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Freeconomics e l’Internet fotocopiatrice

Dopo il successo della “coda lunga“, Chris Anderson si cimenta in una nuova impresa: raccontare l’emergere della cultura del free in rete e, più in generale, in molti settori del business.

Sua la storia di copertina dell’ultimo Wired “Free! Why $0.00 is the future of business“, in cui Anderson offre (gratuitamente) un’anteprima del suo prossimo libro e spiega perché in futuro sempre più Cd e viaggi d’aereo saranno gratuiti. E come, sembra un paradosso ma non lo è affatto, si possa fare soldi intorno all’economia del free. Con la pubblicità, ovviamente, ma non solo.

Quasi in contemporanea, Kevin Kelly (altra mente di Wired) spiega sul suo blog (qui la traduzione in italiano) che l’economia del gratis farà proliferare una nuova economia. Non pagheremo i prodotti, ma i servizi e i valori-aggiunti: “Internet è una fotocopiatrice” dice Kelly, ma “quello che non si può copiare diventa raro e prezioso“.

E indica otto categorie di valori che non possiamo copiare e che saremo disposti a pagare, anche a caro prezzo:

  1. immediatezza
  2. personalizzazione
  3. interpretazione
  4. autentiticità
  5. accessibilità
  6. corporeità
  7. mecenatismo
  8. reperibilità.

Pù che condivisibile la conclusione del suo ragionamento:

Le otto qualità generative richiedono una nuova consapevolezza: che l’abbondanza alimenta la condivisione, la generosità è un modello di business e oggi è fondamentale coltivare e far crescere tutto ciò che non si può replicare con un clic. Il denaro, nell’economia della rete, non segue la strada della copia. Segue la strada dell’attenzione e l’attenzione ha i suoi circuiti.

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Sì, Qtrax è una bufala ;)

logo Qtrax - Immagine tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/Qtrax

Continua a farci ridere Qtrax, il servizio di musica digitale che non esiste.
Secondo Wikipedia, i download sono ancora disabilitati ma è disponibile un unico album “Hello Hong Kong”, a firma The Kicks.
Chi siano costoro onestamente lo ignoriamo, e se anche fossero delle megastar, un unico gruppo sembra un po’ pochino rispetto al ventilato repertorio di quattro major e venticinque milioni di file (!). E non sappiamo dirvi se poter dire di essere i primi a sbarcare in Qtrax sia davvero qualcosa di cui potersi vantare in un curriculum…
Per il resto anche l’IFPI, organizzazione internazionale che raggruppa i discografici, per bocca del CEO John Kennedy, a fine gennaio aveva espresso forti dubbi: “Non vedo come Qtrax abbia risolto il problema di concedere introiti adeguati [alle etichette]“.
Ciliegina sulla torta: il 25 febbraio 2008 abbiamo provato a creare un account su Qtrax.com e registrarci. Dopo averlo fatto apparentemente con successo, al primo tentativo di download (sembrerebbero esserci brani autorizzati di nomi come Daft Punk e Foo Fighters) ci siamo trovati davanti a una nuova richiesta di login e a una password che non funziona più.
Sempre peggio, insomma… ;)

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Lessig non si candida

Peccato, davvero, poteva essere un bell’elemento di novità. Soprattutto per sottoporre a un più vasto pubblico le sue importanti battaglie per le licenze Creative Commons e contro il sistema di corruzione politica. Ma alla fine, Larry Lessig ha deciso di non candidarsi.

La decisione è spiegata in questo video, montato, come di consueto, in maniera efficace e coincisa:

Per chi non sa l’inglese riassume bene il tutto Bernardo Parrella:

Motivo principale, il ridottisssimo periodo di tempo (30 giorni) per preparare una decente campagna che spiegasse al pubblico, ben oltre quello degli addetti ai lavori, senso e portata di simile operazione e soprattutto di un movimento di lunga gittata come Change Congress.
Il motore di Change Congress rimane comunque in fase di messa a punto ed erediterà tutti i contributi versati in questi giorni alla prevista campagna Lessig08 (compresi i miei sudatissimi 100 dollari!).

Consiglio inoltre di dare una lettura a questo altro post di Bernardo, che ci racconta come l’Obamamania in rete stia già diventando un boomerang per il senatore dell’Illinois… Una Baracklash, come dice il Washington Post in questo articolo.

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Futuro incerto per il Blu-Ray

Dopo aver vinto la guerra con HD-DVD c’è non è da escludere che il Blu-Ray debba ricominciare a sgomitare, questa volta contro un avversario ancora più difficile, il download digitale.

logobluraydiscCome già anticipato lo scorso mese i nuovi antagonisti del formato di Sony portano il nome di Netflix, Amazon o di iTunes Store. Complici le connessioni a banda larga, il wifi e l’avanzata dei PC nel salotto digitale si prospetta sempre più un futuro in cui la distribuzione di cinema, TV e video, anche in alta definizione, passerà per Internet e non più per gli scaffali dei negozi.

Il rischio concreto per il Blu-Ray, nonostante la recente vittoria sul campo, è di non avere spazio per crescere e diffondersi e di finire schiacciato in una morsa formata da un lato dai servizi on-demand e dall’altro dalla presenza ingombrante del DVD, ultimo esemplare a larga diffusione dei formati “fisici”.

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Diablo Cody, la blogger e l’Oscar

E così ce l’ha fatta: Diablo Cody ha aggiunto alla sua collezione la statuetta più ambita.
L’Oscar per la sceneggiatura originale di “Juno” le è stato consegnato da Harrison Ford nel corso della serata dedicata ai leggendari premi cinematografici.
Di lei avevamo parlato tempo addietro come blogger divenuta autrice di un libro e quindi passata al cinema (e anche alla tv), proprio con questo film che le sta portando successo e tanti (meritati) riconoscimenti.

Diablo Cody agli Oscar 2008 - Immagine tratta da http://s255.photobucket.com/albums/hh151/mordecaibrown1908/?action=view&current=15554023.jpg

Il filmatino della premiazione è ovviamente già su YouTube; Diablo – in uno strano abito leopardato che sembra un incrocio tra un abito da sera e un revival di Bettie Page nella jungla – appare visibilmente e sinceramente emozionata.
Retroscena rivelato un paio di giorni prima su MySpace: il 21 febbraio Diablo si era recata a provare le scarpe preparate per lei da Stuart Weitzman in previsione della notte degli Oscar.
Le scarpe avevano parecchi brillantini e le sembravano carine, ma nulla di clamoroso.
Il giorno dopo la sorpresa: i media annunciavano che Diablo Cody avrebbe indossato scarpe da un milione di dollari sul “red carpet” degli Oscar. I “brillantini” erano diamanti veri, e la diretta interessata non sembra aver gradito molto questo utilizzo non autorizzato della propria immagine per una simile manovra pubblicitaria…
Al momento, non ci sono commenti di Diablo in merito alla statuetta dorata, perché lei stessa aveva annunciato una settimana di “sparizione” dopo gli Oscar, per finire del lavoro e per riprendersi dalla serata. Ai fan promette di postare alcuni indizi fotografici proprio su MySpace per giocare a indovinare la località segreta del suo temporaneo “ritiro spirituale”… ;)

Immagine tratta da http://s255.photobucket.com/albums/hh151/mordecaibrown1908/?action=view&current=15554023.jpg.

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2012: l’MP3 nell’”anno del sorpasso”

Secondo Forrester Research Inc., la musica digitale arriverà a coprire nel 2011 esattamente metà del mercato negli Stati Uniti e l’anno successivo questo formato supererà definitivamente i formati fisici in termini di vendite.
Il rapporto della società dice anche che le vendite di mp3 e simili non compenseranno le perdite del mercato dei cd in continuo calo. Dal comunicato, colpisce la frase del vicepresidente James L. McQuivey, che riportiamo in originale: “This is the end of the music industry as we know it“; prospettiva sinistra ed eccitante allo stesso tempo. :)
Altri elementi interessanti: i download supportati da pubblicità non sembrerebbero avere futuro; la diffusione dei file privi di protezioni (il cosiddetto DRM) si allarga a macchia d’olio e questo, insieme allo streaming “on demand” stile imeem.com per gli analisti della Forrester sembra abbastanza per rendere inutili Spiralfrog e simili.
“Il mercato deve ridefinire qual’è il suo prodotto”, dice ancora McQuivey, che punta il dito contro coloro che hanno pensato solo a contare le vendite di cd mentre “l’artista è il prodotto, non solo la fonte di esso”. E poi c’è il mondo dei videogame, dove le vendite sono ben più elevate che per i cd, e dove i contenuti musicali – si pensi a Guitar Hero – di questi tempi hanno grandissima importanza.
Insomma, in breve, un rapporto spietato ma sincero e ricchissimo di spunti per un futuro di rinascita; per coloro che sono nel settore e sapranno reinventarsi… o per le nuove leve che ne prenderanno il posto.