Internet, si sa, è nata dalla ricerca militare, con l’intento di costruire un’infrastruttura decentrata e potenzialmente inattaccabile, anche in caso di guerra. Ma è davvero così? GigaOm ha stilato una lista di dieci minacce (infrastrutturali, e non) che potrebbero far scomparire la rete (così come la conosciamo ora):

  1. Manomissione sistema DNS
  2. Attacco di network zombie (vedi alla voce lo spam proveniente dalle botnet)
  3. Incidenti sull’infrastruttura di rete (ad esempio, rottura dei cavi sottomarini che collegano i diversi continenti)
  4. Eccessiva frammentazione (e cioè l’autoreferenzialità di tante micro-comunità che non riescono a guardare più in là dei loro interessi)
  5. Il virus perfetto (per mettere in ginocchio i router)
  6. Aggiornamenti automatici che non funzionano a dovere
  7. La rete non resta più neutrale
  8. Eccessiva regolamentazione da parte dei governi
  9. Giardini murati (come il grande firewall cinese)
  10. La scomparsa degli esseri umani :)

Niente paura, comunque, dice il Prof. Maurizio Decina su VisionPost:

«L’attacco ai DNS è già avvenuto 4 anni fa, quando per una settimana furono colpite dodici coppie di routers. Ma siamo sopravvissuti». Il pericolo più grave dunque non arriva da qui, semmai dai virus. «Basti pensare che le case di antivirus riescono a rintracciare solo il 60 per cento del malware. Resta un 40 per cento non rivelato. Tra l’altro oggi i virus sono inviati esclusivamente per scopo di lucro», e servono a creare reti di computer zombie, con cui effettuare varie attività criminali.

«Diciamo che per colpire internet al cuore bisognerebbe manomettere fisicamente i Nap (Neutral access point), i punti di interscambio, ovvero i locali dove si interfacciano gli Isp e si scambiano il traffico. Se si colpissero i grandi Nap – in Europa ce n’è una dozzina – certamente sarebbe un bel problema. In genere però sono dei bunker, costruiti secondo criteri di sicurezza».

Per quanto riguarda il rischio proveniente dagli aggiornamenti, Decina non sembra preoccuparsi. «Sono incidenti che possono accadere ma in genere hanno un effetto modesto». Non di rete, insomma. Né lo colpisce l’allarme sulla neutralità della rete: «bisogna distinguere tra accesso alla rete e qualità del servizio». In quanto alle censure, come quelle del governo cinese, Decina è ottimista. Saranno loro ad estinguersi, non internet. Che per fortuna sembra ancora godere di ottima salute.


5 Commenti

Di: alezzandro in 7 Aprile 2008

Le minacce 4 e 7 non le ho capite. Le botnet (numero due) sono, forse, il pericolo del futuro per l’interesse economico che e nato intorno a loro e perche’, oggettivamente, sono il vettore di qualsiasi altra minaccia.

Sulla regolamentazione da parte dei governi non so, certo che quella della rete che si autoregolamenta ce la siamo lasciata indietro diversi anni fa.

Di: nicola bruno in 8 Aprile 2008

7) riguarda il pericolo che la Internet smetta di essere neutrale (indifferente cioè ai pacchetti di dati trasportati) e, come vorrebbero molti fornitori di connettività, preveda un accesso più veloce ad alcune risorse e meno veloce/limitato ad altre risorse. in questo modo verrebbe meno l’attuale natura aperta.
Il dibattito sulla “neutralità della rete” è molto vasto, e altrettanto cruciale

4) invece è una critica più di tipo culturale: davvero Internet favorisce l’accesso a più risorse e punti di vista? Osservando alcune comunità online si è notato che la rete può favorire anche processi di forte chiusura/autoreferenzialità… ma questo, credo, sia un problema comune a qualsiasi media, oltre che molto soggettivo

al di là degli attacchi delle botnet, a me preoccupa soprattutto la regomentazione dai parte dei governi: Internet sta mettendo in atto un cambiamento di poteri (non solo politici…) e questo potrebbe essere usato come pretesto per limitare l’attuale libertà

ciao e grazie del commento

Di: alezzandro in 9 Aprile 2008

Grazie della spiegazione. Il 7), in effetti, mi era sfuggito.

Sulla regolamentazione io sono un po’ piu’ ottimista, nel senso che non penso ci sia una volonta’ (almeno, non diffusa) di mettere un laccio (o un freno) a internet nella sua liberta’ di parola/espressione (se e’ questo che intendi). Il problema, semmai, e’ che Internet sta diventando una infrastruttura che deve rispondere a standard di sicurezza e affidabilita’ e il dubbio su come questi debbano essere implementati e’ tutt’ora molto forte (vedi recenti polemiche su DNSSEC).

ciao
ale
http://esperimentotre.blogspot.com/2008/04/internet-e-rischio.html

Di: alezzandro in 9 Aprile 2008

ehm, volevo dire il 7) e il 4)… etc.

vabbe’, buonanotte ;-)

Di: Luca in 13 Aprile 2008

Non capisco come mai, nell’era dei satelliti e della digitalizzazione, la rete mondiale
dei PC, sia collegata “materialmente” da cavi sottomarini che chiunque potrebbe interrompere con un sabotaggio. Non è ipotizzabile un collegamento mondiale “extraterrestre”, mediante Satelliti?.

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