“Già, proprio tu. Che controlli l’età dell’informazione. Benvenuti nel tuo mondo”. E’ così che il Time introduce la sua consueta copertina dedicata alla persona dell’anno.
Fin troppo prevedibile, è stato detto da più parti, che il personaggio venisse pescato quest’anno nell’era digitale, dato il rumore che per tutto il 2006 l’ha insonorizzata.
Meno scontato il fatto che sulla cover del più atteso numero del magazine ci finisse un Pc con il monitor grigio e al suo interno la scritta “You” a tutta pagina: un tu indistinto, generico, da lasciare alla libera identificazione di chi legge.
Certo, potevano fare meglio, i signori grafici di Time, nell’illustrare il concetto del “sei tu” (meglio hanno fatto i web editor dell’online con la carrellata di illustri Web sconosciuti che si avvicendano nel display). Certo, potevano fare meglio anche i redattori del dossier, rimasti un po’ imbrigliati nella retorica dell’articolo di copertina. Certo potevano fare anche molto meglio le teste pensanti del magazine, poiché l’omaggio non brilla di certo quanto a tempestività.
Ma in questa circostanza, forse vale la pena di fare qualche pulce in meno e soffermarsi su un riconoscimento sacrosanto per chi ha saputo cambiare davvero la Rete, trasformando la sua staticità in una dinamica conversazione