Più che un ambiente per i contenuti generati dagli utenti, il web sociale sta diventando un gigantesco spazio incontrollato di contenuti generati sugli utenti. Nella maggior parte dei casi a loro insaputa, nonostante le policy per la privacy sventolate da un po’ tutte le grandi compagnie.
Ne parlavamo qualche settimana fa a proposito della ricerca Comscore sugli spioni del web.
Ora, via SmartMobs, leggo di questo nuovo report di IDC, secondo cui
Per la prima volta l’ombra digitale (l’ammontare di informazioni generate sugli utenti) sta superando il numero di contenuti generati dal basso.
L’universo digitale sta diventando sempre più grande in seguito all’esplosione di videocamere digitali, tv, videosorveglianza e network sociali.
Secondo le proiezioni IDC, nel 2007 questo universo digitale occupa ben 281 exabyte, ma il tasso di crescita dei prossimi anni è esponenziale: nel 2011 raggiungerà quota 1800 exabyte.
Che dire, la questione dei dati personali tracciati in rete è destinata a diventare centrale nel dibattito politico. Nel frattempo, tra grandi compagnie assetate di profili personali e la “minaccia” della sorveglianza dal basso, faremmo bene ad iniziare a ridefinire i nostri concetti di privacy ed identità.






