Se i Radiohead chiedono un’offerta libera dai fan, un’altra formazione storica del Regno Unito, i Charlatans hanno deciso invece di regalare il loro prossimo disco online in formato digitale.

charlatansLa prossima uscita, la decima dei Charlatans, è ancora in fase di missaggio ma la band ha annunciato che sarà scaricabile gratuitamente dal sito web della stazione radio XFM, a cominciare dal 22 ottobre quando metteranno a disposizione il primo singolo, “You Cross My Path”.

Dalle dichiarazioni della band la strategia è quella di puntare su concerti, merchandise, diritti vari ma la distribuzione online con mezzi propri è anche un modo di sfuggire alle case discografiche. Il manager attuale dei Charlatans, il famigerato Alan McGee (fondatore della Creation e scopritore di Primal Scream e Oasis), ha paragonato infatti etichette e contratti allo stare sotto le armi, una condizione che se possibile è bene che una band eviti.


3 Commenti

Di: Nicola Battista in 4 Ottobre 2007

Rimango perplesso.
McGee è un personaggio non nuovo a provocazioni. Qualche tempo fa segnalava (e giustamente) che il download sta uccidendo il cd, e ha di fatto anticipato quello che stava accadendo in Inghilterra (dove da quest’anno si vendono più singoli digitali che stampati).
Sarebbe ora di decidersi: o la musica la facciamo tutti e la regaliamo/scambiamo tra noi (mi può andare bene, negli anni ho contribuito a diffondere legalmente e gratuitamente tanti lavori di artisti diversi… ma erano più che altro singoli brani promozinali, esattamente come si mandavano copie promo alle radio) e non le assegnamo alcun valore economico.
Altrimenti, queste operazioni e pure quella dei Radiohead andranno solo a fare il paio con quelle delle major che svendono dischi in edicola o buttandoli nei Nice Price 6 mesi dopo aver tentato di venderli a 22 Euro (facendo la “gioia” di chi li ha comprati a quel prezzo appena usciti).
Se tanta gente si è buttata si iTunes è perché forse pagare (il giusto) per comprare cose ben fatte e che ci piacciono (e finanziare così ulteriori lavori degli stessi artisti, almeno in teoria) dopotutto a molte persone non dispiace. C’è gente che butta soldi sui siti pirata russi: non scarica in peer-to-peer, usa carte di credito, è disposta a pagare.
Questo dovrebbe far riflettere… o no?
Mi sento di condividere quel che dice The Small Wave a proposito dei Radiohead… questo tipo di operazioni non sono per tutti, altrimenti si rischia – soprattutto per gli artisti emergenti – di disperdersi.

Di: Nicola D'Agostino in 4 Ottobre 2007

E infatti è anche e sopratutto una provocazione: mosse del genere se le possono permettere gruppi affermati. Gli altri devono rimboccarsi le maniche, metter su la paginetta su MySpace, tirare la cinghia (tanto) e sperare prima o poi nella svolta. Oppure suonare nei fine settimana (se e quando possibile).

nda

Di: Blog > Bruni Marco log > Il King del Web 2.0 » Google Masterminds, Free Burma Day, Radiohead e Charlatans, continua la disintermediazione etc.. in 15 Ottobre 2007

[...] continua la disintermediazione. Mentre Suzukimaruti riflette sui Radiohead, e compra l’album, Nicola D’Agostino racconta dei Charlatans, altra band inglese che offrirà gratuitamente il download del prossimo [...]

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