Questa volta sembra essere quella buona: AllOfMp3.com è “down” da parecchie ore e viene dato per spacciato. Michael Arrington di TechCrunch commenta: “Pare che la RIAA e le grandi etichette discografiche abbiano vinto una battaglia, se non la guerra, contro il popolarissimo AllOfMp3″.

Sarà la volta buona? La Russia di Putin avrà sacrificato il popolare ma dubbio sito web dedicato agli Mp3? Secondo l’autorevole Times, è andata proprio così e la conferma giunge da un impiegato dello stesso sito russo.
Nei forum di Techcrunch qualcuno fa notare che Alltunes.com, che dovrebbe essere legato a filo doppio con AllOfMp3 sembra invece ancora vivo e vegeto. E non solo - come annunciavano sia il Times che TechCrunch- a poche ore dalla sparizione è comparso Mp3Sparks.com che pur portando il nome di un’altra società e una grafica diversa sembra essere in tutto e per tutto Allofmp3.com… ma addirittura un visitatore del forum asserisce di aver provato le sue vecchie credenziali nel nuovo sito e — voilà! Ecco fatto il login e ritrovato persino il credito rimasto.
Allofmp3 ha di nuovo dunque beffato discografici e autorità? Parrebbe proprio di sì…
15 Commenti
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Sono ormai tre giorni che non si accede al sito http://www.mp3sparks.com. Speriamo non sia stato chiuso come il predecessore http://www.allofmp3.com (09/07/2007)
Anch’io sono stato un fruitore di Allofmp3.com. Ho un credito residuo di circa 40 $. Non ho avuto il piacere di accedere a mp3sparks.com e verificare quanto asserito da Nicola Battista. Chi può darmi ulteriori delucidazioni? Attendo fiducioso…
siete dei coglioni a dare i soldi a dei russi di merda invece che agli artisti che tanto vi fanno godere con la loro musica, fate un piacere a voi e agli artisti, scaricateveli da emule, fate meno danno.
Confermo: ho rifatto il login su mp3sparks con userid e password di allofmp3 e i miei soldini erano lì ad aspettarmi! (peccato che da un paio di giorni sempre essere in down perenne…)
Tiger - premesso che io personalmente non ho mai comprato musica su siti russi e che anzi ne compro e ne fornisco anche (!) a siti come iTunes, resta valido un discorso: la dubbia legalità di quei servizi non è mai stata accertata del tutto. E se è vero che artisti e label in molti casi non hanno ricevuto soldi dai siti che li hanno pubblicati in Russia (è successo a un mio amico americano, Otis Fodder del duo The Bran Flakes, e ce ne siamo accorti praticamente per caso, spulciando siti russi in cerca di notizie per approfondire l’argomento) è pur vero che non puoi andare in un altro paese e imporre le tue leggi. Un tribunale moscovita, per esempio, a inizio luglio ha emesso una sentenza favorevole a AllofMp3 e contraria a Visa (le famose carte di credito che avevano “chiuso i rubinetti” verso i siti pirata) e IFPI. In pratica, la società che rappresenta la Visa ha interrotto un servizio e IFPI pur essendo una associazione che raggruppa i produttori fonografici a livello internazionale non è direttamente un titolare di alcun copyright, come non lo è la stessa Visa.
In altre parole: finora nessun titolare di copyright ha intentato una causa in Russia (cosa che sarebbe pure possibile alle major, ma la legge russa consente la gestione collettiva dei diritti a enti come ROMS).
Il punto sarebbe non cercare di fare azioni di polizia o chiudere siti (o insultare utenti…). Il punto è trovare casi concreti e dimostrare che pur essendo certe cose consentite dalla legge russa, alla fine gli enti come ROMS non pagano nessuno.
E se fosse che anche da noi i discografici si decidessero a vendere musica on line a prezzi simili a quelli di allofmp3? Nessono, o quasi, darebbe più i soldi ai russi. Il fatto è che il circa 1 euro che ci chiedono per un brano acquisito via internet, quindi senza alcun supporto fisico, senza spese di distribuzione, senza il ricarico del negozio… è un prezzo ridicolo tant’è improponibile. Si tengano i loro file e W i russi. Purtroppo è così…
Io ho comprato centinaia e centinaia di cd dvd legalmente e centinaia dai negozi con tanto di fattura e centinaia di mp3 da siti legali come iTunes ed msn.music.
Ma é una vera rottura di **bip** ed un furto che se mi si incasina il computer e devo riformattarlo non posso disabilitare l’autorizzazione di iTunes e mi perdo 1 delle 5 possibilità di ascolto.
Poi é una rottura che non posso mischiare brani da Itune con brani da msn.music nel masterizzare un cd di brani che ho pagato per ascoltarlo in auto.
Se compro dai siti russi costa molto meno (1/5 ÷ 1/10) e non ho DRM così non perdo ciò che ho acquistato e masterizzo liberamente.
Ora che iTunes ha deciso di rinunciatre ai DRM in cambio di un modesto aumento di prezzo, non hanno ancora mantenuto la promessa di far pagare poco l’upgrade a brani senza DRM per gli onesti che come me hanno pagato musica su Itunes.
Da iTunes noi italiani non possiamo acquistare molti brani e molte clip musicali che sono riservati al solo mercato USA-UK… siamo dei minus habens ?
Per cui benvengano i siti Russi dato che le persone oneste vengono penalizzate e defraudate e trattate da razzisti ! ! !
Sauro Baietta
Sauro, sulla questione dei “Minus Habens” vale anche il contrario. Ci sono artisti europei di cui non esiste quasi nulla nel sito USA o giapponese, per problemi di licenza (diversi soggetti ne hanno i diritti al momento nei diversi paesi) o per paura/miopia dei titolari, che rifiutano di scrivere “worldwide” quando consegnano a uno dei siti la documentazione per licenziare la pubblicazione online.
Ci sono poi altri artisti di cui una demenziale legge sulla durata del copyright sui master e altri diritti connessi (una interpretazione del Sonny Bono Copyright Extension e una sentenza newyorkese, se non erro) impediscono di fatto la pubblicazione in USA. Per cui puoi consolarti sapendo che di Charlie Parker in Europa ci sono il doppio dei dischi che in USA, e lo stesso accade per altri nomi (es. Frank Sinatra).
Bha, a mio avviso resta sempre il grande divario fra il guadagno dell’artista e la spesa dell’acquirente.
Da secoli ormai la major hanno (a mio modesto avviso) fatto strapagare gli utenti e dando le briciole agli artisti.
La diffusione di internet li ha messi con le spalle al muro, e invece che ingegnarsi a relizzare siti “open , una via di mezzo fra itune e allofmp3″ si sono barricati a pagare milioni di euro di tangenti ai responsabili legali di mezzo mondo.
Conosco diversi artisti che stanno seriamente pensando di SMETTERE di usare le case produttrici e vendere direttamente la loro musica su internet a prezzi comparabili a allofmp3.
Questo perchè:
1. Il loro guadagno per brano sarebbe DECUPLICATO
2. La diffusione sarebbe capillare
3. Il download dei brani sarebbe decisamente maggiore della vendita
(io utente per 20 cent, non mi chiedo se mi paice o nò, lo scarico lo stesso e poi vedo tanto per quello che costa …)
questo porterà in futuro alla sicura MORTE delle Major se non si attivano a fornire agli artisti i “SERVIZI”
Invece di occuparsi di vendere solo supporti DVD e CD, dovrebbero pesare a fornire agli artisi SITI/BANDA INTERNET/PUBBLICITA e farsi pagare quelli!
Così si avrebbe un DOPPIO mercato,
quello classico dei supporti fisici con copertine, extra, video, ecc..
quello a basso costo (la fetta remunerativa) su internet.
Non sono laureato in economia , .. ma mi sembra abbastanza logico :)
Ciao
P.S.
DRM e protezioni,
questo è il mio pane quotidiano, e la regola 1ma in assoluto è:
Per proteggere le caramelle non occorre il bunker di una banca …
ossia se il costo dei brani è sufficientemente basso, … nessuno si sogna di “impegnarsi, perdere tempo, ecc..” per ottenerle in modo illegale …..
i siete chiesti come mai il mondo dei videogames si è ripreso dalla pirateria?
adesso se vedo un gioco che mi piace e costa 19 euro … mi fiondo a prenderlo!
prima costavano 100.000 lire ..bhe mi doveva proprio far impazzire per prenderlo …..
Coglione è chi compra 10 euro una manciata di files musicali nudi e crudi, di bassa qualità, con protezioni che aggira anche un bambino, ma che suonano comunque come una offesa per i consumatori onesti di musica digitale.
Coglione è chi sostiene una impostazione, quella delle majors, che è anacronistica, immorale e suicida.
Chi scrive ha la casa piena di dischi originali (ho già dato alle majors), ma ritiene assurdo pagare 10 euro per non avere NULLA.
Profondamente sbagliato scaricare gratis, ma altrettanto sbagliato non capire che quella che offrivano i siti russi era l’unica soluzione possibile per potere ancora oggi VENDERE musica.
La settimana scorsa ho scaricato il mio primo album da iTunes (un plus di Bireli Lagrene). Ovviamente le prime tre cose che non vanno a genio al consumatore sono: la qualità, le protezioni (uno ovvia parzialmente a questi due inconvenienti con il plus di cui però non c’è una grossa scelta) e il prezzo decisamente alto per un servizio che non passa per manodopera e costi industriali. Così cerca e ricerca sul web per avere per quel prezzo almeno una qualità che non ti faccia ronzare in testa un pensiero che suona come “ma quanto sono pirla?”, si approda a queste realtà russe (Mp3Sparks). Francamente come ho visto quei prezzi ho iniziato a sbavare come un molosso, ma non mi sono fidato ritenendo di infrangere qualche legge che non conosco. Ho fatto male? Voi la comprate serenamente? A quei prezzi comprerei tanta, ma tanta musica nella qualità che dico io.
Qualcuno ha detto che ci sono autori che pensano di vendere musica su internet bypassando le case discografiche, ma secondo me questo sarebbe possibile soltanto se si disponesse di un nome già noto. Infatti le major controllano anche i canali della musica (i media) attraverso i quali passa la notorietà e il successo dei gruppi. Anche se internet sta offrendo sempre più opportunità e spazi virtuali alternativi per far conoscere musica nuova, credo che se le case discografiche ravvedessero un pericolo in questo, cercherebbero immediatamente di controllare pure quei canali, e di potere e denaro per farlo ne hanno tanto. :)
Ciao a tutti,
ho letto i vostri interventi e (forse mi è sfuggito) volevo chiedervi se sapete dirmi dove e a chi rivolgermi per vendere la nostra musica su internet?
A dir la verita preferirei un contatto telefonico (non negli stati uniti) per parlare direttamente con qualcuno piuttosto che fare sempre le cose on line… questo perchè suppongo che ci sia da stipulare un “contratto” per la diffusione e la vendita con relative provvigioni e percentuali sulle vendite, ecc..
Grazie per qualsiasi informazione riusciate a darmi.
Ciao
Luca
Ciao per vendere la musica su internet, vi sono molte possibilità …
La più semplice e facile da utilizzare è ….. EBAY
Ti crei un utente e metti in vendita il tuo CD/Brano con pagamento CC/postepay/paypal online
a pagamento effettuato il compratore viene rediretto al link dove scaricare il CD/Brano
Per fare tutto ciò occorre ZERO esperienza ZERO costi ma ottieni …
la soluzione dei poveri …
Direi che per fare qualcosa di “carino” occorre come minimo prendere uno spazio WEB
(il costo di un dominio con spazio web illimitato si aggira sui 10-20€ l’anno)
Poi occorre un grafico WEB che curi l’aspetto del sito (costo molto varibile, alcuni providers lo offrono insieme al costo dello spazio web)
In fine per il pagamento, ti consiglio sempre paypal, a menochè tu non voglia fare le cose seriamente e usare uno dei servizi professionali che si trovano in giro.
Se fai da privato, non credo che la SIAE abbia nulla a che vedere, ma non ne sono sicuro. Per essere al tranquillo ti conviene andare su un FORUM LEGALE che tratti l’argomento SIAE e chiedere lì
Spero di esserti stato di aiuto
Ciao
Luca: per info su distribuzione digitale, contatti ecc. ti contatto in privato via email… non mi pare il caso di usare questa sede per cose che finirebbero per essere “pubblicitarie” ;)
Waltzie: quello che dici in buona parte e’ esatto, si può anche usare Ebay o altro sito per vendere e Paypal e simili per incassare (o una ricarica postepay o su scheda telefonica, per dire un paio di alternative). Senonche’:
- “a pagamento effettuato il compratore viene rediretto al link dove scaricare il CD/Brano - Per fare tutto ciò occorre ZERO esperienza ZERO costi”
Onestamente, a mio avviso, già creare un sito “protetto” dove appoggiare un file che sia scaricabile solo da chi abbia pagato non è facilissimo, a meno di non utilizzare un intermediario tipo Payloadz.com.
- Qualsiasi sistema di pagamento ha di solito delle commissioni di qualche tipo, addebitate a chi compra e/o detratte a chi riceve. Tieni conto di questo e vedrai che o si riducono i proventi (pensa alla commissione di Paypal sulla vendita di un brano da 1 Euro… ti vanno via 30 e passa centesimi, credo… c’e’ un aggregatore in USA che fa il servizio al posto tuo e prende il 9% quindi 9 centesimi, in quel caso; se anche ci fosse di mezzo un intermediario/store/distributore non ti andrebbe poi tanto peggio); oppure pensa a uno che ti invia una ricarica postepay da 50 centesimi per comprare il tuo pezzo originale (non depositato in SIAE e realizzato da autori non iscritti, altrimenti…) e si vede costretto a pagare un altro Euro alle Poste per la commissione.
Il costo del brano lievita e chi vorrebbe comprarlo ci pensa su due volte (può comprare un artista major su iTunes o altrove a un prezzo inferiore di quello dei tuoi brani…)
- “Se fai da privato, non credo che la SIAE abbia nulla a che vedere, ma non ne sono sicuro.”
Se chiedi alla SIAE ti diranno (vedi sopra) che non gli importa se sei un privato o una megacorporazione. Se fai brani tutelati (cover o anche solo pezzi originali composti da tuoi amici iscritti a una società di questo tipo) occorre una licenza. L’unico modo che hai per vendere senza la SIAE oltre al non essere iscritto e non depositare è che tutti gli autori coinvolti abbiano sottoscritto una “limitazione del mandato” (http://www.siae.it/AreaAutoriEditori.asp?click_level=2800.2005&link_page=Siae_avvisi_limitazionemandato.htm) che esclude la SIAE dalle utilizzazioni online, che quindi gestite direttamente.
Per la serie: Buona Fortuna! ;)