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Un blog da “dietro le quinte”

Dopo alcuni giorni di lotta dura alle prese con altro, torna il blog. Con l’idea di essere un po’ diverso da prima.
Dovrebbe insomma diventare una sorta di “dietro le quinte” di quel che succede a Mytech e intorno e nelle strade a noi vicine (lo hanno fatto, tra gli altri, da poco, quelli dell’Economist, quindi abbiamo un altro bel modello).
Per noi si tratterebbe non solo di parlare delle idee che ci frullano in testa o dei progetti, ma anche, più semplicemente, delle cose che succedono o degli eventi tech (e mondano-tech) cui partecipiamo.
Buona parte degli argomenti di cui si leggeva qui, ora sarà su http://mytech.it/web / o su http://mytech.it/digitale/.
Ovviamente l’idea è che questo sia anche il luogo dove i lettori ci lasciano le loro idee e i giudizi…

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Mytech si trasforma (ancora qualche giorno)

Dunque, cominciamo col dire che fra qualche giorno cambieranno parecchie cose su Mytech: diventerà una cosa molto diversa da quella attuale (beh era ora, in effetti).
Alcuni geniacci (Bunker e LinkIt) stanno lavorando su una versione tutta nostra di Django, su una grafica tutta nuova e coraggiosa e ci regaleranno un ambiente dove ci metteremo il nuovo di Mytech (ma ci troveremo anche tutto il vecchio).
Nuova articolazione dei temi trattati e una struttura più simile a una rete aperta: argomenti che ci aspetta di trovare e altri che invece magari sorprenderanno. E altri che entreranno, portati dal grande ecosistema della blogosfera. Con calma, un passo alla volta.
Non si vedrà tutto subito. Molte delle cose di cui si è occupato questo blog finiranno in un vero (mini) sito dentro Mytech e il blog diventerà uno spazio diverso: diciamo che questo blog diventerà lo spazio per mostrare le nostre fissazioni e idiosincrasie; per accennare ai progetti che abbiamo e a quelli che vorremmo avere. Per parlare di utopie, ossessioni e anche qualche OT.
Magari anche per mostarre che ci sono delle persone dentro e attorno alla redazione; per far vedere le nostre facce e dove lavoriamo…
un pezzo di mytech ;)

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Per i siti della long tail buone notizie anche in fatto di pubblicità?

“The Long Tail” (Chris Anderson) continua a generare argomenti e temi di discussione (tra l’altro in questi giorni se ne sta occupando con una certa attenzione Reuters). Fra gli spunti più interessanti che partono dalla teoria di Anderson, un post di Keith Teare su Edgeio la scorsa settimana.
Si occupa di traffico internet e di ricavi  (soprattutto pubblicitari).
Di fronte alla “long tail” dei siti internet (tra l’altro Teare ha un modo simpatico e efficace per rappresentare graficamente come si è modificato il panorama del traffico negli ultimi anni: le immagini dei monti che ho incollato qui sotto) ci ricorda che non solo il peso relativo dei portali, per quanto riguarda il traffico, si è ridotto, a favore di una grande quantità di piccoli siti, ma che questo dovrebbe avere conseguenze significative sugli introiti pubblicitari.

Viene citato il caso di TechCrunch le cui fortune in fatto di ricavi sono state raccontate la scorsa settimana dal San Francisco Chronicle; ma soprattutto si sostiene che per i siti che stanno nella long tail (che per la verità Teare chiama “colline” contrapposte alle “montagne” dei grandi portali) le prospettive pubblicitarie sono ottime, che ci sono inserzionisti pronti a competere per il traffico di questi piccoli siti.
Fondamentale, viene suggerito, non accontentarsi di quello  che possono fare piattafornme generiche di adv come quella di Google e come la nuovissima Panama di Yahoo. Le idee creative ed efficaci per attrarre la pubblicità dovranno arrivare dagli editori dei siti della long tail; il ritmo della gara non dovrà essere dunque dettato dagli intermediari. Alla pubblicità interessa il target selezionato di ciascun sito.
Speriamo sia vero.
Questa l’evoluzione della situazione traffico Internet negli ultimi anni secondo Edgeio.

The first picture is a rough depiction of Internet traffic before the flattening

2004 and all that

The second picture is a rough depiction of today – with the mountains still evident, but much less so

The rise of the foothills

The third picture is where these trends are leading. To a flatter world of more evenly disributed traffic.

The future pattern of web traffic

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Le Web 3 dove sei?

Ci aspettiamo parecchio da Le Web3 in corso a Parigi. Purtroppo pare che non si riesca a usare la rete che a momenti. Quindi per ora nulla dal nostro inviato. Su Flickr il tag Leweb3 ha, comunque, parecchie foto. Possiamo, intanto guardare quelle.

Robinhamman su Flickr – un’immagine di Dave Sifry di Technorati, sul palco

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Foto e video degli utenti per Reuters e Yahoo

Domani prende il via You Witness News, il servizio di Yahoo – in collaborazione con Reuters – che dovrebbe permettere agli utenti di “coprire” avvenimenti importanti attraverso foto e video. Un’altra apertura di credito allo user generated content. Nel lancio di Reuters, si dice che Yahoo e Reuters stanno lavorando a un modo per pagare chi invia il materiale se questo verrà ceduto in syndication ad altri organi di stampa. Chissà se vedremo mai questo piano per compensare gli utenti/autori.
Come è stato scritto alcuni giorni fa su questo blog: il compenso negato allo user generated content potrebbe essere la vera questione - etica ma anche operativa – del citizen journalism: basterà stimolare l’orgoglio dell’utente a vedersi pubblicato? Quando verrà il momento in cui i profitti generati dallo ugc indurranno i lettori/autori a chiedere di partecipare, almeno un po’, alla divisione della posta di questo bel gioco?

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I viaggi del Guardian

Il Guardian ha rinnovato il sito dedicato ai viaggi. Travel, ora valorizza di più i consigli e le esperienze raccontate dai lettori. Più spazio alle foto e alla ricerca e navigazione per temi, con un grande uso dei tag. Secondo Editors Weblog è una indicazione ulteriore di come i siti di informazione tendano a comporsi di una serie di siti quasi autonomi e specializzati.