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I pensieri di Jobs

Tra le tante reazioni ai “pensieri su Flash” ce ne sono due che stravolgono contenuto e forma della lettera di Steve Jobs.

thought_on_flash_promo_20100427Mr Jalopy, sul suo blog, si dedica solitamente a ben altre manipolazione ma questa volta ha effettuato un trova e sostituisci di due parole (Adobe e Flash) dimostrando come molte delle accuse siano applicabili anche all’azienda di Cupertino.

Ecco il risultato migliore dell’esperimento di Mr. Jalopy, un paragrafo che (purtroppo) fila abbastanza:

Apple’s closed products are 100% proprietary. They are only available from Apple, and Apple has sole authority as to their future enhancement, pricing, etc. While Apple’s closed products are widely available, this does not mean they are open, since they are controlled entirely by Apple and available only from Apple. By almost any definition, closed is a closed system.

Di contro un impiegato di Tumblr ha ripubblicato i “Thoughts on Flash”… in Flash.
Oltre all’ironia dell’operazione c’è una nota amara nelle quale si legge che durante la conversione il programma usato, Adobe Flash CS4, è andato in crash ben due volte.

L’immagine è tratta dalla homepage di Apple.com ed è “courtesy of Apple”.

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iPad: impressioni d’uso (2)

Dai pochi minuti passati a provare l’iPad emerge chiaramente un concetto fondamentale: dopo la spinta iniziale il suo futuro si giocherà tutto sul software.

Più che questione di potenza o connettività o qualità dello schermo è una questione di come gli sviluppatori ed Apple stessa sapranno ripensare e far evolvere quanto fatto sinora con l’iPhone OS per permetterci di fruire, produrre ed elaborare contenuti.

Già ora, poche settimane dopo l’uscita, l’iPad non è semplicemente “un iPod touch gigante” come è stato ironicamente definito poco dopo la presentazione. La maggiore dimensione dello schermo lo rende più godibile e facile nell’uso e realizza il potenziale di molte idee che in 480×320 pixel stavano decisamente strette.

In questi giorni Cnet News ha messo online un confronto degli stessi software nelle versioni per iPhone e iPad. Nell’introduzione alla gallery si avverte che non necessariamente la versione per iPad è la migliore, anzi. Ci sono però alcuni casi in cui l’esperienza d’uso è “drammaticamente differente”.

Demo iPad a Tech-itÈ evidente come questo valga anzitutto per i giochi o per la navigazione con Safari. Un altro esempio sono le applicazioni musicali che ripropongono sul display pianoforti e tastiere, finalmente suonabili senza troppe contorsioni. Certo, i tasti sono ancora piccoli e non c’è feedback tattile ma -per dirne una- si possono fare decentemente accordi e anche le scale (sì, ho provato).

Ma lo spazio in più va sfruttato ovunque, anche in programmi di produttività personale. Mi riferisco alle interfacce di MobileMail e di Notes, che su iPad accorpano comandi e informazioni che sull’iPhone sono altrove. E lo fanno intelligentemente: gli elenchi di messaggi o di note compaiono a schermo quando il tablet è in orizzontale e si nascondono, diventando menù a comparsa quando si ruota l’iPad in posizione verticale.

Per certi versi è un bene che l’iPad in Italia arrivi due mesi dopo. A fronte della frustrazione di alcuni geek impazienti il grosso del pubblico si ritroverà con un dispositivo il cui valore e utilità sarà probabilmente maggiore grazie alle app rilasciate nel frattempo. A patto però che siano state (ri)pensate e non solo adattate all’iPad.

Si ringrazia lo staff di Tech-it e Federico Giacanelli

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Opera 10.52: e su Linux?

Dopo la versione per Windows, Opera 10.52 è finalmente disponibile anche per Macintosh. Gli utenti Linux sono invece ancora fermi alla 10.10 e dovranno attendere ancora un po’. Sì, ma quanto?

L’indicazione migliore sui tempi di rilascio viene dalla timeline grafica che Opera riporta sul suo sito web e che riporto anche qui:

opera1052-timeline

Nell’immagine si vedono le uscite di Windows e Mac, rispettivamente a inizio marzo e fine aprile.
L’appuntamento con la “final” di Opera 10.52 per Linux sembra invece fissato per la fine di maggio.

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iPad: impressioni d’uso (1)

Lo scorso fine settimana ho potuto finalmente vedere dal vivo l’iPad e fare una breve prova d’uso.

L’occasione è stata fornita dal rivenditore bolognese Tech-it che ha organizzato un incontro pubblico informale tutto dedicato al tablet di Apple, di cui erano presenti due esemplari. Dopo una presentazione + demo è stato possibile mettere le mani sui dispositivi e interagire con l’interfaccia e i software installati (tra cui alcune app della suite iWork).

Ho quindi potuto farmi una prima impressione che condivido ma che mi riprometto di approfondire e verificare più avanti quando il prodotto sarà finalmente disponibile in Italia

A livello di design l’iPad è sottile ed elegante e appare più simile al primo modello di iPhone (quello del 2007) che alle evoluzioni seguenti, grazie al il suo retro di metallo satinato.

È sorprendentemente piccolo: più piccolo di quello che sembra nelle immagini promozionali di Apple. È un po’ merito delle dimensioni effettivamente ridotte (24 x 19 cm) ma anche della cornice nera attorno allo schermo che fa concentrare l’attenzione solo sulla parte “viva” del dispositivo, lo schermo.

App Store - app per iPad e iPhoneUna volta acceso, o risvegliato, i suoi 9,7 pollici di schermo, attraggono tutta l’attenzione dell’utente con colori vivi e brillanti. C’è però qualche riflesso di troppo, a causa del trattamento lucido che sembra notarsi molto di più che sui più piccoli iPhone e iPod touch.

La cosa più strabiliante però, soprattutto per chi come il sottoscritto ha un vecchio iPhone, è la risposta ai comandi.
Non è solo marketing: l’iPad è veloce e reattivo. Estremamente veloce e reattivo.
Le app si lanciano e caricano in pochi istanti, l’elaborazione è quasi priva di pause e anche la pressione del tasto Home ha effetto immediato.

Ecco di seguito un breve filmato in cui si vede l’avvio di Safari su iPad, il caricamento della home del sito web Apple.com (notoriamente abbastanza pesante) e il passaggio ad altre pagine aperte, tramite la griglia di anteprime.

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Gestione intelligente delle schede video anche per i vecchi MacBook Pro?

Uno delle caratteristiche più raffinate e utili dei nuovi MacBook Pro da 15″ e 17″ dell’aprile 2010 è la nuova gestione della doppia scheda video.

Apple non forza più come in passato gli utenti ad un logout per impostare una o l’altra scheda ma è il sistema a decidere quale processore grafico utilizzare per ogni applicazione a seconda delle esigenze, spegnendo inoltre quando possibile la scheda integrata.

Il sito web iFixit ha disassemblato un esemplare di MacBook Pro 15″ e una delle sequenze di immagini e didascalie pubblicate è dedicata proprio ai nuovi chip grafici e ciò che c’è attorno.

dyrmayhqgwubeniwstandardOltre alle GPU Intel HD Graphics e Nvidia GeForce 330M, sulla scheda madre del portatile è stata evidenziata la presenza di un altro integrato, l’Intel BD82HM55 S LGZS Platform Controller Hub, che secondo iFixit potrebbe essere delegato a gestire il passaggio tra una GPU e l’altra.

Un lettore però corregge scrivendo che si tratta di un controller dell’input/output (USB, Pcie SATA, ecc.) e le componenti che gestiscono la parte video sono invece sul retro, dove c’è uno switch NXP DisplayPort e un chip Lattice programmabile.

Il commento prosegue facendo notare che questi chip sembrano essere gli stessi impiegati sulla precedente generazione di MacBook Pro che avevano la Nvidia 9400M e la 9600GT. Se davvero è così non è da escludere che sia possibile estendere la nuova gestione intelligente delle schede video anche ai modelli del 2009, magari con un aggiornamento software.

Immagine tratta da iFixit.

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Opera Mini per iPhone: trova le differenze

Ecco la pagina http://my.opera.com/community/countup/ in data 24 marzo 2010:

Time since Opera Mini was submitted

Ecco la stessa pagina a partire dalla scorsa notte:

Time after which Opera Mini was approved

Sì, Apple ha approvato Opera Mini per iPhone e il browser, da alcune ore, è disponibile anche sull’App Store italiano.