Secondo lo scrittore Fabrizio Venerandi

“Nel momento che apple ha la forza di fare un prodotto di qualità e di massa, lo fa utilizzando tutta una serie di strumenti che mi preoccupano: l’uso in forza di DRM, di controllo dei contenuti, di strumenti per la reclame all’interno delle applicazioni, di store unico che censura le iApp che posso installare sulla mia device… con iPad posso fare molte cose facilmente, ma sono molte di più quelle che non potrò mai fare.”

lamerotanti-caffettieraDurante il fine settimana Venerandi, che è un utente Mac di lunga data, ha pubblicato un lungo intervento su Tevac, intitolato “iPad o Apple ][+?”.

Pur specificando che l’iPad si rivolge a un pubblico in cui non si riconosce non riesce a fare me di far notare che “la filosofia che sta dietro a questo nuovo approccio al computing è una filosofia che ha delle grosse ombre”.

In questo sembra concordare con le critiche fatte da Cory Doctorow all’iPad (le avrà lette?) quale strumento fortemente limitato da Apple e pensato perlopiù per consumare invece che per creare.

Secondo Venerandi “togliere l’esperienza della programmazione a chi utilizza il computer sia un po’ come pensare che chi legge possa anche non conoscere l’italiano” e nel nuovo tablet di Apple “la libertà del fare ‘assoluta’ viene rimossa in favore del poter fare ‘alcune cose’, facilmente.”

L’immagine è tratta da Lame Rotanti, blog collettivo a cui Venerandi partecipa.


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