sono state annunciate da una rapida sequenza di comunicati stampa, l’ultimo dei quali, datato 28 giugno, annunciava trionfalmente il raggiungimento di un accordo con la FTC. In pratica, la Commissione Federale per il Commercio prende atto dei cambiamenti avvenuti in seno a BurnLounge e stabilisce che la società possa continuare a lavorare. Sembrerebbe un grande successo: un po’ come essere indagati dall’antitrust e cavarsela con una multa irrisoria e senza cessioni o smembramenti.

The Palmetto Scoop, la testata che aveva lanciato la notizia dell’azione legale della FTC contro BurnLounge, non sembra però convinta: “Non siamo certi se ciò sia vero” – dicono gli agguerriti reporter – “perché la FTC non ha ancora rilasciato alcuna informazione, ma vi faremo sapere se e quando ne avremo conferma”.

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Barbie, la bambola per l’MP3

Di anni ne sono passati dal suo lancio – quasi cinquanta – e la bambola Barbie ha attraversato decenni di storia del costume e non solo.

Chat Divas Barbie - immagine tratta da www.amazon.com

L’ultimo modello, che va sotto il nome di Chat Divas, uscito ad aprile negli Stati Uniti, reperibile su Amazon.com (è presente anche in Amazon UK ma al momento non disponibile) è più un gadget elettronico che una bambola: Barbie ha un piccolo telefono cellulare che squilla e al quale “risponde”. Con un microfono “canta” alcune brevi clip preregistrate.

Chat Divas Teresa - immagine tratta da www.amazon.com 

Ma il vero “bonus” di questo gadget prezzato una trentina di dollari è che il tutto è collegabile a lettori MP3 o CD, per far ballare Barbie al ritmo della musica preferita, magari appena scaricata dalla Rete.

Due sono i modelli della linea Chat Divas: la classica Barbie dai capelli biondi e Teresa, che ha i capelli castani.

Immagini  tratte da www.amazon.com. Si ringrazia Anna Battista per la collaborazione.

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La mappa del web 2.0

Information Architects Japan ha aggiornato la mappa dei trend del 2007. Sono stati integrati nuovi servizi, tra cui molti di lingua non inglese, e sono stati meglio differenziati i legami (a seconda della tipologia di attività) per avere una visualizzazione più realistica e completa dei rapporti che intercorrono nell’ormai sterminata galassia 2.0

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Da eMusic un omaggio per Jobs

emusiclogo1.jpgSempre a proposito di eMusic segnalo la provocatoria offerta del presidente ed amministratore delegato David Pakman. Secondo 901.am Pakman avrebbe offerto un abbonamento gratuito a Steve Jobs da usare con il suo iPhone.

Motivo? Seppure il servizio sia l’inseguitore numero uno di Apple nella musica online eMusic vuole ringraziare pubblicamente Jobs per aver fatto il primo significativo passo verso la distribuzione di audio sull’iTunes Store senza protezione, in seguito all’esordio dei brani iTunes Plus forniti da EMI.

Il fatto che Apple ora offra materiale libero da vincoli d’uso rafforza infatti la posizione e la credibilità di eMusic che da anni ha intrapreso la coraggiosa strada del “no Drm”.

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IBM e il social networking

Il colosso dell’informatica ha deciso di lanciarsi nel networking sociale con ben due iniziative di alto profilo.

connections.jpgLa prima è attraverso il marchio sussidiario Lotus con un’iniziativa chiamata Connections: si tratta di un software per la condivisione dell’informazione e la creazione di community che però si rivolge all’ambiente aziendale e che secondo The Register ha il suo antagonista nel nuovo Sharepoint Server 2007 di Microsoft.
Connections, già usato internamente, è composto da cinque componenti che offrono funzionalità quali blogging, gestione dei contatti e bookmarking sociale: il tutto è usabile sia a sé che insieme a prodotti già noti ed affermati di Lotus quali Notes e Same Time includendo nella condivisione anche email e chat.

destinationz.jpgLa seconda iniziativa vede IBM esporsi direttamente e su un mercato storico, quello dei mainframe. Destination Z è infatti un sito web in cui IBM riassumerà tutte le risorse disponibili ma sopratutto punto di incontro online per l’utenza dei prodotti System z per discutere questioni tecniche e cercare ed offrire aiuto ed informazioni. Il progetto fa parte di un investimento di 100 milioni di dollari che dovrebbe fruttare sia sul versante promozionale che su quello gestionale. Già etichettato affettuosamente come il “MySpace per mainframe”, Destination Z può anche essere visto come il tentativo di “Big Blue” di scaricare su Internet e sull’utenza stessa dei suoi sistemi parte dei suoi attuali costi per l’assistenza.