Diciamolo, il facsimile è uno strumento obsoleto. Diventa drammaticamente obsoleto se viene utilizzato per permettere di accedere a strumenti e spazi altamente innovativi, come i nomi a dominio. Per questo è cosa buona e giusta sostenere l’iniziativa: Cambia le procedure del Nic – Stop al Fax (Protestiamo affinchè vengano modificate le assurde procedure burocratiche per la registrazione e il trasferimento dei domini .it).
Le parole chiave da questa edizione di Le Web 3: giovani, giovani generazioni di lettori, giovani generazioni di manager o comunque di persone che possono condizionare le decisioni delle aziende, anche quelle della old economy. Questo è certamente l’aspetto più interessante di questi due giorni, che per altri versi sono stati invece piuttosto deludenti. Il protagonismo di Loic Le Meur era già noto, ma in questo caso ha probabilmente superato il limite trasformando una due giorni geek in una due giorni molto orientata ai media, nel senso di far parlare i media, quelli nuovi e quelli vecchi. Quelli nuovi peraltro hanno avuto molti problemi a parlare perché per tutta la prima giornata il collegamento wlan di Orange (uno sponsor…) è stato pessimo, con gli organizzatori a raccomandare di non usare Skype, di non fare peer-to-peer, eccetera. Insomma: NON USATE INTERNET PER FAVORE.
Per il resto:niente che non fosse già noto, e quindi l’evento si trasforma in un’ottima occasione sociale, per queste generazioni di professionisti che stringono relazione telematiche e che ogni tanto hanno anche bisogno di stringersi la mano. Relazioni sociali, networking come si usa dire, per chi cerca opportunità , occasioni, notizie. Una cosa buona e giusta, per carità , ma allora dovremmo essere più precisi e chiamare questi eventi con il loro nome: feste, meeting, eccetera. Per dire: l’omnipresente David Sifry di Technorati ha rifatto la presentazione sullo stato della blogosfera che è on line da qualche settimana… Insomma, cose buone per un pubblico non così specializzato e informato come quello presente in sala. L’unica cosa interessante, non nuova, è la discussione attorno ai microformati, sui quali torneremo.
In tutto questo contesto l’arrivo a sopresa di Shimon Peres è stato un vero raggio di sole (oggi sono previsti altri interventi di politici, che non erano in programma, a rafforzare quanto dicevo all’inizio circa l’evento per far parlare i media): Peres ha parlato di politica, di economia, di Internet: il popolo di Internet è protagonista di una nuova era, dove non è più importante pensare al passato (se devi sapere qualcosa che è successa ieri, puoi usare Google per trovarla), ma bisogna immaginare, creare, scoprire.
Cronache più puntuali dai molti altri italiani presenti e nelle foto di Lele Dainesi.
Fino a non molto tempo fa il negozio della Virgin a San Francisco sembrava uno dei centri importanti della vita della città ; tanta gente, tanti giovani. Tanta musica, ovviamente. Oggi, nel giro di pochi mesi, il centro vitale si è spostato di pochi metri, dove c’è l’Apple store. Diciamo Apple-Ipod-store: gli altri dovrebbero iniziare a regalare i propri lettori o farli indossare regolarmente a Madonna o implorare D&G perché li appoggino a qualche cintura, altrimenti non ci sarà partita.
Creativi web, dove siete?
Bella la nuova stampa.it, sembra repubblica.it.


