L’iPhone non è un cellulare, e questo libro non è una guida. Così ci avverte Lucio Bragagnolo (quello di “Tutti pazzi per iPod”) nell’accoglierci (ieri, undiciluglioduemilaotto) da mac@work, in via Carducci a Milano, per presentarci il suo nuovo libro “Tutti pazzi per iPhone” (Tecniche Nuove), uscito in concomitanza con il gioiello Apple. Siamo nella saletta al piano di sotto di questo store che si dedica anima e corpo al mondo della Mela. Tra il pubblico conto 4 donne (comprese me e Barbara) su un totale di circa 25 persone. Ma non importa, anche noi avremo il nostro iPhone!
Lucio si muove tra vari Mac, vari iPhone (una versione pre- e una post-undiciluglioduemilaotto) e… un Newton del ’97 (ebbene sì, sono più di dieci anni che non se ne separa) mentre ci parla degli oltre 500 programmini per il non-cellulare Apple disponibili su App Store già nel primo giorno di uscita, della batteria non saldata di questo nuovo iPhone e dei benefici di un’interfaccia ad alto grado di comunicabilità (addio tasti=barriere). Solo pochi accenni alla sua fatica editoriale, ma uno soprattutto mi fa drizzare le orecchie: in un capitolo tratta dei giochini per iPod (ok ok, sto andando fuori tema).
Alla fine – dopo che ha incantato Barbara con un tutorial di retrocomputing sull’ancora efficientissimo Newton, mentre io metto a segno un servizio fotografico coi fiocchi – gli estorco il nome del suo blog e gli propino la promessa che mi farò risentire… quando avrò letto il libro (con domande, commenti, critiche?). Cosa che intendo fare il prima possibile, perché a questo punto sono proprio curiosa.
Scusate, ora vi lascio ché vado a provare l’iPhone Simulator.
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