Foto: andymiah

Una ricerca di mercato condotta da iSupply dichiara che “il futuro è negli apparecchi con touchscreen integrato“. Il pensiero vola immediatamente su Microsoft Surface (e il laptop basato su questa tecnologia anticipato da Punto Informatico), nonché su iPhone, l’attesissimo telefono di Apple. Così atteso che la sua distribuzione viene scortata da guardie armate.

Ormai siamo sotto assedio da queste tecnologie dal nome assai difficile da tradurre (“schermi a digitopressione”? “schermi da toccare”? “comandi a pressione”?). E’ tutto iniziato, quasi in sordina, con i primi palmari dotati di pennino e sistema per il riconoscimento calligrafico. Poi è stata la volta di Nintendo DS, la fortunata console portatile che dal Giappone è riuscita a consacrare sull’altare delle masse la decantata tecnologia “touch”. Lo dicono le vendite.

L’uso di “schermi da toccare” è ormai piuttosto comune. Chi non ha mai acquistato un biglietto del treno usando le mani sullo schermo di un chiosco “a pressione”? O selezionato l’importo da prelevare al Bancomat con un gesto così naturale e intuitivo come toccare qualcosa sotto gli occhi?

Adesso si parla già di computer portatili e telefoni “tuttofare” con interfacce che annullano lo spazio tra realtà e irrealtà: gli oggetti digitali diventano oggetti estetici nel senso più esteso del termine. Non solo oggetti da vedere o ascoltare, ma soprattutto da toccare, spingere, strofinare, spostare su schermo.

Il successo dei touchscreen sembra garantito dalla particolare natura umana. A chi non piace toccare? Si scopre “davvero” che il fuoco scotta solo quando lo si tocca. Il tatto è forse il senso più immediato dell’uomo, parte fondamentale di qualsiasi processo conoscitivo. Ma tralasciando ulteriori disquisizioni prettamente filosofiche, si può dire che una nuova stagione è alle porte.

Stiamo infatti assistendo a un importante passaggio evolutivo verso interfacce uomo-macchina sempre più evolute. Così evolute da gettare un ponte tra il mondo digitalizzato delle informazioni e la dimensione fisica e “naturale” dell’esperienza umana di tutti i giorni. I sostenitori del transumanesimo si strusciano già le mani e domandano: what’s next?


Nessun Commento

Comments RSS - TrackBack Identifier URI

Scrivi il tuo commento: