Si presentava come “il cane da guardia delle istituzioni” e prometteva maggiore trasparenza grazie all’uso del wiki e dell’anonimato. Un modo intelligente per rompere i muri di omertà (e autocensura) che spesso non fanno trapelare informazioni di pubblica utilità .
Eppure da ieri Wikileaks non esiste più: digitando l’indirizzo compare una pagina di errore. Spiega PI:
Secondo la decisione di un tribunale della California il provvedimento si è reso necessario per approfondire un caso imbastito da una banca svizzera, del gruppo Julius Baer, che si sarebbe sentita diffamata da documenti che l’accuserebbero di pratiche illegali, riciclaggio di denaro, evasione fiscale e via dicendo.
Il giudice ha ordinato al provider che ospita il sito, Dynadot, di rimuovere i record DNS di Wikileaks dai propri server. Non solo: l’operatore dovrà “impedire che il nome a dominio che porta alla pagina web di wikileaks.org porti a qualsiasi altro sito o server diverso da una pagina bianca, fino a quando non riceverà nuovi ordini da questo tribunale”. Il nome a dominio è stato lucchettato per evitare che venga trasferito altrove per far ripartire il sito.
Negli ultimi mesi Wikileaks aveva dato spazio a documenti più che scottanti: un rapporto segreto su Guantanamo, campagne di propaganda, lo stato tedesco pronto a intercettare Skype.
Nonostante non sia più raggiungibile dall’indirizzo wikileaks.org, il sito è pur sempre accessibile dal numerico: 88.80.13.160. E molto probabilmente rispunterà con un altro dominio, registrato in uno stato più permissivo.
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