0

La stampante che spamma e la cornice infetta

Sono casi rari ma di cui tenere conto e che condividono un assunto di base: attenzione, oggi giorno tutto è un computer e possibile fonte di vulnerabilità o rischi per la privacy.

Verso la metà di febbraio The Register ha dedicato un articolo in cui si evidenzia la possibilità che le stampanti di rete vengano prese di mira dagli spammer. Dietro il titolo ad effetto c’è una constatazione: con il loro bravo IP anche le nostre stampanti “intelligenti” possono divenire bersaglio e forse una testa di ponte per attacchi alla nostra rete.

bestbuyUna settimana fa invece Webware riferisce di un imbarazzante corsa ai ripari della catena Best Buy che ha ritirato in fretta e furia una cornice digitale (i piccoli schermi LCD che mostrano le foto) e chiede agli acquirenti contattare al più presto il numero verde.
Si è infatti scoperto che alcuni esemplari della cornice modello NS-DPF10A una volta collegati via USB al PC (con Windows, è bene evidenziarlo) prelevano le immagini da mostrare ma possono lasciarci a loro volta un bel ricordino, un virus, già oggetto di un advisory.

Comments Off

Musica degradata

Oggi su Repubblica.it, l’avvocato Andrea Monti lancia un’interpretazione abbastanza eterodossa del tanto discusso comma su diritto d’autore per l’utilizzo di opere d’arte degradate per scopi educativi o scientifici.

Chi l’ha scritto non si è reso conto che il termine “degradate” è tecnico, ha un significato ben preciso, che comprende anche gli mp3, a pieno titolo“, dice Monti. Come sanno tutti gli appassionati di musica su internet, infatti, gli mp3 sono una versione degradata (perché compressa) della musica originale.

Di conseguenza, il comma permetterà “di pubblicare mp3 coperti da copyright, senza autorizzazione dai detentori di diritto d’autore: su siti web o anche su server peer to peer, il mezzo non conta. Lì si parla infatti solo di “pubblicazione su internet”. L’importante – dice il comma – è che lo scopo sia didattico o scientifico, quindi per esempio posso immaginare un sito che pubblichi la discografia di un autore a scopo di commento e recensione.

In effetti il termine “degradato” è quanto mai ambiguo. Almeno allo stato attuale. Tutto dipenderà dall’interpretazione che ne darà il Ministero dei Beni Culturali nel decreto attuativo.

Per il momento i discografici italiani non sono più di tanto preoccupati:

“La legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti”, dice Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana). “E per uso didattico si intenderanno solo i siti che si occupano ufficialmente di didattica, quindi istituzioni accademiche. Nemmeno i siti personali di professori”.

E, però, Monti controbatte:

“Impossibile limitare così – ribatte Monti – perché la costituzione italiana consente a tutti i cittadini di fare divulgazione didattica e scientifica”.

Beh, la situazione è a dir poco ingarbugliata, e se il decreto attuativo non sarà chiaro (come c’è da supporre, considerata la cultura digitale media dei nostri politici), nei prossimi anni avremo dispute legali a non finire, da far rizzare i capelli anche al giudice più geek!

La vicenda, comunque, è l’ulteriore conferma di un dato di fatto ormai fin troppo ovvio: appena si tocca il diritto d’autore inevitabilmente escono fuori tutti i paradossi di un istituto giuridico che ormai si riesce a collocare difficilmente all’interno dello scenario digitale.

Di sicuro, le polemiche e le contraddizioni ci faranno compagnia ancora per un bel po’. Almeno fino a quando le major non inizieranno a cambiare seriamente i loro modelli di business, adattandoli al nuovo ambiente della rete.

Immagine in alto: “Degradazione per sommersione di rifiuti” di Vincenzo van Trash del movimento Degradarte

3

I numeri della baia dei pirati

Mentre molti dei servizi di distribuzione digitale di contenuti sono restii al diffondere cifre, c’è chi non si fa problemi: è il motore di ricerca per torrent The Pirate Bay che qualche giorno fa ha annunciato di avere dieci milioni di peer.

jubil2007Per l’occasione il sito festeggia con una spiritosa illustrazione che mostra il vascello-simbolo approdare in una baia di un’isola con luoghi che citano eventi ed organizzazioni con cui ha avuto a che fare (tra cui Mediadefender e Sealand).

I dati diffusi parlano per l’esattezza di “10.044.335 peers”, con una crescita di due milioni nel corso dell’ultimo mese e l’obiettivo (ambizioso ma non improbabile) di arrivare a 20 milioni. A questo si aggiungono due milioni e mezzo di utenti registrati e la gestione di un “catalogo” di più di un milione di file torrent, tutti disponibili agli utenti di quello che è al momento il più visibile (e combattivo) servizio per il filesharing su Internet.

1

Qtrax, da bufala a truffa?

Di Qtrax come “fiasco” quando non di “bufala” vera e propria abbiamo parlato ieri in Mytech (e ne stanno parlando in molti).
Forse è sfuggita però questa interessante riflessione di Eliot Van Buskirk sul blog di Wired: Qtrax è in realtà solo la scusa per una enorme speculazione finanziaria, o peggio, per una truffa vera e propria (l’autore usa il termine “stock scam”) legata al prezzo delle azioni?
Dietro Qtrax c’é Brilliant Technologies Corporation, e questa società è quotata in borsa. Il breve pezzo su Wired fa notare come le oscillazioni corrispondano a mosse ed annunci; in particolare, le azioni (che un tempo valevano un centesimo di dollaro) sono balzate da 6 a 9 centesimi in occasione dell’annuncio del MIDEM. Per poi ricrollare a 5-6 centesimi quando l’accordo con le major si è rivelato una panzana.
“Qualcuno” – dice Van Buskirk – “deve aver fatto un bel po’ di soldi su questa oscillazione”.

6

YouBama

youbama1.jpg

Bella iniziativa di endorsement in salsa 2.0: YouTube + Digg + Obama = YouBama, un sito che invita a rispondere alla domanda “Perché votare per Obama” e a votare la risposta migliore.

Ideato da due studenti di Harvard e realizzato con tool open-source, il sito (sembra) non avere nessuna connessione ufficiale con la campagna elettorale del senatore dell’Illinois

The goal of YouBama is to democratize the election campaign process. All content is generated by citizens and voted on by citizens.
Think about it as the unofficial presidential campaign for Barack Obama. Voters can say what they want, how they want. Then they vote on the videos so the best ones rise to the top.

Certo, non è caso se per questo esperimento è stato scelto Obama e non qualche altro candidato. Ma come spiega Techcrunch:

this site is “most applicable” to the Obama campaign because of its efforts to reach out to younger voters and speak to their aspirations. In other words, they feel they have the best chance of getting good videos from Obama supporters as opposed to those of the other candidates.

0

Tra download gratuito e vendita dischi: i Charlatans sulle orme dei Radiohead

charlatans xfm liveAssomiglia davvero tanto a quella dei Radiohead la strada intrapresa da un’altra band britannica, i Charlatans, che sul loro sito web confermano l’annuncio di ottobre ma aggiungono che al rilascio libero online del loro prossimo disco seguirà la distribuzione e vendita su supporto fisico.

“You Cross My path” sarà scaricabile in forma totalmente gratuita, come già successo nelle scorse settimana per i singoli, dal sito della radio Xfm a partire dal 3 marzo ma dal 19 di maggio sarà disponibile anche su CD e su vinile, con un’edizione limitata su 45 giri.

I circa due mesi che intercorrono tra le due date saranno quindi, come per i Radiohead, una pubblicità ed un modo per avere maggiore controllo sulla fase promozionale più che una vera fuga dalle etichette.

Nel caso di Yorke e soci la distribuzione online si è scoperto che serviva anche ad anticipare la ormai rituale comparsa di copie non autorizzate prima che i dischi arrivino nei negozi, fisici o virtuali che siano.

Foto di Jenny Hardcore tratta dal sito dei Charlatans