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Flickr e il presunto ladro di computer

Ne ha parlato anche la stampa non specializzata e anche da noi (Repubblica.it, per fare un nome)… ma a quanto pare è stata una reporter di NowPublic.com a lanciare la storia del presunto ladro la cui foto è comparsa all’improvviso su un account Flickr rimasto loggato su un pc oggetto di furto…

In pratica, Workspace è – come dice il nome stesso – uno “spazio di lavoro” condiviso, che ha aperto i battenti un anno fa a Gastown (Vancouver). E presso tale sede si sono tenuti nei mesi scorsi incontri dedicati a tematiche tecnologiche come DemoCamp e BarCamp; purtroppo, due tizi (si sa che erano in due in quanto sono stati ripresi dalle telecamere) si sono intrufolati negli uffici e hanno portato via sei computer.

Il giorno dopo il furto, un account di Workspace utilizzato per caricare immagini su Flickr viene controllato da Kris Krug.

Sorpresa: c’è la foto di un tizio tatuato che qualcuno da messo su da poco. Molto probabilmente il ladro ha caricato una propria immagine su Flickr senza rendersi conto che era ancora loggato con l’account di Workspace. In rete si scatena il tam-tam: chi dice di portare l’immagine alla polizia, chi solleva dubbi sulla privacy o sulla identità del presunto ladro, chi rilancia e segnala la notizia su siti e blog.

La storia è stata raccontata in prima persona da una delle vittime, Bill MacEwen, sul proprio blog e quindi rilanciata tramite NowPublic da Miss604.

Al momento, non si hanno novità sull’identità dell’uomo tatuato né sulla sorte dei computer rubati…

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I ladri di musica

Trovare la propria musica in vendita su iTunes Store senza aver dato mandato o concesso a nessuno i diritti per farlo. È quello che è successo al compositore francese Jean-François Taillard come riferisce HardMac.

Taillard ci ha messo un po’ a capire come uno dei suoi arrangiamenti è finito sul negozio di Apple ma sembra che la colpa sia di un accordo di distribuzione firmato nel 1995 con un’azienda, la Aurophon. L’accordo doveva durare solo 10 anni ma la Aurophon, dopo un cambio di ragione sociale, non solo ha continuato allegramente a gestire il materiale ma lo ha poi passato ad un’altra azienda che si occupa della distribuzione via iTunes Store. Dove è finito con stupore di Taillard, mai interpellato in merito.

Un caso unico più che raro e adducibile a disorganizzazione? Non è da escludere, anche se purtroppo ci sono precedenti prestigiosi.

Già nel 2004 Robert Fripp, chitarrista di culto della mitica band progressive King Crimson, sul suo diario online rivelò dettagli sulla condotta non propriamente limpida della EMI e del distributore OD2. Questi, come riferito in un articolo di The Register avevano proceduto senza alcuna autorizzazione da parte di Fripp sulla base di un precedente accordo generico del 1993 e anche dopo la scadenza dei termini avevano continuato a vendere copie sia fisiche che in digitale (sì, anche sull’iTunes Music Store di Apple).

Vista la caccia alle streghe di questi anni contro il filesharing e i volumi di affari in gioco viene da chiedersi: chi è che ruba davvero la musica?

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Attenti ai farmaci “canadesi”…

Lo spam sembra muoversi a ondate: in un certo periodo si ricevono molti messaggi che pubblicizzano Viagra e simili, poi c’è il periodo dei siti porno (che ultimamente almeno dalla mailbox del sottoscritto sembrano scomparsi… saranno migliorati i filtri dei provider, o langue questo tipo di spammer?) poi si passa alle truffe “nigeriane”, sempre diffusissime; di questi tempi molto fiorenti nella variante di fantomatiche “lotterie” organizzate – a detta del truffatore di turno – da questo o quel paese o dalle società più disparate, da Microsoft a Yahoo fino a Mercedes-Benz, che – manco a dirlo – non si sono mai sognate di regalarvi automobili o milioni di dollari per niente).

Quante volte negli ultimi tempi vi è capitato di ricevere dello spam a tema “farmaceutico”, e quante volte questo tipo di messaggi conteneva le mitiche parole “Canadian Pharmacy”?

A quanto pare da un po’ qualcuno – puntando soprattutto al pubblico statunitense – mira a vendere farmaci probabilmente contraffatti o quantomeno di dubbia provenienza, facendo passare questo tipo di concetto: comprate farmaci in Canada, costano meno e sono fabbricati secondo le stesse norme degli Stati Uniti d’America.

.cn - Immagine tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/.cn

Al di là della liceità di questo tipo di proposte di vendita online e/o a mezzo posta, va segnalato un dettaglio: i molteplici indirizzi web che si trovano in calce a questo tipo di messaggio si tradiscono piuttosto banalmente; i domain finiscono tutti in “.cn” e non in “.ca”.

Il ccTLD è quindi quello relativo all’onnipresente Cina; il Canada, qui, c’entra davvero poco…

Immagine tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/.cn.

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Quando Beppe Grillo distruggeva i Pc…

Ferry Byte sul blog “Scacco al web” segnala un video del 2000 in cui Beppe Grillo si diverte a distruggere un pc:

Beppe Grillo è passato dal luddismo al positivismo telematico in pochi anni? Un video su YouTube ne è testimone.
Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Beppe Grillo nel 2000, alla fine dei suoi spettacoli, si dilettava a distruggere i computer: e pensare che oggi, e non certo da ora, è uno dei principali protagonisti della blogosfera italiana! (…)
Niente di clamoroso e stravolgente per chi si ricorda del Grillo anni ’90-2000, contrario all’utilizzo delle nuove tecnologie (i computer soprattutto) e della comunicazione elettronica.

Via ZeusNews

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Mappa di Linux in aziende e amministrazioni

listphilelinux.jpgEcco una interessante cartina interattiva che documenta l’adozione del sistema operativo GNU/Linux nel mondo da parte di governi e grandi aziende.

Si appoggia al servizio listphile che a sua volta sfrutta le mappe di Google. Ogni marcatore sulla cartina porta poi a una scheda in cui c’è descrizione con le fonti sull’adozione e sull’entità (da cui vengono tratti i dati numerici).

Sul territorio italiano per ora c’è un’unico segno, quello relativo alla camera (anche se con un erroruccio di battitura nel titolo) che sta per migrare da Windows al sistema del pinguino circa 3500 computer.

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Le major contro eDonkey

Gran parte dei server e il sito ufficiale di eDonkey sono stati bloccati in questo giorni in seguito alle azioni legali intraprese da alcune major.
Invece di continuare a perseguire i singoli utenti colti in fallo (pratica fino ad ora dimostratasi del tutto inefficace), questa volta si è puntato direttamente ai server su cui passa gran parte del materiale scambiato sulla nota piattaforma p2p.

Ecco come spiega la decisione l’IFPI, l’organismo che rappresenta l’industria discografica a livello globale, attiva in 75 paesi e con oltre 1400 membri:

Una serie di azioni contro i server P2p che connettono milioni di utenti che si scambiano file illegali segnano un nuovo approccio nella battaglia dell’industria discografica contro la pirateria musicale online. Sette server di eDonkey sono stati bloccati questa settimana in seguito ad alcune ingiunzioni in Germania.

Chiusure simili sono state disposte in Olanda e Francia. Nell’insieme, si tratta della maggiore interruzione su uno dei tre principali network di file-sharing.

Si tratta della sospensione di alcuni server, mentre molti altri continuano a girare regolarmente. Ma l’IFPI annuncia anche che intensificarà sempre più le proprie azioni contro il file-sharing: nel mirino ci sarebbero soprattutto i gestori dei server.

Basterà questa nuova crociata a bloccare il file-sharing? Per quanto mi riguarda, ho molti dubbi.

Prova ne è che gli utenti hanno tempestivamente messo a punto alcune contromisure: è già disponibile una lista con cui aggiornare i server (http://peerates.net/peerates/certifiedservers.met), mentre altri consigliano di trasferendo su Kademilia.