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Prova su strada MacBook 13″: sotto sforzo

A volte un’immagine vale più di tante parole.

MacBook sotto sforzo (con mela-tab)

Questa schermata, che su Flickr ha anche diverse note, è esemplificativa di ciò a cui è stato sottoposto il nuovo MacBook 13″ di policarbonato bianco nel tentativo di capirne l’affidabilità e i limiti e nella speranza di sentirne prima o poi azionarsi la ventola.
Ci sono riuscito solo dopo un’ora di tentativi ed aver lanciato tanti programmi e attività impegnative.

La ventola si è infine azionata quando è stata tolta l’alimentazione elettrica e il portatile, a batteria, con QuickTime ha iniziato la conversione un filmato da 600MB in un formato adatto all’iPhone e contemporaneamente il Finder effettuava uno svuotamento del cestino in modalità sicura (cioé con sovrascritture multiple).
Nel frattempo iTunes riproduceva musica, c’erano tre browser attivi, un DVD in riproduzione, Eudora (grazie a Rosetta) scaricava la posta, GarageBand mostrava una lezione, Skype e Adium erano aperti e tanto altro ancora.

Il risultato di tutto questo sforzo? Oltre al (lieve) ronzio della ventola, ho notato un leggero aumento del calore prodotto e una diminuzione della reattività del MacBook, sensibile ma non tale da renderlo inusabile.


Nota: questo articolo fa parte della “prova su strada” del nuovo MacBook 13″ bianco di ottobre 2009, gentilmente fornito da Apple Italia. Potete seguirne la pubblicazione sul blog di Mytech tramite il tag mb09pss mentre anteprime, approfondimenti ed altri dati utili sono inviati in tempo reale su Twitter, Friendfeed e Fickr.

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Prova su strada MacBook 13″: l’autonomia

Una delle caratteristiche più appetibili del nuovo MacBook 13″ bianco è la nuova batteria integrata che secondo Apple è “la batteria a maggior durata mai vista sui MacBook” . Non solo farebbe salire l’autonomia da 4,5 a “fino a 7 ore” ma dovrebbe anche garantire questi strabilianti risultati per un migliaio di cicli di ricarica, senza le costanti diminuzioni a cui gli utenti sono tristemente abituati.

overview_bucket2_20091020Per questo motivo, dopo aver parlato dell’aspetto, ergonomia e performance del portatile, è stata fatta una serie di verifiche pratiche dell’effettiva autonomia.

La prima prova è stata di un uso saltuario dalla sera del venerdì alla mattina del sabato. Risvegliato alle 19:13 dopo un breve tragitto con il portatile in sleep, con il WiFi e il Bluetooth spenti, la batteria è partita circa 5h e 30 minuti. Dopo due ore e mezza di gestione della posta (offline), videoscrittura con Word e organizzazione dei file è sceso a 3 ore e 26 minuti. Ha proseguito ad essere usato per un’altra mezz’ora e poi ancora per un paio d’ore prima di venire messo in stop per la notte, al termine della quale, la mattina era in “deep sleep”, ormai a secco. Risultato: circa cinque ore e mezza di utilizzo.

La seconda prova ha visto il MacBook perennemente online via connessione wireless ad un’ADSL. È stata effettuata dopo una ricalibrazione della batteria, che dopo tre cicli segnava una capacità massima di 5328 mAh.
Acceso il portatile (e il WiFi) alle 10:30 è stato usato quasi ininterrottamente sino alle alle 15:24 quando con otto minuti di autonomia residua (3%) ha mostrato l’avviso di essere agli sgoccioli e poco dopo è entrato in stato di sleep profondo. In queste cinque ore la connessione è rimasta sempre attiva, con trasferimento di file in background, e-mail, navigazione di siti web, instant messaging ed altro ancora.

La terza prova è stata effettuata con varie pause e in gran parte in viaggio in treno e poi a casa.
Svegliato il MacBook alle 15:52 con WiFi e Bluetooth spenti e luminosità del monitor a 1/4, mostrava un’autonomia di partenza molto alta che ha oscillato per un po’ tra le 7h 43m e 8h 21m e si è assestata sopra le otto ore dopo aver aumentato un po’ la luminosità.
Dopo due ore di lettura e scrittura email e gestione e riorganizzazione di file nel Finder la carica è scesa a 5h 13m (72%). Messo in sleep alle 18 e risvegliato alle 18:41 dopo altre due ore di lettura e scrittura mostrava di avere ancora 3h e 15m. Messo in sleep alle 21 è stato risvegliato alle 22:15 ed ha retto -connesso a Internet via ethernet- sino a mezzanotte. Anche questa volta il residuo di autonomia è svanito durante la notte passata in sleep. Il bilancio è di quasi sei ore.

L’ultima prova è stata svolta senza interruzioni, con schermo a 1/3. connessioni saltuarie ma tanti programmi aperti (ed in uso), musica, fotoritocco, videoscrittura, posta, Instant messaging, Skype, gestione dei file nel Finder ed altro ancora. Dopo aver staccato l’alimentazione a rete alle 16 sono arrivato alle 20:40 con circa 15 minuti di autonomia. Risultato: poco meno di cinque ore.

5h16mQuelle fatte e descritte sono ovviamente tutte prove opinabili, soggettive e personali e bisogna aspettarsi una durata che varia a seconda delle esigenze e delle abitudini dell’utente. Emerge abbastanza chiaramente che il nuovo MacBook 13″ (late 2009) ha effettivamente un’autonomia notevole, superiore non solo ai modelli precedenti con processori Intel e a volerla dire tutta anche a quella dei vecchi iBook e PowerBook 12″.

La batteria integrata forse non garantirà le sette ore con WiFi sbandierate da Apple ma regge almeno cinque ore reali anche in caso di uso intensivo della connessione. In modalità offline, poi, si può spingere oltre, arrivando a coprire agilmente (e produttivamente) un lungo viaggio, una giornata lavorativa, o una sortita all’aperto, liberi dal patema di dover interrompere dopo poche ore quanto si stava facendo e cercare al più presto una presa elettrica.


Nota: questo articolo fa parte della “prova su strada” del nuovo MacBook 13″ bianco di ottobre 2009, gentilmente fornito da Apple Italia. Potete seguirne la pubblicazione sul blog di Mytech tramite il tag mb09pss mentre anteprime, approfondimenti ed altri dati utili sono inviati in tempo reale su Twitter, Friendfeed e Fickr.

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Prova su strada MacBook 13″: impressioni d’uso

Design
Se si confronta il nuovo MacBook 13″ bianco con un MacBook 13″ di alluminio si nota che il design è identico, sin nei dettagli più minuti. Il materiale è policarbonato e non metallo ma angoli, forma e bordo del monitor, tastiera (che però è non retroilluminata) e trackpad sono esattamente gli stessi.

La combinazione della scocca Unibody, composta da meno elementi, e l’eliminazione dello scomparto a vista per la batteria hanno vari effetti. Rendeno il nuovo MacBook più elegante e sottile dei precedenti ma comunicano anche una sensazione di maggiore solidità. Il MacBook appare un notebook capace di sostenere sollecitazioni su base giornaliera, che era poi uno degli obiettivi di Apple nella progettazione.

MacBook nov 2009 - portsErgonomia
L’attacco del connettore MagSafe è diverso rispetto al passato ed è del tipo inaugurato sul MacBook Air, con lo spinotto che non sporge più dritto ma parallelo al corpo del computer. Questo rende il cavo talvolta un po’ scomodo da gestire ma al contempo assicura che l’alimentazione non si stacchi nel caso si usi il portatile seduti a gambe incrociate.

Molto apprezzabile è la scelta di Apple di non usare per il fondo la stessa plastica bianca e liscia del resto del notebook ma uno strato di materiale gommato, che fa maggiore attrito e rende il MacBook ben saldo su varie superfici di appoggio, anche se inclinate.

Performance
Stranamente, alimentato a batteria, il portatile è stato messo in difficoltà un paiod dall’editing in Word di Office 2008. Durante la revisione di una traduzione di circa duecento pagine (600k di documento in formato .doc) ci sono stati rallentamenti del passaggio al software Microsoft. Per il resto nessun problema invece con Safari, Firefox, Chrome, iTunes, Adium, Transmit, Transmission, iCal, Text Edit, Anteprima e persino Eudora, eseguito via l’emulazione trasparente di Rosetta (che mancava dallo Snow Leopard preinstallato ed è stata scaricata automaticamente da Internet).

Negli scorsi tre giorni il MacBook si è dimostrato affidabile e pronto all’uso nonostante i numerosi software sempre aperti e i tanti spostamenti lunghi e brevi, riposto in uno zaino senza protezioni rigide. Il risveglio è sempre stato immediato, la tastiera e trackpad precisi e le performance più che soddisfacenti.


Nota: questo articolo fa parte della “prova su strada” del nuovo MacBook 13″ bianco di ottobre 2009, gentilmente fornito da Apple Italia. Potete seguirne la pubblicazione sul blog di Mytech tramite il tag mb09pss mentre anteprime, approfondimenti ed altri dati utili sono inviati in tempo reale su Twitter, Friendfeed e Fickr.

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Geocities? Non è ancora chiuso

Geocities is  closingIeri, 26 ottobre, era la data stabilità da Yahoo! per la chiusura di Geocities. E difatti a visitare www.geocities.com si viene reindirizzati su una pagina che ricorda la scadenza.

Ad un rapido controllo, però, pare che il materiale ospitato dallo storico servizio sia ancora accessibile e integro.

C’è quindi ancora del tempo (qualche giorno o forse solo qualche ora) per affrettarsi e scaricare o salvare il possibile, non solo se avete una pagina sul sito ma anche se avete segnato nei bookmark* pagine o risorse utili archiviate su Geocities.

p.s. Nel caso usiate Delicious potete verificare tra i vostri preferiti usando come chiave di ricerca il dominio geocities.com

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MacBook, iMac e Magic Mouse… dal vivo

Apple Italia ha organizzato ieri un incontro a cui ha fornito l’occasione ad alcune testate di vedere, toccare e provare alcuni dei nuovi prodotti lanciati nei giorni scorsi.

Ecco di seguito qualche immagine ed impressione a caldo.

iMac 27" nov 2009

L’iMac da 27″ è effettivamente enorme e con il suo display lucido dà ovviamente il meglio di sè con video e immagini brillanti.

Appare ugualmente valido anche lo schermo del modello più piccolo, da 21,5 pollici e almeno a voce gli addetti di Apple hanno confermato che la tecnologia nei due usata è la stessa. La passata generazione invece usava due tipi di pannelli molto diversi per il 24″ e il 20″ e quest’ultimo era nettamente inferiore come resa cromatica.

Magic Mouse - side I due iMac erano dotati della tastiera di alluminio wireless e del nuovo Magic Mouse.

Osservato e provato per qualche minuto è parso abbastanza ergonomico e funzionale.
Interessanti alcuni dettagli non secondari tra cui il fatto che non tutta l’area superiore del mouse è attiva, ma solo la metà superiore. Inoltre la tecnologia Multi-Touch, seppure derivata da quella dell’iPhone non prevede l’uso di alcuni gesti come il “pinch” per ingrandire o ridurre lo zoom.

Molto positiva l’impressione del nuovo MacBook di policarbonato bianco il cui design arrotondato è molto felice sia a livello estetico che in azione, con un fondo gommato che ne rende più affidabile la posizione su superfici potenzialmente a rischio.

MacBook nov 2009

Ma di questo portatile e delle sue caratteristiche ne riparleremo nei prossimi giorni con una “prova su strada” che più che benchmark e test in laboratorio cercherà di verificarne potenza, autonomia e robustezza nell’uso quotidiano e durante gli spostamenti.

Nota: era in mostra anche uno dei nuovi Mac mini e più precisamente la versione server. Purtroppo non era acceso. L’unica operazione possibile è stata quella di esaminarlo e constatare che dimensioni e porte sul retro sono le stesse dei normali Mac mini: l’unica differenza che sa psento lo differenzia è l’assenza della fessura per l’unità ottica sul davanti.

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Google Wave is down

Cosa succede quando Google Wave non è disponibile?

Surf’s out, dude. Google Wave is down for maintenance. Time to chillax.

fail_google_wave

[Da friendfeed.com/google-wave/2e3287a9/fail-wave-surf-out-dude-google-is-down-for]