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PayPerTweet

Dopo il controverso PayPerPost e gli altri servizi per la pubblicazione di post pubblicitari a pagamento, ora è la volta del PayPerTweet, per la monetizzazione su Twitter.

Molti sostenitori dell’Internet indipendente, pura&dura, ora si scandalizzeranno per questa nuova invasione di campo di un marketing che gioca sempre più alla guerilla e al virale pur di bucare il muro dell’affollato mercato dell’attenzione.

Ma forse, conviene farsene una ragione: il buzz-marketing è una realtà con cui saremo costretti a convivere. Il punto, semmai, è pretendere che ci sia una chiara separazione tra contenuto e contesto. E cioè essere opportunamente avvisati quando un post o un tweet è sponsorizzato o meno.

Per ora PayPerTweet non richiede alcuna “disclosure” agli iscritti, ma, per giocare in anticipo sulle polemiche che pioveranno sul servizio, dice anche: “we might change this later“.

UPDATE: TweetBait, April Fools and Jokes on a Blog

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Blog©

C’era da aspettarselo, ma fa comunque un po’ tristezza. MCC ha scoperto che “Blog” è un marchio registrato. Da quasi tre anni, per altro…

Blog, marchio registrato (MCC)

Riguardo alla voce “Stato Domanda: non assegnata”, nei commenti alla segnalazione di Manteblog troviamo una delucidazione utile di Stefano Scardovi:

Dalla domanda alla registrazione effettiva passano normalmente (no, in effetti non è normale la cosa) alcuni anni. Anche se poi una volta registrato effettivamente parte dalla data del deposito.
Comunque io mi preoccuperei relativamente poco perché il preuso del “marchio” è tanto vasto da rendere inutile ogni tentativo di tutela con un marchio tanto debole.
Quello che manca all’appello è la categoria in cui intendono riservarsi il marchio. Magari è una banale agendina elettronica con funzioni di diario personale.

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L’aggressiva campagna di eMusic

Sarà un caso, ma mentre si annunciano nuovi stravolgimenti nel mercato anche ad opera di Apple, uno dei migliori distributori digitali, eMusic, lancia una campagna promozionale non trascurabile: 99 centesimi di dollaro per testare il sito e scaricare legalmente 75 brani.

logo eMusic Europe - Immagine tratta da www.emusic.com

Il formato è quello da sempre adottato dal sito: Mp3 senza alcuna protezione.
Qualcuno farà notare che le vecchie “trial offer” erano sempre gratuite, ma è anche vero che queste di solito consentivano di scaricare 50 brani e comunque richiedevano di lasciare i dati della carta di credito per eventuale rinnovo mensile a pagamento.
L’offerta è comunque interessante e pagare meno di un dollaro (soprattutto al cambio attuale, poi…) per altri 25 pezzi oltre i 50 già offerti in precedenza non sembra affatto male.
Sotto le festività natalizie questo sito – che pure ora soffre la concorrenza diretta di Amazon MP3 – ha letteralmente fatto il botto, aumentando notevolmente il numero di abbonati (al momento oltre 400.000) e di brani scaricati, mentre il catalogo si trova ora a quota tre milioni e mezzo di pezzi ed è il più grande in assoluto per la musica indipendente; chissà che questa nuova campagna, piazzata al momento giusto, non aiuti a fare un altro salto di qualità, o quantomeno a impedire che Amazon soffi ad eMusic il secondo posto sul podio della musica online.

Immagine tratta da www.emusic.com.

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etoy festeggia nel “Sarcophagus”…

Che fine hanno fatto quelli di etoy?
Il folle gruppo di artisti/cospiratori si prepara ad altre avventure: eccoli il 16 marzo mentre costruiscono un nuovo “office space” dentro uno dei loro pratici container; e per quanto riguarda l’incredibile “Mission Eternity” e il relativo “Sarcophagus”, di recente sono stati incorporati nuovi resti di Timothy Leary nell’opera/mausoleo digitale (e sono previste altre due performance/cerimonie a lui dedicate).
Uno dei post più recenti presenta un paio di foto della festa di compleanno dell’agente etoy.ZAI, con tanto di dj (etoy.NEUTRON) proprio all’interno del Sarcophagus…

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I can has… nanopublishing

Daniel Terdiman riferisce nella sua rubrica su news.com del lancio di due nuovi blog, emanazioni di Icanhascheezburger. ichc_logoPundit Kitchen usa lo stesso meccanismo di accoppiare immagini con frasi di commento sgrammaticate solo che al posto dei gatti (o LOLcats) ci sono personaggi della politica. Graphjam invece raccoglie e propone il popolare meme di rappresentare con i grafici dei fogli di calcolo le parti salineti di canzoni e tormentoni pop.

La tentazione di liquidare il tutto come una notizia curiosa e di costume è forte.
Se però si osserva meglio si vede che dietro l’apsetto folkloristico c’è anche e soprattutto un’iniziativa editoriale ben studiata e da non sottovalutare economicamente. Icanhascheezburger è già una potenza nell’intrattenimento online tant’è che figura all’ottavo posto della lista del Guardian di blog influenti (in un modo o nell’altro) e molto semplicemente ha deciso di sfruttare e monetizzare il suo potenziale. Lulz inclusi.

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Il master audio più vecchio del mondo

Al contrario di quello che vi diranno su Gizmodo ;) la registrazione non ha nulla di spettrale o di spaventoso.
Sicuramente ai più quelle poche note sommerse da rumori e fruscii vari non diranno nulla, ed è difficile riconoscervi quello che dovrebbero rappresentare (un frammento del brano “Au Clair de la Lune”).

La scoperta – o meglio, il “recupero” – è però eccezionale: pochi secondi di musica catturata dal “fonoautografo” (phonoautograph), primitivo strumento capace di incidere o meglio letteralmente stampare su carta, ma non di riprodurre, il suono.

Fonoautografo - Immagine tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Phonautograph-cent2.png

La stampa avveniva con il fumo di una lampada a olio (!).
Pochi secondi datati 1860, catturati dal francese Édouard-Léon Scott de Martinville e precedenti al brevetto del fonografo di Thomas Alva Edison (1877) e a quella che era comunemente considerata la prima registrazione musicale vera e propria (1888).

Senza voler togliere nulla al grande inventore americano – che fu comunque il primo a riprodurre il suono – onore dunque al collega francese, che sperimentava col fonoautografo già nel 1853 e che pur troppo tardivamente, strappa a Edison il suo primato nel campo della registrazione; e ai ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory guidati da David Giovannoni, autori di questa particolarissima riscoperta.

Immagine di Pubblico Dominio tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Phonautograph-cent2.png.