Dopo 60 giorni di reclusione, parte una settimana di mobilitazione per la liberazione di Fouad Al-Farhan, blogger saudita arrestato e poi recluso in una località sconosciuta.
Qui tutte le istruzioni dell’iniziativa di pressione sul governo saudita (tra cui anche una petizione).
Intanto, via Global Voices, sono venuto a conoscenza di un’altra campagna di mobilitazione per la liberazione di Tariq Baiasi, blogger siriano che è stato arrestato lo scorso luglio per aver lasciato un commento critico su un forum nei confronti degli apparati di sicurezza.
Anche in questo caso è stato lanciato un blog di supporto alla campagna, dove è possibile firmare una petizione.
Certo, non è detto simili azioni di pressione sui governi saudita e siriano portino a risultati concreti. Ma è sempre importante tenere alta l’attenzione su queste vicende. Se non altro, per evitare che vengano attuate nell’indifferenza di tutti.

4 Commenti
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mi piacerebbe saperne di piu’…
..piu’ particolari sulla ragione dell’arresto.
comq, massima solidarietà e che crollino tutti gli apparati di repressione della terra.
il pensiero nn ha confini, ce lo hanno insegnato dall’antica grecia, passando dagli spartachisti, Voltaire.
probabilmente i dittatori di quei paesi sono indietro di qualche migliaio di anni di storia…AOO!SVEGLIA! VERGOGNATEVI!
[...] Reposted from Mytech [...]
in questi casi è sempre difficile avere maggiori info sulle ragioni degli arresti.
Comunque, Tariq ha lasciato un messaggio su un forum pubblico, critico nei confronti degli apparati di sicurezza siriani. pochi giorni dopo è stato arrestato senza nessun processo e non si è avuta più nessuna sua notizia. il suo reato è stato semplicemente di criticare un’istituzione nazionale. e questo nonostante la costituzione siriana protegga la libertà di espressione.
Diversa invece la storia di Fouad. Lui è stato uno dei primi cittadini dell’Arabia Saudita a utilizzare il blog usando il nome e cognome vero. Col tempo è diventato una delle fonti più autorevoli, anche al di fuori dei confini nazionali. Ha promosso diverse campagne per la libertà di espressione e la giustizia. Ma evidentemente ha iniziato a dar fastidio. All’inizio del 2007 è stato costretto a bloccare le attività sul blog. Poi ha ripreso a utilizzarlo lo scorso luglio, fino all’11 dicembre quando è stato arrestato senza nessuna imputazione precisa.
noi in Italia ci lamentiamo che rete 4 non va sul satellite, che berlusconi ha occupato le televisioni e gridiamo allo scandalo, ma siamo liberi di non guardare Fede e di guardare rai3 (mentre siamo obbligati a pagare il canone) mentre in altri paesi non sono nemmeno liberi di pensare qualcosa contro il regime, pensiamoci bene la prossima volta di lamentarci!!!