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Magnolia contro Ma.gnolia

Una settimana fa il servizio di social bookmarking Ma.gnolia si è riaffacciato online. Il creatore, Larry Halff, appare pieno di buoni intenti e promesse (tra cui backup su Amazon S3) dopo il clamoroso disastro dello scorso inverno quando ha perso tutti i dati degli utenti.

ma.gnolia contro magnoliaIl servizio non sembra però destinato ad avere una vita tranquilla. Poche ore fa Ma.gnolia ha fatto sapere sul blog di aver ricevuto una lettera dai tipi di Magnolia Americas. Questi reclamano l’uso esclusivo del nome per Magnolia, il loro pacchetto software di gestione contenuti scritto in Java.

È probabile che Ma.gnolia sia in giro da più tempo ma Halff potrebbe comunque scegliere di abbandonare l’uso del termine (o magari di abbreviarlo in Gnolia, mantenendo il dominio), perché molto restio a imbarcarsi in una causa che appare lunga e dispendiosa.

Si ringrazia Nicola “Koolinus” Losito per la segnalazione.

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YouTube/Warner, ecco l’annuncio

Ne parlavamo ieri in Mytech, in giornata è arrivata anche la conferma ufficiale: Warner Music Group torna su YouTube.

Warner era stata la prima tra le grandi etichette musicali a entrare in YouTube, sin dal 2006. Ma a fine 2008, con una mossa quasi suicida, volendo rinegoziare le condizioni economiche, aveva rimosso i propri contenuti musicali dal portale video di Google.

Si può dire che alla fine WMG l’abbia spuntata: non solo tornerà con “canali” video dedicati ai propri artisti: sarà la major stessa ad avere il controllo delle inserzioni pubblicitarie associate ai propri video. Già, in un capovolgimento del normale modello di business di YouTube, Warner venderà spazi pubblicitari associati ai suoi videoclip, YouTube/Google incasserà una percentuale non meglio specificata.

Un buon resoconto dell’accordo è reperibile sul come al solito informatissimo Billboard.

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Internet Explorer: prima e dopo la cura con Chrome Frame

Google ha rilasciato Chrome Frame, un plug-in open source che risolve alla radice la (poca) compatibilità di Internet Explorer con l’HTML 5 e gli standard web sostituendone il motore di rendering con uno proprio.

L’abbiamo subito messo alla prova sulla coreografica animazione audiovideo di 9elements, che sfrutta (tra le altre cose) i tag <audio> e <video> dell’HTML 5.

Ecco cosa mostra Internet Explorer 7 su Windows Vista:

Internet Explorer 7 Canvas Experiment

Ed ecco cosa mostra lo stesso browser dopo la cura con Chrome Frame (premettendo “cf:” all’url):

Internet Explorer 7 Canvas Experiment with Chrome Frame

Per tutti i dettagli rimando all’articolo pubblicato su Mytech.

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Le estensioni di “Firefox e C.”

Segnalo che è disponibile una nuova “Collection”, un raccolta di estensioni per Firefox.
Si intitola “Mytech – Firefox e C.” e raccoglie una serie di add-on prodotti direttamente da Mozilla e oggetto di articoli su Mytech.

AMO - Mytech - Firefox e C.

La raccolta è stata pensata per riunire, elencare e suggerire l’uso di alcune delle tecnologie e iniziative più interessanti in corso di sviluppo (o studio) per il browser open source, che talvolta si ritroveranno integrate nel programma, come successo con Geode e la geolocalizzazione.
Nella sua versione attuale contiene sette estensioni, tra cui Ubiquity, Snowl e JetPack.

p.s. Ricordo che registrandosi sul server di Mozilla e installando l’Add-on Collector è possibile -tra le altre cose- aggiungere la raccolta di Mytech ai preferiti e venire informati su modifiche e aggiunte.

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Flickr: arriva il software ufficiale per iPhone

App Store - official Flickr App (eq)Yahoo! ha reso disponibile attraverso iTunes Store un suo software nativo ufficiale per interagire con il servizio di fotohosting Flickr.

A dire il vero non è che ci fosse particolare penuria di strumenti per iPhone per caricare e visionare foto, anzi, ma dalle prime immagini il software sembra ben fatto ed è un segno, seppure tardivo, di attenzione di Yahoo! verso quella che si sta rivelando una delle macchine fotografiche più usate su Flickr .

Gli utenti italiani dovranno però pazientare ancora un po’.
Il software è per ora presente e scaricabile solo in alcuni App Store e l’Italia non rientra tra questi. Facendo una ricerca nello Store il programma non appare nei risultati e seguendo uno dei link diretti compare un messaggio di errore.

La tua richiesta non può essere evasa

Non appena sarà disponibile ufficialmente anche nel nostro paese non mancheremo di riparlarne e magari di metterlo alla prova e spiegarne il funzionamento.

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Una settimana con Snow Leopard – 32 e 64 bit

64bit_icon20090608Fermo restando che Mac OS X 10.6 è rivolto (e consigliabile) a tutti i possessori di Macintosh con processore Intel, vale la pena soffermarsi sulla questione dei 32 e i 64 bit che da settimane furoreggia su Internet.

Le prime generazioni di Macintosh dopo il passaggio a Intel montano infatti processori che non possono sfruttare appieno le potenzialità di Snow Leopard. Una nota tecnica dell’inizio dell’estate spiega agli utenti come verificare e informa che i Mac non a 64 bit sono quelli con Cpu Core Duo e Core Solo.

Facendo un po’ di ricerche è possibile stilare una lista dei Mac* con processore Intel non a 64 bit, che è composta da:

Ne verrebbe di conseguenza che tutti gli altri Mac Intel sono a 64 bit. In realtà la cosa non è così semplice e anche molti dei Mac successivi e parte di quelli recenti, come i MacBook (quelli senza il suffisso “Pro”) seppure a 64 bit pieni, non possono avviare il sistema in questa modalità.

Dalle informazioni rilasciate durante lo sviluppo di Snow Leopard si è scoperto che a partire con il kernel a 64 bit sono capaci solo gli iMac e i MacBook Pro 15″/17″ del 2008 e 2009, il Mac Pro del 2009 e gli Xserve del 2008 e 2009. Non solo: a avviarsi automaticamente con il kernel a 64 bit sono solo questi ultimi mentre per gli altri bisogna premere due tasti (il “6″ e il “4″) durante l’avvio.
La spiegazione più plausibile al momento è che manchino ancora driver a 64 bit, cosa che penalizzerebbe portatili e desktop. I server invece non hanno esigenze di questo tipo e al contrario sono quelli a poter godere maggiormente di uno dei principali vantaggi del kernel a 64 bit: gestire meglio grosse quantità di memoria.

Nel frattempo, anche se funzionante parzialmente a 64 bit, Snow Leopard è comunque un ulteriore miglioramento rispetto a Leopard e a seconda del Macintosh e delle sue possibilità, si adegua e quando può esegue parti di sistema e programmi a 64 bit. Aggiungiamo anche che, come da tradizione Apple, tutto questo in maniera trasparente e senza che l’utente si debba preoccupare a priori di acquistare installare (come per Windows) una versione o l’altra del sistema operativo.

uscsl15 Safari on Core DuoUn ottimo esempio di quanto scritto è l’esecuzione dei medesimi applicativi di Snow Leopard su Mac diversi.

Su un Macintosh con processore Core Duo i software vengono eseguiti solo ed esclusivamente a 32 bit ed appaiono nella lista dei processi attivi come “Intel” sotto la colonnina del tipo.
Sui Mac con processore Core 2 Duo, invece, i software se a 64 bit vengono sempre eseguiti come tali. L’utente può eventualmente scegliere, dalle informazioni, l’avvio a 32 bit con una casella da spuntare (casella che ovviamente assente sui Core Duo).
Su questi Mac i 64 bit convivono felicemente con i 32 e anzi questo miscuglio è sfruttato da Apple per implementare alcuni trucchi nelle ultime versioni dei programmi acclusi.

Questa combinazione di 32 e 64 bit è alla base della vantata “immunità dai crash” di Safari 4 sotto Snow Leopard.
Sul sito Apple si legge che

i crash in Mac OS X sono causati principalmente dai plug-in per il browser, perciò gli ingegneri Apple hanno riprogettato Safari in modo da farli eseguire separatamente: se un plug-in va in crash su una pagina web, Safari continua a funzionare.

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Come spiegato da John Siracusa Safari 4 in Snow Leopard separa l’esecuzione dei browser vero e proprio da quella dei plugin che girano a 32 bit. In questo modo è possibile, seppure in maniera meno pulita ed elegante di Chrome, proteggere il browser dal blocco a causa di Flash o Quick Time.

Chi volesse verificare (ed ha un Core 2 Duo) può puntare Safari 4 di Snow Leopard su YouTube o altro sito che fa uso di plug-in e poi controllare con Monitoraggio attività (Activity Monitor) l’elenco dei processi, magari filtrandoli usando Safari come parola chiave.

* ho escluso dalla lista la AppleTV perché -almeno ufficialmente- non è un Macintosh.

L’immagine “64 bit” è tratta da sito Apple.it ed è (c) Apple.