Il master audio più vecchio del mondo
Al contrario di quello che vi diranno su Gizmodo ;) la registrazione non ha nulla di spettrale o di spaventoso.
Sicuramente ai più quelle poche note sommerse da rumori e fruscii vari non diranno nulla, ed è difficile riconoscervi quello che dovrebbero rappresentare (un frammento del brano “Au Clair de la Lune”).
La scoperta – o meglio, il “recupero” – è però eccezionale: pochi secondi di musica catturata dal “fonoautografo” (phonoautograph), primitivo strumento capace di incidere o meglio letteralmente stampare su carta, ma non di riprodurre, il suono.

La stampa avveniva con il fumo di una lampada a olio (!).
Pochi secondi datati 1860, catturati dal francese Édouard-Léon Scott de Martinville e precedenti al brevetto del fonografo di Thomas Alva Edison (1877) e a quella che era comunemente considerata la prima registrazione musicale vera e propria (1888).
Senza voler togliere nulla al grande inventore americano – che fu comunque il primo a riprodurre il suono – onore dunque al collega francese, che sperimentava col fonoautografo già nel 1853 e che pur troppo tardivamente, strappa a Edison il suo primato nel campo della registrazione; e ai ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory guidati da David Giovannoni, autori di questa particolarissima riscoperta.
Immagine di Pubblico Dominio tratta da http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Phonautograph-cent2.png.
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