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Storytelling, la narrazione come tecnica di manipolazione

Fazi ha finalmente pubblicato in italiano Storytelling, la fabbrica delle storie di Christian Salmon (18 euro).
Poi provo a dire cosa c’entra con questo blog: prima provo a dire perché è interessante (anche se magari lo ri-farò meglio quando avrò finito di leggerlo).

Il fatto è che Salmon in questo libro uscito in Francia nel 2007 (Storytelling. La machine à fabriquer des histoires) ha messo insieme, organizzato e collegato ad alcune idee forti, alcune delle cose che in molti hanno intuito ascoltando le presentazioni delle donne e uomini del marketing delle aziende (specialmente di quelle hi-tech, per quanto mi riguarda) in questi ultimi (diciamo setto o otto) anni:

a) tutti si sono invaghiti della parola “storia”: anzi, tutto è una “storia”. Il lancio di un prodotto, il successo di un altro prodotto; il servizio che offre l’azienda; il modo in cui tratta i propri dipendenti e i propri clienti…

b) c’è qualcosa di inquietante in questo uso della narrazione, qualcosa che assomiglia alla manipolazione, al condizionamento, alla voglia di persuasione; al tentativo di “orientare i flussi di emozioni”. Insomma puzza di ideologia.

Dunque sia benedetta la pubblicazione in italiano del libro di Salmon, che prova a metterci in guardia dal racconto (che tanto amiamo, accidenti!. Almeno nella forma che Barthes ci ha spiegato essere “come la vita”) come “strumento di controllo”.
Non solo nel mondo delle imprese, ovviamente, ma anche in quello della politica, delle istituzioni transazionali (alla Banca Mondiale hanno elaborato la prima esperienza di storytelling management).

I primi quattro capitoli son quelli dove più evidente è il legame fra lo storytelling e la manipolazione economica: dedicati al marketing; allo storytelling management e all’uso dell’”ego emotivo” nel rapporto con consumatori e dipendenti; alla mobilitazione per adattarsi alla nuova forma di “organizzazione del lavoro, mutevole, decentralizzata e nomade”.

Allora, che c’entra il libro di Salmon con questo blog? Dunque, Salmon sostiene che l’avvento dello storytelling come arma di persuasione non sarebbe stato possibile senza “la propagazione incessante di enunciati e discorsi” in rete, non solo sui siti Web istituzionali ma anche e soprattutto sulla stampa e sui blog e le webzine.

E poi, il Pentagono e Hollywood stanno collaborando, soprattutto attraverso l’Institute for Creative Technologies alla realizzazione di videogiochi per l’arruolamento e l’addestramento dei militari: una delle forme del digital storytelling, che tanta parte ha nell’affermarsi di questa forma efficacissima di propaganda.

Storytelling, la fabbrica delle storie è una vera ragnatela di collegamenti grazie alle note nei vari capitoli e alla bibliografia (e per il valore di un saggio questa ragnatela è un aspetto decisivo). Ci ritorniamo su questo libro, magari seguendo i fili della ragnatela.

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AC/DC: un videoclip musicale fatto con Excel

La band ha realizzato un bizzarro video musicale in ASCII ART, via Microsoft Excel.

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Girl Geek Dinners, a lezione di open source

Stavolta non una “semplice” dinner, ma un evento mono-tematico: le GGD andranno alla scoperta del mondo open source. L’incontro si terrà a Milano venerdì 24 ottobre, sarà a pagamento (20 euro) e ristretto a 60 partecipanti.

Fate clic e scoprirete tutto quello che c’è da sapere per partecipare. Poi commentate qua sotto! Sia prima che dopo l’evento. Vogliamo sapere soprattutto che cosa pensano di noi i GuyGeek… :)

ps. chi scrive sta – ovviamente, nonché orgogliosamente – indossando una fantastica maglia GGD (non sapete quanti complimenti ho ricevuto da stamani…)

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Second Life offre le conferenze… protette

Si chiama Immersive Workspaces, ed è un’area di Second Life dedicata ai meeting aziendali in formato 3D.
Non che non fossero già possibili. Linden Lab ha però deciso di orientarsi verso qualcosa di chiuso e protetto, a causa di alcune molestie accadute in passato da parte di esterni.
Tra questi, l’attacco di peni volanti durante un’intervista di CNET.

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Mix sui nuovi MacBook di Apple

Mentre APC Mag pubblica le dieci cose che non sapevamo sui nuovi MacBook, Crunchgear risponde con le cinque ragioni per cui sarebbe meglio non dover sostituire il vecchio MacBook con uno nuovo.
Secondo quanto riportato da Apple Insider, Steve Jobs avrebbe risposto alle critiche per la mancanza del Firewire sui nuovi portatili entry level.

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Opera propone MAMA per l’analisi dei siti web

Il team di Opera ha sviluppato un motore di ricerca che contrariamente agli altri non si concentra sui contenuti ma sul codice delle pagine web. Sarà utile agli sviluppatori per comprendere i trend della Rete, capire quali tecnologie vengano utilizzate o per saggiare il livello di conformità agli standard. E, perché no, anche per prendere ispirazione.
MAMA sarà accessibile entro fino anno ai beta tester, su invito. 

LINK
http://dev.opera.com/articles/view/mama/
Su PC World
Su Arstechnica