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Cellulari & operatori virtuali: parte Poste Mobile

logo Poste Mobile - Immagine tratta da http://www.bancopostaonline.it

Da qualche tempo negli uffici postali e sul sito www.poste.it sono comparsi cartelloni e banner con lo slogan “Dove volano i cellulari? Scoprilo qui dal 26 novembre”. Il servizio di telefonia cellulare fornito da Poste Italiane (da queste parti ne avevamo accennato tempo fa parlando di un servizio simile targato Disney, in USA) è in fase di lancio.
A quanto pare per i dettagli occorrerà attendere ancora qualche giorno, mentre gli utenti della versione online del conto Bancoposta potrebbero aver notato che effettuando una ricarica telefonica, accanto ai loghini degli operatori nazionali già noti (Tim, Vodafone, Wind e 3) è già comparso quello di Poste Mobile. Chi gestisce il sito non ha davvero perso tempo… ;)

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Le parole più cercate su Wikipedia e Conservapedia

Ecco le dieci parole più cercate su Wikipedia, segnalate da Boing Boing:

  1. Main Page [30,090,900]
  2. Wiki [904,800]
  3. Harry Potter and the Deathly Hallows [413,400]
  4. Naruto [401,400]
  5. Guitar Hero III: Legends of Rock [396,000]
  6. United States [330,000]
  7. Wikipedia [329,400]
  8. Deaths in 2007 [321,300]
  9. Heroes (TV series) [307,500]
  10. Transformers (film) [303,600]

Ed ecco quelle più cercate su Conservapedia, l’enciclopedia di stampo conservativo che cerca di fronteggiare il punto di vista troppo “liberal” di Wikipedia:

  1. Main Page‎ [1,906,729]
  2. Homosexuality‎ [1,572,713]
  3. Homosexuality and Hepatitis‎ [517,086]
  4. Homosexuality and Promiscuity‎ [420,687]
  5. Gay Bowel Syndrome‎ [389,052]
  6. Homosexuality and Parasites‎ [388,123]
  7. Homosexuality and Domestic Violence‎ [365,888]
  8. Homosexuality and Gonorrhea‎ [331,553]
  9. Homosexuality and Mental Health‎ [291,179]
  10. Homosexuality and Syphilis‎ [265,322]

Beh, mica male per essere una fonte di ispirazione teo-con :) Ma, ovviamente, questi ultimi dati non sono affatto attendibili. A quanto pare sono “manipolati” dalle richieste di bot (e non da esseri umani).

E comunque, a scorrere la top 50 della chart di Wikipedia, le richieste a sfondo sessuale risultano molto richieste:

17. List of sex positions
19. Sex
28. Masturbation
33. Sexual intercourse
44. Anal sex

Non sono riuscito a trovare le chart della versione italiana per fare un paragone. Qualcuno sa se esistono?

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Fabio e l’ADSL, ovvero: i disabili e il digital divide

Ci siamo già trovati da queste parti a parlare di Fabio Pavone, un giovane disabile abruzzese affetto da una grave forma di distrofia, che mesi fa aveva lanciato un appello ripreso da numerosissimi siti web e organi di stampa in merito a un costoso mouse che gli era necessario per comunicare tramite computer. Fabio lamentava, giustamente, la mancata possibilità di ottenere un rimborso dagli organi competenti per un ausilio a lui indispensabile; solo dopo questa sorta di campagna praticamente spontanea sorta attorno al suo caso qualcosa si era mosso.
Ma mentre purtroppo Fabio attende ancora (occorre aspettare l’anno nuovo, gli è stato riferito, e sempre se i soldi ci saranno…), lancia un nuovo appello che lo riguarda ma che interessa moltissime persone, disabili e non: nel suo comune di residenza manca l’ADSL.
Una linea più decente e un collegamento stabile – che per molti di noi residenti in città anche piccole sono cosa acquisita – in un certo senso gli cambierebbero la vita.

Di “digital divide” se ne fa un gran parlare; se ne parla pure troppo.
Ma è possibile che ai disabili non si faccia altro che negare diritti? E che in un centro magari piccolo ma a pochi km. da un capoluogo di provincia e non certo isolato né piazzato sulla cima di qualche alta montagna nessuno dei grandi nomi sia interessato a far passare tale servizio?

Il testo della lettera è reperibile sul sito dell’associazione Metro Olografix di cui Fabio è membro. Per ora, da Telecom, Wind, Tiscali, Tele 2 e Fastweb, nonché dall’Autorità garante delle telecomunicazioni, non un cenno di risposta, neppure un consiglio su eventuali alternative (ma Telecom non ha un’Alice Sat?).

Fabio ha potuto finora “incassare” solo l’appoggio della locale sezione dell’UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), che ha fatto proprio il suo appello e ha inviato un sollecito agli stessi destinatari, e – dopo che Punto Informatico aveva prontamente ripreso il drammatico appello, qualche offerta di una connessione (non ADSL “vera” ovviamente) da parte di provider “alternativi” per tamponare almeno temporaneamente il problema.

Mentre si parla di eliminare il divario digitale in tutto il territorio nazionale e si discute su come e cosa fare, persone come Fabio – che non possono più aspettare – aspettano forzatamente.
Da parte nostra, possiamo solo fare da ulteriore cassa di risonanza per segnalare questo grave caso e sollecitare oltre che i provider e il Garante anche il Governo che – lo ricordiamo – ha di recente promesso la banda larga su tutto il territorio nazionale entro fine legislatura.

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No Music Day: oggi niente radio, iPod, mp3…

//www.nomusicday.com

Il 21 novembre – dal 2005 al 2009 – si tiene (?) il “No Music Day“. La data del 21 non è casuale: il giorno successivo è dedicato a Santa Cecilia, patrona della musica.
Questo particolare non-evento è una pazza idea di Bill Drummond: artista, scrittore, ex musicista, ex manager di gruppi rock, folle provocatore in circolazione da almeno un ventennio.

Il “manifesto” di questa curiosa iniziativa quinquennale si trova ovviamente online su www.nomusicday.com; tra le varie cose prescritte per la giornata: “Nessun inno sarà cantato. Nessun disco sarà suonato alla radio. Gli iPod saranno lasciati a casa. Niente rock per le rock band”, e così via. “Il No Music Day esiste per vari motivi. Potete sceglierne uno” conclude il manifesto.

si tratta ovviamente una delle innumerevoli provocazioni artistiche dell’ex-KLF. Uno che – avendo mandato a quel paese le major e campionato gli Abba e Michael Jackson precisamente un ventennio prima che Madonna Ciccone arrivasse a fare esattamente le stesse cose – può permettersi certamente questo ed altro, venendo persino preso sul serio.

//www.bbc.co.uk/scotland/music/events/no_music_day/index.shtml

La stazione radiofonica scozzese della BBC per esempio ha aderito con entusiasmo all’iniziativa, “disintossicandosi” per un giorno abolendo la musica dalla programmazione e dedicando la giornata alle provocatorie riflessioni di Drummond, dei conduttori e degli ascoltatori e creando una apposita sezione per l’evento sul proprio sito web.

Il sottoscritto quasi quasi si sente in colpa, avendo dovuto per ragioni professionali ascoltare sul giradischi un lato di un vecchio 12″ trovato nella posta di ieri… ;)

Immagini tratte da http://www.nomusicday.com e http://www.bbc.co.uk/scotland/music/events/no_music_day/index.shtml.
Si ringrazia Anna Battista per la collaborazione.

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Un video dal futuro

C’è YouTube al centro di un breve racconto di fantascienza dello scrittore britannico Warren Ellis e diffuso online dall’autore inizialmente su LiveJournal.

warren ellis futubeIn “FuTube” Ellis, noto per l’uso consapevole e smaliziato di Internet e dei moderni strumenti di comunicazione, narra di un ricercatore che trova un messaggio con un link ad un video su YouTube indirizzato a lui: l’ha realizzato e condiviso il protagonista stesso, 15 anni nel futuro (dove quindi YouTube esiste ancora!), per autoincoraggiarsi a portare avanti il lavoro su un sistema che mette in contatto futuro e passato ma sopratutto per rimettersi insieme con la sua ex che nel presente lo ha appena lasciato.

La conclusione, seppure aperta e misteriosa, è comunque all’insegna del lieto fine: merito della fantascienza e di YouTube, ovviamente. ;-)

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YouTube Remixer

YouTube Remixer - Immagine tratta da http://www.youtube.com/ytremixer_about

E’ in circolazione già da un po’ ma ancora “nascosto” nella sezione “TestTube” dedicata agli esperimenti in corso: YouTube Remixer è una semplice applicazione per editing video online messa a disposizione da YouTube e basata su Adobe Premiere Express.
Le limitazioni ci sono e non sono poche: solo cinque effetti di base per le transizioni tra una clip e l’altra, per dirne una. O un messaggio che raccomanda di ridurre la durata del filmato sotto gli 8 minuti (ma al sottoscritto pareva essere tranquillamente riuscito un remix lungo oltre 9 minuti…).
Ma questo è il web 2.0 e dopotutto si tratta di un’applicazione facile, gratuita e per utilizzi non di livello professionale: l’esempio più comune potrebbe essere aggiungere titoli e diciture varie oppure apportare piccoli tagli a filmati realizzati e caricati da telefono cellulare.

Immagine tratta da http://www.youtube.com/ytremixer_about.