1

Apple Store di Roma: proteste dei dipendenti

Gli addetti del primo negozio di Apple in territorio italiano sono insoddisfatti e fanno sentire la loro voce in una giornata speciale.

Secondo il sito iSpazio venerdì scorso, giorno della messa in vendita dell’iPhone 4S, presso l’Apple Store di Roma:

alcuni dipendenti Apple sono entrati in sciopero ed hanno avviato una manifestazione abbastanza vistosa.

Ecco di seguito due filmati in cui si vede la protesta nel centro commerciale sede del negozio e si sente il rappresentante riassumere quanto successo e spiegare le richieste del personale, che si possono leggere più in dettaglio online.

1

Ecco Google+ Ripples

Arriva un nuovo strumento per scoprire come si propaga la condivisione dei post sul social network di Google.

Si chiama Ripples ed è una nuova voce disponibile nel menù su qualsiasi post pubblico su Google+, non solo quelli propri. Selezionandola si ottiene una schermata che mostra un grafico interattivo della propagazione della condivisione di quel contenuto tra gli utenti del servizio, i loro commenti e informazioni sugli utenti più attivi e influenti insieme ad altre statistiche.

Ecco di seguito una schermata della condivisione dell’annuncio della funzione:

L’utilità della funzione è legata direttamente alla diffusione del messaggio. L’esempio ufficiale utilizzato è un post dall’account del Dalai Lama in cui si può vedere il ruolo avuto da Sergey Brin e da Vic Gundotra, responsabile di Google+, nel ricondividere il contenuto del leader spirituale tibetano.

0

Ricerche su Internet: l’Alfred di Batman è al vostro servizio

Per fare pubblicità al nuovo videogame “Batman: Arkham City”, DC Comics e Waner Bros hanno reso disponibile un curioso motore di ricerca.

Puntando il browser all’indirizzo alfredatyourservice.co.uk si viene accolti dal maggiordomo di Bruce Wayne (alter ego di Batman), pronto a servirvi i risultati delle vostre ricerche sul web.


Dall’aspetto (notare l’icona di ricerca) e dai risultati, questo Alfred Pennyworth online sembra essere basato sul Bing di Microsoft.

0

Tutto ciò che c’è da sapere sul Galaxy Nexus…

È in un “micro sito web” realizzato da Google per presentare e spiegare le caratteristiche del nuovo telefono “ammiraglia” e della quarta versione di Android, Ice Cream Sandwich.

Più che un sito web si tratta di una presentazione online, raggiungibile all’indirizzo www.google.com/nexus/, con una serie di schermate (con tanto di transizioni) sul face unlock, le nuove funzioni di condivisione, la connettività 4G e la fotocamera del Galaxy Nexus (in grado di creare foto panoramiche) e altro ancora.

Galaxy Nexus microsite

Lo stile usato ricorda molto quello impiegato qualche mese fa per illustrare le caratteristiche dei ChromeBook, i portatili con l’altro sistema operativo di Google, Chrome OS.

1

Delicious: finalmente torna la privacy?

Gli sviluppatori di AVOS affermano di aver corretto una delle defaillance più inquietanti presenti nella nuova versione del servizio di bookmarking. Ma la realtà è ben diversa.

In “Dieci cose che non vanno nel “nuovo” Delicious” avevo segnalato che purtroppo dopo il “redesign” i bookmark sono salvati subito e sono pubblici e più precisamente che

quando si usa la bookmarklet non è possibile cambiare idea sull’aggiunta o impostare subito un link come privato. Delicious salva immediatamente l’url e permette solo in seguito che venga impostato come privato o eliminato.

Un aggiornamento di ieri sul blog delicious beta status sembrerebbe aver finalmente risolto il problema. Come si legge nel breve post, sarebbe stato implementato (o meglio ripristinato) “un sistema di salvataggio dei link in due passaggi”, che “fornisce una migliore protezione della privacy”, oltre a rendere possibile la modifica dell’url che si sta salvando.

Dalle prove fatte, però, anche se c’è una nuova interfaccia di aggiunta e modifica dei bookmark, Delicious continua a salvare tutti gli indirizzi immediatamente e in maniera pubblica, senza attendere le scelte dell’utente, nello specifico la casella “make this link private”. Per ora vale l’avvertimento dato nell’articolo su Mytech: “Fate attenzione a ciò che salvate perché potrebbe essere visto da chiunque, condiviso e/o ripubblicato.”

Nota: l’immagine è tratta dal blog status.delicious.com.

0

iCloud è pronto: voi lo siete?

Il servizio di dati “nella nuvola” di Apple è finalmente pronto e chiunque ha un Apple ID può accedervi. Ma senza avere il sistema operativo richiesto c’è davvero poco da fare.

Ecco la schermata di accesso di iCloud.

Una volta fatto login con un Apple ID (ad esempio l’account di iTunes/App Store) viene chiesto quale lingua si vuole utilizzare sul servizio.

Purtroppo delle cinque funzioni offerte quattro richiedono Mac OS X 10.7, Lion, e iOS 5 (in arrivo tra poco). Senza di questi l’unica feature utilizzabile è Find my iPhone, per localizzare dal Mac un dispositivo iOS (iPhone o altro) perso o rubato.