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Paul McCartney senza DRM, su eMusic

E’ il segno dei tempi: uno dei Beatles, nonché metà del team di autori più suonati della storia della musica (il duo Lennon-McCartney continua a stazionare al top delle classifiche di incassi delle varie “SIAE” di tutto il mondo) arriva su eMusic, in formato MP3 senza protezioni. Non solo. Per la prima volta, “Macca” non è targato major ma l’etichetta che lo pubblica è Hear Music, legata al colosso del caffé Starbucks.

logo Hear Music - tratto da http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Hear_Music.giflogo Starbucks - tratto da www.starbucks.com

E poiché Hear Music nasce grazie a un accordo distributivo con Concord Music Group, (prestigioso gruppo indipendente che incorpora storiche label del jazz, blues e soul come Concord, Fantasy e Stax, da tempo in rapporti con eMusic) ecco che il n.2 del mercato della musica online lancia “Memory Almost Full“, album nuovo di zecca (alcuni brani per la verità sono stati incisi prima del precedente album di McCartney datato 2005) praticamente in contemporanea all’uscita del cd e senza odiose tecnologie di DRM.

Paul McCartney - “Memory Almost Full” - tratto da http://www.emusic.com/album/Paul-McCartney-Memory-Almost-Full-MP3-Download/11044254.html

Mentre il mercato tradizionale annaspa, l’iniziativa di Starbucks, che punta sia a canali di vendita alternativi (i quali hanno già fruttato successi come l’album “Genius Loves Company” dedicato a Ray Charles) che alla distribuzione online, sembra sicuramente destinata a un futuro più roseo dei tradizionali canali delle major del disco.

Immagini tratte da www.starbucks.com (logo Starbucks), http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Hear_Music.gif (logo Hear Music), http://www.emusic.com/album/Paul-McCartney-Memory-Almost-Full-MP3-Download/11044254.html (copertina dell’album “Memory Almost Full” di Paul McCartney).

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Commodore contro Sinclair a Varese Retro 2007

Il primo luglio ritorna l’appuntamento con la manifestazione italiana sul retrocomputing che si tiene da diversi anni a Varese. Gli organizzatori confermano la natura tematica e per questa quinta edizione, che si terrà nella splendida cornice del lago di Ghirla, intendono riproporre l’epico ed agguerrito scontro degli anni ’80 tra utenti (e fautori) Commodore contro quelli Sinclair.

Dal comunicato stampa:

Due aziende, negli anni ’80, sono state assolute protagoniste dell’informatizzazione di massa: Sinclair e Commodore. [...] Varese Retrocomputing 2007 vuole rendere omaggio a queste due aziende esponendo, in parallelo, praticamente tutti i principali prodotti commercializzati.
A partire dalle prime calcolatrici fino agli ultimi computer sarà possibile ripercorrere la storia e la rivalità tecnologica che ha visto due filosofie diametralmente opposte contendersi il primato del computer più venduto al mondo. [...] L’esposizione permetterà di fare un salto indietro nel tempo con tutti i computer presenti accesi, funzionanti e disponibili per essere usati nuovamente. A corredo potrete trovare riviste, libri, giochi, periferiche e tutto quello che, in quel periodo era in uso.

Varese Retrocomputing 2007 si terrà il 1 Luglio dalle 10:00 alle 18:00 a Valganna (VA) in Via Lungo Lago Isella 4.
Per altre informazioni rimando al sito web, www.vareseretrocomputing.it, dove si trovano il programma ufficiale e anche le modalità per partecipare e magari esporre i propri retrocomputer.

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Greenpeace: adesso la Mela è un po’ più verde

Aveva fatto un po’ scalpore la classifica stilata da Greenpeace che aveva piazzato Apple in fondo alla lista tra i produttori di apparecchiature elettroniche quanto a politiche per l’ambiente: nella Guide to Greener Electronics - una sorta di studio sull’e-waste, ideato per far conoscere i rischi concreti della nostra società ipertecnologica e amante dei gadget spesso inutili e far pressione sulle case produttrici perché adottino politiche più salutari per il pianeta, per gli utenti e anche per coloro che alla fine del ciclo di vita di un prodotto si trovano ad aver a che fare con mucchi di rifiuti spesso contenenti materiali tossici – Apple era lo scorso anno quattordicesima e ultima.

Nella nuova edizione, la quarta, Steve Jobs si prende una rivincita: Apple risale la china e non di poco: ora è decima.  Merito dell’impegno di Jobs verso prodotti e politche più “verdi” ma, a ben vedere, merito anche di Greenpeace e dei suoi attivisti: la campagna Green My Apple – vista all’opera anche in Italia, tra l’altro con un’azione in occasione dell’inaugurazione dell’Apple Store di Roma – è stata un successo.

Se Nokia – che ha tra i suoi pregi l’aver eliminato il PVC e aver implementato una serie di politiche volte a ridurre l’accumulo di rfiuti soprattutto nei paesi del terzo mondo – è ancora lontana, Sony e LG ora scendono nei “gironi” più bassi di questa particolare classifica.

Apple può fare anche meglio e nel breve periodo: iPhone è ormai sul mercato e questo prodotto dovrebbe essere uno dei più “eco-friendly” della Mela; parte dei materiali che lo compongono arriva da un fornitore che è lo stesso di Nokia. Potrebbe essere un buon inizio per liberarsi del PVC…

Resta da dire che dopo Nokia seguono Dell e Lenovo, e che – come notava Chris Mellor su Macworld – IBM, Sun, Google e altri grossi nomi della tecnologia – sono per ora esclusi da questo particolare “dossier”.

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Spaghetti Zooomr

Dopo il lancio del blog ufficiale arriva un’altra risorsa online, questa volta non ufficiale, rivolta agli utenti italiani del servizio di fotohosting Zooomr.

zuuumeristi.jpgSi tratta di un blog, ospitato su WordPress.com, e chiamato “Zuuumeristi” la cui natura italiana è ribadita dal sottotitolo ironico “Spaghetti Zooomr”.

Come specificato anche nella descrizione il blog non si mette in competizione con gli organi ufficiali di informazione di Zooomr e ha natura pienamente indipendente.
È sì un ritrovo per appassionati utilizzatori del servizio, ne presenta lavori degni di nota e fornisce suggerimenti pratici d’uso (sulle nuove funzioni introdotte da poco o su come come migrare da Flickr ma non risparmia nemmeno qualche critica: uno di questi è verso la decisione recente di Kris Tate & C. di terminare gli omaggi ai blogger e rendere a pagamento gli account Pro.

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Voglia di iPhone? Preventivate almeno 1439 dollari di spesa

Mandrie di potenziali acquirenti si stanno già accalcando di fronte ai negozi in attesa del lancio di iPhone sul mercato americano. L’oggettino di Apple rientrerà nella fascia di prezzo tra i 500 e i 600 dollari (a seconda del modello) e verrà venduto in bundle con abbonamenti telefonici AT&T. In linea con gli smartphone medio-alti.

I piani tariffari vanno dai 59.99 fino ai 99.99 dollari al mese. L’entry level offre 450 minuti di airtime voce e traffico dati illimitato. Buono, anche se bisogna aggiungere 36 dollari di attivazione.

Molti però ignorano che il piano tariffario abbinato all’acquisto di un iPhone prevede anche la firma di un contratto vincolante per ben due anni. A conti fatti, questa particolarità si traduce in un costo nascosto che i futuri o possibili acquirenti di iPhone devono considerare.

Ovvero: è bene aver presente che l’acquisto di iPhone determina una spesa fissa di almeno 1439 dollari. E’ vero che la spesa è ammortizzata nel giro di due anni e “giustificata” dall’aver sempre a disposizione, ovunque, un collegamento Internet illimitato… ma sareste disposti a spendere così tanto per un telefono?

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Il segreto di un articolo tecnologico da copertina

Gli amici di Endless Innovation ci spiegano come riuscire a creare un articolo tecnologico degno della copertina di un settimanale come BusinessWeek. Gli ingredienti fondamentali sono tre: affrontare temi “cool”, abusare di buzzword e termini gergali, far sentire “retrogrado” il lettore.

Ok, non è così semplice come sembra, ma “How to write an innovation cover story for a major business weekly” è una lettura davvero simpatica per gli addetti ai lavori e non.