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Michael Jackson: l’effetto sull’iTunes Store italiano

Oltreoceano c’è chi sta tenendo traccia dell’effetto della morte di Michael Jackson su vari servizi online monitorando l’offerta e la richiesta di audio e video. Secondo Digital Music News l’incremento sui circuiti di filesharing come su siti quali YouTube è stato notevole ed altrettanto rilevante è stato l’impatto sull’iTunes Store, sia nella classifica dei singoli che quella degli album.

E in Italia?

In cima alla homepage del negozio di musica e video di Apple campeggia un banner con le date di nascita e morte, che conduce alla pagina dell’artista.
Barbara Ripepi fa giustamente notare che anche in tempi non sospetti iTunes ha esposto a lungo un riquadro pubblicitario per Jackson e che Thriller da sempre impazza in cima alle classifiche dei video negli Stati Uniti.

Se si guarda un po’ più giù, sulla destra, si ha il polso dell’effetto straordinario che la scomparsa sta avendo anche in Italia sulle vendite di musica. In cima c’è l’iniziativa benefica per il terremoto in Abruzzo ma quattro su dieci nella "Top singoli" sono di MJ.

Se poi andiamo nella pagina con il dettaglio dei singoli si nota che ben diciassette dei primi trentasei posti sono di Jackson, quota che sale a dodici su ventuno dei "Top album".

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Apple censura V***a

In una discussione sul newsgroup it.comp.macintosh c’è chi chiede:

Qualcuno mi spieghi perchè su iTunes al povero Giovanni Verga viene
censurato il cognome in tutte le sue opere.

Sulle prime può sembrare una battuta ma, purtroppo, non è così.

iTunes censura V***a

Sembra che Apple ritenga sconveniente il termine “verga” (…) ed abbia impostato un automatismo per intercettarlo e censurarlo nella sezione podcast del suo iTunes Store.

Peccato che “Verga” sia anche uno dei maggiori autori della letteratura italiana e la scelta di Apple, già di per sè discutibile, in questo caso sfoci nel tragicomico.

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Provando thisMoment

Ho aperto un account su thisMoment.com, un nuovo progetto mirato alla condivisione di eventi della propria vita sul formato delle timeline.  Si basa soprattutto su foto e video.
Concettualmente non rappresenta una grossa novità, mi vengono in mente almeno due progetti che permettono di fare cose simili, anche se con finalità leggermente diverse:  Dipity è mirato proprio alla timeline costituita da formati diversi e Kontain è una sorta di piattaforma di blog multimediale, che aggrega i contenuti caricati ma valorizza anche il singolo contenuto indipendentemente dal contesto.

ThisMoment mi sembra però particolarmente interessante, perché uscendo dal contesto diariesco trovo potrebbe essere utilizzato facilmente anche in ambito editoriale.
I “moment” possono infatti essere portati su una pagine web con l’embed, sia nel singolo elemento che nel totale dei contenuti del proprio account, e il risultato è piuttosto gradevole, leggibile, semplice.

Qualche tempo fa ho usato su Dipity per creare la timeline di The Sims, che mi serviva a compendio di un articolo.
Il risultato mi soddisfa abbastanza, ma temo che come formato sia ancora troppo complesso, sia in lettura che nella costruzione.

ThisMoment è semplice da usare, è elegante e per ora mi sembra stabile e abbastanza veloce. Per chi preferisce usarlo come un semplice assemblatore, è possibile collegarlo ai propri account di Flickr, YouTube, Picasa… anche Twitter o Facebook(*).

Ma rimando il giudizio finale dopo una prova un poco più approfondita.

(*) nel caso di Facebook e Twitter, è possibile inviare il “moment” creato sul proprio stream.

AGGIORNAMENTO 24/06/09: fine del test, il pezzo su thisMoment è su Mytech.

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E tu, leggeresti un libro sull’iPhone?

Stamattina mentre andavo in Redazione ho visto un uomo che leggeva sull’autobus. Non un quotidiano o un libro: un ebook via iPhone.
Quello sciocco pregiudizio che vorrebbe associare le nuove tecnologie ai più giovani mi ha fatta stupire del fatto che si trattasse di un uomo oltre alla sessantina.
Mi sembrava stesse utilizzando Stanza.
Qualche mese fa ho fatto un salto alla Redazione di PC Professionale per chiedere a un collega qualche parere sugli e-reader attualmente in commercio. La conversazione si è poi spostata su iPhone, da lui usato più che altro per leggere fiction in metropolitana. Sulle prime il suo entusiasmo mi è sembrato eccessivo: iPhone non è paragonabile a un dispositivo mirato alla lettura, ha uno schermo piccolo e retroilluminato… eppure mi sono incuriosita, e ho cercato di mettere in discussione la mia posizione iniziale.
E ci ho provato, scoprendo che leggere su iPhone è possibile e abbastanza comodo.
Facendo un setup iniziale dell’app si può scegliere secondo il proprio gusto il colore di sfondo, e la dimensione dei caratteri. Io uso dei toni caldi, un giallino per la pagina e un marrone scuro per il testo.
Certo, trovandomi a casa preferirei un dispositivo basato sull’e-ink o un libro di carta, ma mentre si è in giro è comodo e può essere gestito con una mano sola.
Mi vengono in mente le prime volte in cui incontravo persone con l’iPod. Nel giro di pochi anni si è talmente diffuso da passare inosservato.
E mi domando se un domani incontrare persone immerse nella lettura sui propri iPhone non diventerà sempre più frequente, o se nel frattempo il mercato degli e-reader non sarà diventato abbastanza maturo da entrare nella vita di ognuno di noi…