Può apparire come un controsenso ma la mania del minimale e della sintesi ha contagiato anche i database.
Dopo una marea di abbreviatori di indirizzi (tra gli ultimi c’è l’eccellente is.gd) ecco tinydb.org che all’url breve fa corrispondere una (piccola) unità di dati, con i suoi bravi (micro)campi definibili dall’utente, al motto di “store some tiny data in a tiny url”.
Basato su Google App Engine, tinydb è in realtà un servizio che si rivolge più agli sviluppatori che all’utenza finale: a chi crea webapps in Flash o widget in Javascript o, perché no, l’ennesimo client o motore di ricerca per Twitter.
In altre parole un microdatabase per tutto ciò che è Web 2.0, e magari anche per ciò che lo seguirà .


C’è però una proposta che si presenta un po’ diversa e punta a un qualcosa di più della condivisione e del confronto visti sinora.
