Google Wave non è un sostituto dell’email o della chat: ibrida entrambi i sistemi fornendo aggiornamento in tempo reale ma dando un senso anche alla comunicazione in mancata presenza dei partecipanti.
Può essere una buona soluzione per il brainstorming e per la costruzione di progetti condivisi. I testi scritti non “appartengono” solo al singolo utente: possono essere rieditati da chiunque. Questo aspetto centralizza l’attenzione sul materiale più che sulla persona.
Anche la gestione dei contatti non si concentra sulla relazione tra gli utenti: la “rubrica” è unificata. Al momento non si possono creare liste distinte di persone (gruppo di lavoro, amici del calcetto…), ma è abilitata la creazione di ricerche mirate e cartelle. Anche questo aspetto mette in risalto la tipologia di contenuto.
La lista contatti si basa principalmente su Gmail e aggiunge automaticamente gli utenti Google con accesso a Wave alla nostra “rubrica”. Questo aspetto aiuta sicuramente i pochi utenti Wave attuali a trovare interlocutori, ma allo stesso tempo potrebbe generare non poco rumore nell’ipotesi in cui l’intera utenza Google attivasse un account Wave. Basti pensare agli spammer o alle email inviate in Cc a 20, 30, 40 destinatari.
Le extension promettono bene: immaginiamo di voler creare una Wave per organizzare un weekend con gli amici; si potrebbero aggiungere una mappa nella quale ogni partecipante costruisce gli itinerari, segnalare soluzioni e luoghi di interesse, inserire le previsioni del tempo… ed è solo un esempio, con la creazione di nuove extension mirate si apriranno scenari di qualunque tipo.
Di contro, in questo momento Wave sembra non trovare nessuna relazione con le altre applicazioni, tranne per quel che riguarda la condivisione di alcune informazioni del Profilo e di Gmail: per esempio non è disponibile nessuno stumento che permetta di esportare l’ideazione di un progetto nei Documenti, o un’opzione che permetta di salvare i file d’immagine su Picasa.