Steve Rubel su Micropersuasion, sostiene che il più importante dato cui far riferimento per valutare un sito (o più precisamente la capacità di influenza che ha un sito) sia il PageRank di Google: quindi, non solo sarebbero numeri vuoti quelli delle page views e degli unique visitor, ma anche quelli alternativi che via via son stati indicati: per esempio, il “tempo passato sul sito“, che Nielsen/NetRatings aveva eletto l’anno scorso a criterio.

Steve Rubel mi sembra spesso convincente nelle sue analisi. Quindi anche questa volta seguo il suo ragionamento: a) il Page Rank non favorisce le scorciatoie, è necessario avere buoni contenuti per avere un buon PageRank, contenuti buoni premiati dai link degli altri siti.
b) il PageRank consente di esercitare una vera influenza sugli utenti, visto che è un’inluenza che si esercita al massimo livello di interazione: Google.
c) PageRank è democratico e universale: tiene conto dell’intero ecosistema Web. Insomma un buon PageRank indica che il sito non è solo apprezzato in un circolo autoreferenziale (anche se su questo non sono così certo…).

Insomma, mi sembra un punto di vista interessante…


Nessun Commento

Comments RSS - TrackBack Identifier URI

Scrivi il tuo commento: