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Amanda Palmer, Twitter e la telefonata musicale a sorpresa

Sabato sera la cantautrice Amanda Palmer ha raccontato, “in diretta” sul suo account Twitter, di aver ricevuto una telefonata da un numero che non era nella sua rubrica.
Twitter - Amanda Palmer- someone not in my contactsQualcuno l’aveva chiamata per sbaglio e nei minuti seguenti la Palmer si è ritrovata ad ascoltare per telefono le prove di un gruppo musicale, anzi, come ha specificato, di un ottimo gruppo.

Dopo un po’ la telefonata è stata interrotta e la Palmer ha richiamato il numero misterioso ed ha scoperto che si trattava dei The Builders and The Butchers, che l’anno prima avevano aperto alcuni dei suoi spettacoli.

È tutto vero o è stata una mossa promozionale concordata?
Difficile rispondere ma di sicuro è stato un modo molto originale di far conoscere la band ad un pubblico un po’ più ampio o quantomeno di aumentare il numero dei loro follower su Twitter

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Un’occhiata a Chrome per Chrome OS

Qualche giorno fa è apparsa sui server di Google una release particolare di Chrome. È quella destinata all’uso con Chrome OS.

La directory ora è sparita ma secondo Adam Shannon che ha provato il browser su Ubuntu afferma che Chrome per Chrome OS è funzionalmente al passo con le altre versioni e supporta l’Html5 e la riproduzione di file multimediali Ogg ma è ancora molto instabile.

chrome for chrome os

In quanto all’aspetto, a guardare le immagini, l’edizione per Linux e quella per Chrome OS (anch’esso basato su Linux) sembrano differenziarsi solo lievemente. Nel secondo si nota un tema grafico con un gradiente sulla testata, un logo diverso e alcune icone e informazioni aggiuntive in alto a destra.

two chromes

Nota: Le schermate sono state realizzate da Adam Shannon e sono state rese di pubblico dominio.

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Qualche nota su Google Wave

Google Wave non è un sostituto dell’email o della chat: ibrida entrambi i sistemi fornendo aggiornamento in tempo reale ma dando un senso anche alla comunicazione in mancata presenza dei partecipanti.

Può essere una buona soluzione per il brainstorming e per la costruzione di progetti condivisi. I testi scritti non “appartengono” solo al singolo utente: possono essere rieditati da chiunque. Questo aspetto centralizza l’attenzione sul materiale più che sulla persona.

Anche la gestione dei contatti non si concentra sulla relazione tra gli utenti: la “rubrica” è unificata. Al momento non si possono creare liste distinte di persone (gruppo di lavoro, amici del calcetto…), ma è abilitata la creazione di ricerche mirate e cartelle. Anche questo aspetto mette in risalto la tipologia di contenuto.

La lista contatti si basa principalmente su Gmail e aggiunge automaticamente gli utenti Google con accesso a Wave alla nostra “rubrica”. Questo aspetto aiuta sicuramente i pochi utenti Wave attuali a trovare interlocutori, ma allo stesso tempo potrebbe generare non poco rumore nell’ipotesi in cui l’intera utenza Google attivasse un account Wave. Basti pensare agli spammer o alle email inviate in Cc a 20, 30, 40 destinatari.

Le extension promettono bene: immaginiamo di voler creare una Wave per organizzare un weekend con gli amici; si potrebbero aggiungere una mappa nella quale ogni partecipante costruisce gli itinerari, segnalare soluzioni e luoghi di interesse, inserire le previsioni del tempo… ed è solo un esempio, con la creazione di nuove extension mirate si apriranno scenari di qualunque tipo.

Di contro, in questo momento Wave sembra non trovare nessuna relazione con le altre applicazioni, tranne per quel che riguarda la condivisione di alcune informazioni del Profilo e di Gmail: per esempio non è disponibile nessuno stumento che permetta di esportare l’ideazione di un progetto nei Documenti, o un’opzione che permetta di salvare i file d’immagine su Picasa.

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Prendere in giro Apple? There’s an App for That

“There’s an app for that” è lo slogan che da mesi Apple usa per promuovere il suo iPhone, decantando l’enorme parco software disponibile sull’App Store. Qualsiasi esigenza voi abbiate, “c’è un programma apposta”.

Come i migliori slogan, però, si presta ad essere preso in giro. In passato si sono visti messaggi ironici qui e lì ma ora c’è un sito apposito, “App for that”, che raccoglie e pubblica frasi spiritose, assurde e talvolta anche satiriche tutte giocate, sul “c’è un programma apposta”.

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Tutte le prese in giro di “App for that” (che è pensato per essere fruito via iPhone) sono contribuite dai visitatori e sono votabili e segnalabili su vari servizi di social networking.
Volete aggiungere la vostra?
Accomodatevi: su ogni schermata, in basso, c’è un form apposta. ;-)

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Unicode e la corsa agli indirizzi abbreviati

Insieme alla creazione di abbreviatori “interni” di url web, un’altra interessante tendenza comparsa negli ultimi mesi è quella di sfruttare i caratteri Unicode per creare indirizzi memorabili.

Eccone tre esempi:

✪df.ws
È stato creato dall’opinionista John Gruber per abbreviare gli indirizzi del suo popolare sito web Daring Fireball, che ha appunto come logo (e favicon) una stella bianca a cinque punte in un cerchio.

♬.ws
Le due semicrome sono usate dal servizio Musebin.ws, che scandaglia i messaggi inviati su Twitter che parlano di musica e permette di fare ricerche in base a artisti e dischi.

➡.ws, ➨.ws, ➯.ws, ➔.ws, ➞.ws, ➽.ws, ➹.ws, ✩.ws, ✿.ws, ❥.ws, ›.ws
Questi (e probabilmente altri) caratteri a forma di freccia sono usati dall’abbreviatore TinyArro.ws, il cui nome significa… “freccetta”. Il servizio (raggiungibile anche tramite ta.gd) usa Unicode anche per la parte variabile, quella che viene dopo lo slash.

Attenzione, però: sono indubbiamente tutti indirizzi memorabili e d’impatto ma non sono necessariamente brevi e tantomeno scevri da problemi.
I simboli Unicode difatti possono finire per occupare più spazio di quello che sembra, per esempio su Twitter, e purtroppo non tutti i browser riescono ad interpretarli correttamente.

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Beppe Grillo & i pirati svedesi

Che c’entra il Piratpartiet svedese con il contestatore della scena politica nostrana per eccellenza, Beppe Grillo?
Certo, Grillo da anni fa uso (e con successo) di blog, siti, YouTube e dintorni per esprimere le proprie idee e dare spazio a discussioni di vario tipo.
Ma quella di qualche giorno fa è stata una discreta sorpresina.

“Buongiorno Milano e Teatro Smeraldo” – esordisce il vocione che prosegue però in inglese: “I’m Rick Falkvinge, founder and leader of the Swedish Pirate Party“. L’intervento video della durata di undici minuti, in uno degli eventi organizzati da Grillo (e ovviamente riproposto all’istante su Beppegrillo.it dove è reperibile la trascrizione in italiano) è reperibile in originale su YouTube).

Falkvinge esprime le sue posizioni facendo una rapida storia del copyright e del “monopolio sulla cultura e conoscenza”. Per lo svedese, controllo dell’informazione = controllo della cultura e della conoscenza e, di riflesso, potere politico. Ricorda l’atteggiamento della Chiesa Cattolica nel medioevo o quello diverso, ma mirato a raggiungere gli stessi scopi, del governo inglese nel XVI secolo. Le limitazioni alla libertà di stampa prima e nei secoli successivi i tentativi di “bloccare” e porre sotto controllo ogni nuovo mezzo d’informazione (giornali, radio, televisione via etere e satellitare).

Prosegue Falkvinge: “Qualcosa di estremamente interessante è successo negli ultimi 10 anni. Di colpo se fai parte dell’informazione sei automaticamente anche un editore che pubblica informazione e sei in grado di trasmettere a chiunque altro che voglia ricevere informazione. Questo non è mai successo. Se sei connesso a Internet puoi trasmettere ma anche ricevere. Sei un editore verso il mondo intero. E questo è molto pericoloso per chi oggi ha il vantaggio informativo.”

E ancora: “Non aspettare per l’autorizzazione di nessuno, non chiedere il permesso e non aspettare nessuno se vuoi pubblicare qualcosa. Se vuoi perorare una causa puoi farlo direttamente.” E riguardo alla recente vittoria alle Europee: L’ingresso del Partito dei Pirati nel Parlamento Europeo e il fatto che i nostri attivisti siano ora tra le 27 persone che stanno determinando il pacchetto telecom per il Parlamento Europeo ne è la prova. Non abbiamo usato i vecchi media e non ne abbiamo bisogno.”

Davvero curioso questo collegamento tra Grillo e la formazione svedese. I “grillini” pronti a confluire in un futuro “Partito Pirata” all’italiana? Chissà.