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Ecco la nuova t-shirt di Mozilla: è riservata a chi sostiene il web aperto

adopt_mozilla_tshirt_largeIl concorso è stato lanciato a marzo, a fine aprile è stato decretato il vincitore e a giugno ecco finalmente la t-shirt 2010 di Mozilla.

La maglietta, però, non è acquistabile da chiunque nello Store di Mozilla ma è riservata solo a chi effettua donazioni per finanziare l’Open Web Fund di Drumbeat.

Per la precisione è necessario versare almeno 75 dollari dopo di che si può indossare con orgoglio il simpatico dinosaurino disegnato da foxyboy che incoraggia a adottare Mozilla e i suoi progetti per un web aperto e libero.

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Apple e Cisco fanno il bis: accordo per il nome di iOS

iOS è il nuovo nome scelto da Apple per il sistema operativo sinora noto come iPhone OS.
image_20100607Peccato che anche questo nome, come quello di iPhone vada a scontrarsi con un marchio registrato di Cisco.

Il nome iOS, che sta per “Internetwork Operating System” è infatti usato (e conosciuto) da anni quale sistema operativo di router, switch e altre attrezzature di rete di Cisco.

Nuovo scontro in arrivo? No, questa volta l’accordo tra le due aziende è già pronto.

In uno stringato comunicato si legge infatti che

“Cisco ha acconsentito a concedere la licenza del marchio iOS a Apple per l’utilizzo come nome del sistema operativo di Apple per iPhone, iPod touch e iPad. La licenza è solo per l’uso del marchio e non include alcuna tecnologia.”

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Apple: ecco cosa può fare l’HTML5

Dopo il botta e risposta con Adobe a base di proclami Apple sembra voler dimostrare con i fatti che audio, video, animazioni, tipografia avanzata e animazioni non sono una prerogativa di Flash.

Apple HTML5 ShowcaseSul sito web dell’azienda di Cupertino è comparsa una nuova sezione, dedicata intitolata “HTML5 and web standards” da cui si può passare a vedere varie demo.

Sono esempi pratici di cosa è possibile fare con le nuove evoluzioni degli standard del web, corredati di descrizioni delle tecniche usate e link a guide e risorse tecniche per studiarle e implementarle.

Lo showcase non è solo un attacco a Flash ma anche soprattutto un nuovo modo per promuovere le proprie offerte.

Le dimostrazioni sono chiamate “Safari Technology Demos” e nel testo di presentazione si legge infatti che “dimostrano come le ultime versioni del browser Safari di Apple, i nuovi Mac e i nuovi dispositivi mobile di Apple supportino tutti quanti le capacità di HTML5, CSS3 e JavaScript” specificando che “non tutti i browser offrono questo supporto”.

Aggiornamento
Sembra che nelle demo ci sia molto poco dell’HTML5 e che Apple abbia scelto di impedire l’accesso agli altri browser, anche se sono altrettanto o più avanzati di Safari nel supporto agli standard del web.
Come evidenzia un addetto di Opera, Apple ha scelto CSS3 specifici per il proprio browser e per gli esempi video e audio HTML5 i formati coperti da brevetti.

Si ringrazia Nicola Losito per la segnalazione.

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Prova MacBook maggio 2010: l’autonomia

Dato che esternamente non c’è nulla di nuovo il modo migliore per distinguere il nuovo MacBook dal modello precedente è quello di accenderlo e usarlo. MacBook 13" stima iniziale dell'autonomiaE notare subito il suo punto di forza: l’eccezionale autonomia della batteria integrata.

Disinserita l’alimentazione a rete, in alto a destra dove Mac OS X indica la carica residua, compaiono cifre che superano ampiamente quelle del MacBook dello scorso ottobre e aprono nuove e stimolanti prospettive per l’uso in mobility.

MacBook 13" stima corretta dell'autonomia La prima prova dell’autonomia è stata rivelatoria. Connesso a Internet via WiFi, con il Bluetooth spento e la luminosità a metà la batteria ha offerto più di otto ore di utilizzo ininterrotto per posta, navigazione, videoscrittura, installazione di software da CD/DVD, Terminale ascolto di musica.

Con un uso più intensivo l’autonomia scende leggermente, anche se non troppo. Durante la seconda prova Cpu e Gpu (ma anche il disco) sono stati messi un po’ più sotto sforzo usando software di grafica, aprendo e chiudendo programmi per fare dei test, importando alcuni CD in iTunes e soprattutto utilizzando altri sistemi operativi (perlopiù Ubuntu Linux) virtualizzati. Il risultato è che anche con un uso poco morigerato la batteria garantisce circa sette ore reali di autonomia.

La terza prova, che intendo ripetere prima di riconsegnare il portatile, è stata effettuata usando il MacBook senza alcun tipo connettività. Difficile effettuare un computo esatto al minuto ma nel giro di tre giorni ha totalizzato circa nove ore. In treno ha fatto tre ore abbondanti all’andata e altre tre ore al ritorno. Dopo una pausa (in sleep) di due giorni è stato risvegliato e usato per altre tre ore, durante le quali ha anche sincronizzato e ricaricato per un po’ un iPad.

100522_0162.JPGQuelle fatte e descritte sono prove opinabili e personali ma ritengo sia innegabile che Apple, con i suoi ultimi portatili, abbia l’asticella dell’autonomia molto in alto, verso quelle dieci ore che vanta nelle descrizioni.

Passare da 5-6 ore (reali) alle attuali 7-9 ore (reali) vuole dire poter portare con sé il computer e lasciare a casa l’alimentatore. Portarsi dietro non un netbook con schermo minuscolo ma un portatile dotato di un processore potente, uno schermo a 13 pollici e una tastiera di dimensioni normali: da usare in tutta tranquillità come meglio si ritiene per una giornata intera.


Nota: questo articolo fa parte della prova del nuovo MacBook 13″ bianco rilasciato nel maggio 2010 e gentilmente fornito da Apple Italia. Potete seguirne la pubblicazione sul blog di Mytech tramite il tag pmbb0510 mentre foto, schermate, impressioni ed altri dati sono inviati in tempo reale su Twitter, Friendfeed e Flickr.

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Per chi vuole provare Firefox a 64bit per Windows…

…ecco alcune informazioni tecniche aggiuntive su requisiti, limiti e coordinate utili.
Sono fornite da Armen Zambrano, che cura le build del browser in versione a 64bit per Windows, per ora rivolte a chi vuole collaborare sviluppando, effettuando test o segnalando bug.

windows-64-bitPer riuscire a usare Firefox (o meglio Minefield) a 64 bit per Windows è necessario avere installato Visual Studio oppure il “Microsoft Visual C++ 2010 Redistributable Package (x64)”.
In caso contrario il browser non partirà lamentando l’assenza di una libreria, MSVCR100.dll.

C’è poi un secondo avvertimento, relativo a Flash. Flash a 64 bit per ora esiste solo per Linux e per Windows non c’è, così come non c’è per Macintosh (e difatti si usa la versione a 32 bit).
Per ora niente intro, animazioni, servizi e video online realizzati con la tecnologia di Adobe.

Altre informazioni utili come le fonti per i download, la configurazione del computer su cui vengono fatte le build e una lista dei bug sono su un wiki su mozilla.org.

La schermata di Minefield è tratta dal blog di Armen Zambrano.