
Dopo il successo della “coda lunga“, Chris Anderson si cimenta in una nuova impresa: raccontare l’emergere della cultura del free in rete e, più in generale, in molti settori del business.
Sua la storia di copertina dell’ultimo Wired “Free! Why $0.00 is the future of business“, in cui Anderson offre (gratuitamente) un’anteprima del suo prossimo libro e spiega perché in futuro sempre più Cd e viaggi d’aereo saranno gratuiti. E come, sembra un paradosso ma non lo è affatto, si possa fare soldi intorno all’economia del free. Con la pubblicità, ovviamente, ma non solo.
Quasi in contemporanea, Kevin Kelly (altra mente di Wired) spiega sul suo blog (qui la traduzione in italiano) che l’economia del gratis farà proliferare una nuova economia. Non pagheremo i prodotti, ma i servizi e i valori-aggiunti: “Internet è una fotocopiatrice” dice Kelly, ma “quello che non si può copiare diventa raro e prezioso“.
E indica otto categorie di valori che non possiamo copiare e che saremo disposti a pagare, anche a caro prezzo:
- immediatezza
- personalizzazione
- interpretazione
- autentiticità
- accessibilità
- corporeità
- mecenatismo
- reperibilità.
Pù che condivisibile la conclusione del suo ragionamento:
Le otto qualità generative richiedono una nuova consapevolezza: che l’abbondanza alimenta la condivisione, la generosità è un modello di business e oggi è fondamentale coltivare e far crescere tutto ciò che non si può replicare con un clic. Il denaro, nell’economia della rete, non segue la strada della copia. Segue la strada dell’attenzione e l’attenzione ha i suoi circuiti.


Come già anticipato 

