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The (digital) Fab Three

Paul McCartney c’è da qualche mese, a metà agosto è arrivato John Lennon e ora si aggiunge anche Ringo Starr per l’occasione con la sua nuova raccolta di grandi successi, “Photograph: The Very Best of Ringo Starr” disponibile dal 27.

itmslennonmccartney.jpgPer gran parte dei membri del celebre quartetto di Liverpool il 2007 è l’anno dell’esordio sull’iTunes Store di Apple, chi con l’intero catalogo come McCartney (ben 25 dischi) e chi con una selezione come Lennon (16 dischi) e Starr (4, compilation esclusa).

Si tratta però di un esordio in formazione sciolta ed incompleta: mancano all’appello ancora George Harrison e sopratutto le attese opere dei Beatles come band vera e propria. Proprio la vedova di Harrison di recente ha però confermato che, dopo aver risolto le liti legali con Apple, che un accordo per la distribuzione online della musica dei Fab Four esiste ma che per la disponibilità vera a propria (non si sa se esclusivamente tramite iTunes) potremmo dover aspettare fino al prossimo anno.

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10 Mph: e il Segway andò “on the road”

Forse i realizzatori di “10 Mph“, sorta di documentario/”road movie” girato viaggiando per oltre 4.000 miglia su di un Segway attraverso l’America profonda e alla velocità massima di dieci miglia orarie (da cui il titolo) si sentivano dei novelli Jack Kerouac. Forse, o forse no.

10 Mph (DVD) - Immagine tratta da Amazon UK

Fatto sta che il lavoro di questi due autori, nato quasi per caso, pubblicato su DVD e segnalato anche da Wired, è un altro piccolo fenomeno tra quei film-documentari che da Michael Moore in poi hanno ripreso vigore.

Josh Caldwell e Hunter Weeks, mollato l’ufficio dove lavoravano, hanno seguito il consiglio di un amico e intrapreso questo strano viaggio durato 100 giorni. Oltre a filmare se stessi hanno ripreso luoghi e persone incontrate.

Oggi sono in tour per promuovere la pellicola e allo stesso tempo il film è in distribuzione in molti siti da iTunes a Netflix, e i due sono al lavoro su un altro film previsto per l’anno prossimo.

A quanto pare, il viaggio senza meta, in cerca solo dei propri sogni, dopotutto è arrivato a una discreta destinazione…

Immagine tratta da Amazon UK.

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Code Monkeys, il serial a 8 bit

logo G4 - Immagine tratta da www.g4tv.com

L’ultima novità televisiva in USA è un serial lanciato da G4, canale dedicato a videogiochi ma anche a telefilm come Star Trek e Arrested Development, e di proprietà di Comcast (come E! Entertainment, che va in onda anche su Sky Italia).

Il titolo, Code Monkeys, è l’espressione che indica la “manovalanza” del software, quei programmatori che passano la giornata a scrivere noiose linee di codice spesso di importanza secondaria; la particolarità dell’irriverente serial – di cui in America sono andati già in onda 7 episodi dei 14 previsti – è di essere… a 8 bit!

Code Monkeys - Immagine tratta da www.g4tv.com

Essendo ambientato nei favolosi anni ’80, quando l’industria del videogioco e degli home computer esplodeva – in tutti i sensi – spesso arrivando ad eccessi e agli inevitabili disastri finanziari che ne conseguivano, è popolato da personaggi animati fatti di grossi pixel e talvolta da ospiti speciali reduci da quel periodo… Nolan Bushnell, fondatore dell’Atari, e Steve Wozniak, cofondatore di Apple, sono solo i nomi più eclatanti apparsi nei primi episodi, doppiati dagli originali in carne e ossa.

Gli episodi si aprono e chiudono con diciture da videogame come “Player 1 Start” e il classico “Game Over”; i caratteri visualizzati sullo schermo potrebbero provenire da uno Spectrum, un Commodore 64 o una delle tante console degli anni ’80; ancora, ci sono riferimenti ad eventi specifici (un episodio è una sorta di parodia dello storico fiasco del titolo “E.T.” per Atari 2600) o a nomi di società che operano o operavano nel settore (il marchio Gameavisionricorda il logo Activision; e le concorrenti Bellecovision e Protendo sono ovviamente Colecovision e Nintendo).

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I primi balzi di SpiralFrog

spfroglogoA gennaio ci chiedevamo dove fossero finiti i servizi di download legali.
Sembra che il chiacchierato SpiralFrog, uno dei tre siti nominati all’epoca, dopo qualche ulteriore rimando e lungaggine sia abbia infine fatto i primi passi (o balzi, visto il nome) durante l’estate.

Il servizio, che concede download ed ascolto gratuito per 30 giorni di musica protetta da Drm Microsoft e con aggiunti messaggi pubblicitari, è per ora limitato ai residenti negli USA ed in Canada. Nick Gonzalez che l’ha provato per TechCrunch conferma i dettagli tecnici, il fatto che sia fruibile esclusivamente su piattaforma Windows e la tanta pubblicità propinata all’utente. SpiralFrog da quanto scritto appare macchinoso nell’uso e, colpa di un esordio tardivo, forse ormai in controtendenza visti i numerosi esperimenti in corso, anche di grosse etichette come Universal, di abbandono dei sistemi di Digital Rights Management.

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I 13 cliché dei blog

Jeff Atwood con il suo Coding Horror è una delle voci più critiche verso gli eccessi di Internet e dei suoi utenti. Tra le cose migliori scritte c’è il suo “SEOs: the New Pornographers of the Web”, di cui è altamente consigliata la lettura. Dal tono più leggero nonché autoironico ma altrettanto degno di riflessione è il recente elenco di 13 cliché dei blog.

Ecco i titoli della lista stilata da Atwood.
Tra parentesi e in corsivo una mia traduzione libera:

The Useless Calendar Widget
(L’inutile spazio per il calendario)

Random Images Arbitrarily Inserted In Text
(Illustrazioni che non hanno nulla a che fare col testo)

No Information on the Author
(Nessuna informazione sull’autore)

Excess Flair
(Funzionite acuta)

The Giant Blogroll
(Il Blogroll ipertrofico)

The Nebulous Tag Cloud
(La nebulosa nuvola dei tag)

Excessive Advertisements
(Pubblicità esagerata)

This Ain’t your Diary
(No, il tuo diario personale non ci interessa)

Sorry I haven’t written in a while
(È un po’ che non scrivo…)

Blogging about blogging
(…)

Mindless link propagation
(Ve lo segnalo anch’io!)

Top (n) Lists
(Lista di (n) risorse per fare…)

No comments allowed
(I commenti sono disabilitati)

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Tutti uniti per l’appuntamento del Blog Action Day

Cosa succederebbe se tutti i blog in una data giornata pubblicassero testi sullo stesso identico argomento?
È la premessa del Blog Action Day che invita e coordinerà la cosiddetta blogosfera a parlare sui blog della questione ambientale durante la giornata del 15 ottobre.

L’idea, come da manifesto (“One issue. One day. Thousands of voices.”), è di sollevare l’attenzione su Internet a livello mondiale su una tematica (meritoria) in una giornata, grazie alla forza di migliaia di “voci”.
Per ora le adesioni all’iniziativa, alcune delle quali prestigiose, hanno quasi raggiunto quota 2500.