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Cartoline (e crediti) per IMVU

Nuova applicazione Facebook legata ad IMVU, e nuovo modo per fare crediti gratis: annunciata il 18 giugno 2010 IMVU Postcards, una app che consente di creare e inviare cartoline con vari temi ai propri amici nel popolare social network.

imvupostcards

Il tutto può essere visto come un gioco a sé (si fanno punti che sbloccano oggetti per personalizzare le prossime cartoline), come un modo – ovviamente – per promuovere IMVU e infine come un ennesimo modo di guadagnare crediti, anche se non moltissimi. Con la prima postcard si guadagnano infatti 250 dei famigerati crediti spendibili nel noto mondo virtuale

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iTunes Store per tutti: cosa cambia

E’ caduto un altro muro. Uno grosso. Forse l’ultimo: perlomeno per l’industria discografica tradizionale.

La notizia è di ieri: alla chetichella, Apple iTunes si apre al mondo.
Già, perché fino a ieri per entrare direttamente nello Store che da solo fa l’85% del mercato della musica digitale (e ormai una buona fetta del mercato discografico globale) bisognava essere una major o appoggiarsi a uno dei vari aggregatori, più o meno validi (CD Baby, IODA, Tunecore, ecc.); oppure essere stati tra i pochi altri fortunati “invitati” direttamente da Cupertino a fornire contenuti quando il servizio fu lanciato.

Adesso, con un link diffuso via web, anche se con la scusa dei libri elettronici, almeno in teoria si concede a chiunque la possibilità perlomeno di fare domanda per entrare direttamente nello Store anche con musica, video e altro materiale.

La cosa è rivoluzionaria, in particolare potrebbe esserlo per la diffusione dei videoclip musicali di etichette ed artisti indipendenti.
Questa categoria finora ha potuto contare su soluzioni dispendiose o su distribuzioni gratuite che comunque la penalizzavano rispetto ad artisti major.

In altre parole, Tunecore fornisce Apple, ma chiede un sostanzioso costo per inviare il file video e costi annuali per un hosting che di fatto è inutile, visto che non sono in piedi collaborazioni con altri negozi e che una volta inviato ad Apple il file resta inutilizzato sul server Tunecore; potrebbe persino essere tranquillamente cancellato, datosi che all’aggregatore resta solo di ripartire le eventuali royalty ricavate dalla distribuzione).
L’unica alternativa a queste soluzioni era distribuire gratis il proprio materiale, per esempio tramite Blip.tv, che è una sorta di aggregatore video; una volta creato un canale con alcuni videoclip in quel contesto, automaticamente se ne può fare un podcast per iTunes. Ma non si stanno vendendo i file come invece possono fare le major.
Persino un’artista (?) “pompata” dal web 2.0 come la famigerata Tila Tequila, stella – ormai un po’ offuscata – di MySpace, quando sbarcò in iTunes riuscì a finire in testa alla classifica dei videoclip più scaricati. Ma solo perché il video veniva regalato agli acquirenti (non moltissimi, peraltro) del brano musicale distribuito come singolo digitale.

Insomma, il contenuto videomusicale indipendente finora è stato etichettato quasi “di serie B” rispetto a quello dei grandi nomi, cosa che normalmente non avviene nel mondo dell’mp3.

La porta è aperta (chi scrive, a titolo di test, ha già fatto domanda e sì, gli italiani almeno in teoria dovrebbero essere ammessi come tutti gli altri).

Chi scrive solo pochi giorni fa leggeva via e-mail le parole di un discografico indipendente che si lamentava “abbiamo perso la battaglia sul digitale”. Questa è davvero l’ultima chance.
Chi non entra adesso (o non ci prova nemmeno, o non si rivolge a un aggregatore in mancanza di accettazione diretta) non avrà più scuse: si sta condannando al suicidio editoriale e a doversi cercare un futuro in qualche altro campo lavorativo.

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Night of The Living Dead: un classico horror gratis (anche in Blu-Ray)

La versione Blu-Ray è in circolazione perlomeno dai primi di novembre 2009 ma forse non tutti se ne erano accorti. Altre versioni sono invece già note e molto popolari tra il pubblico della Rete: è il secondo film più scaricato di Internet Archive, in assoluto (per i curiosi: il più scaricato è “Sex Madness”, del 1938).

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Night of The Living Dead (La notte dei morti viventi) di George A.Romero è un classico film horror che – per le bizzarrie della normative statunitense sul copyright – pure essendo uscito poco più di quarant’anni fa è da tempo caduto nel Pubblico Dominio.
Per questo motivo, era agevolmente reperibile non solo in ristampe economiche prodotte da moltissime case, ma anche gratuitamente e legalmente in formato download, in diversi siti e già da qualche anno.

Ed ecco che Internet Archive, che già disponeva della pellicola, da qualche mese ha aggiunto una ricca serie di formati alternativi per lo stesso film: in cima alla lista c’é la versione Blu-Ray, che – per chi avesse la fortuna di possedere il relativo masterizzatore – consente di scaricare e gustarsi il film gratis nel formato “top” disponibile sul mercato (il download “pesa” ben 16.3 Gb).

Per tutti gli altri, comunque, non c’é problema: ci sono formati per tutti i gusti, da DVD5 a DVD9, da iPhone/iPod Touch a PSP, PS3 e iPod.

Per chi non lo avesse ancora scaricato, dunque, buon download! E naturalmente, buona visione.

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Mozilla: concorso nuovo, regole nuove

A volte, anche gli estremisti del copyright possono cambiare idea. Guardate un po’ cosa è successo nel caso di una documentazione legale di Mozilla riguardo a un concorso.

In pratica, a distanza di due anni da un bando analogo, Mozilla indice un nuovo concorso chiedendo all’utenza di proporre il design di una t-shirt ufficiale.

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Interessante però come siano cambiate in meglio le regole sul diritto d’autore di quanto viene sottoposto dagli utenti.

Ecco di seguito quelle relative alla maglietta di Firefox 3, tenutosi nel 2008 (che andiamo a tradurre per comodità):

2. PROPRIETA’ INTELLETTUALE
Qualsiasi idea, documentazione, fotografia o video inviato/a per tale Concorso resterà proprietà esclusiva dello Sponsor e il Partecipante accetta che lo Sponsor e i suoi incaricati abbiano il diritto perpetuo, irrevocabile e per tutto il mondo di modificare, pubblicare ed utilizzare tali materiali in ogni modo e con ogni e qualsiasi mezzo di comunicazione conosciuto al momento ed in futuro, per finalità di commercio, pubblicità, promozione e/o altri scopi come determinato dallo Sponsor a sua esclusiva discrezione senza alcuna ulteriore considerazione riguardo al Partecipante o vincitore. Il Partecipante accetta di assegnare tutti i diritti, titoli e interessi nel materiale proposto, incluso il copyright, allo Sponsor e rinuncia ai propri diritti morali sul materiale inviato.

(Nota: nell’ordinamento italiano i diritti morali sono peraltro irrinunciabili…) ;)

Ed ecco invece lo stesso punto per la t-shirt 2010 di Mozilla:

Proprietà intellettuale:
Eccetto che per ogni marchio o altro elemento grafico o disegno di proprietà dello Sponsor o fornito da esso, qualsiasi materiale inviato per questo Concorso rimarrà di proprietà esclusiva del partecipante e dei licenziatari del Partecipante. Partecipando al concorso e in aggiunta a qualsiasi licenza open source che regola il materiale inviato, il Partecipante accetta di concedere, ed ivi concede, allo Sponsor e ai suoi incaricati una licenza relativa al materiale inviato non esclusiva, irrevocabile, cedibile in sub-licenza, senza condizioni, trasferibile, per tutto il mondo e royalty-free di riprodurre, codificare, immagazzinare, modificare, trasmettere, pubblicare, posare, copiare, adattare, distribuire, esporre in pubblico ed utilizzare per creare opere derivate e screenshot in relazione al materiale inviato. In aggiunta, il Partecipante rilascia il materiale inviato sotto Licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0.

(Nota: per una maggiore leggibilità non è stata riportata una frase finale, relativa ai partecipanti australiani, rimasta comunque invariata)

Non c’é che dire: davvero una discreta inversione di marcia… :)

Immagine tratta da http://www.w3.org/2008/security-ws/papers/images-for-pos-paper/DinoHead-r2.png.
(Articolo redatto in collaborazione con Nicola D’Agostino)

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This is (not) it: la contestazione dei fan di Jacko è online

Il mondo del business voleva vedere Michael Jackson dal vivo, mentre noi fans lo volevamo vivo!” – è questo lo slogan principale di una curiosa campagna partita dalla Rete prima dell’uscita del film-documentario-concerto “This is it“, con la quale un gruppo di fan dell’artista intende contestare l’operazione commerciale – legata peraltro anche a uscite discografiche online e in cd – e dire la propria su quello che il film avrebbe omesso di mostrare. Il nome dell’operazione è “This is not it”, e il relativo sito web è www.this-is-not-it.com.

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Ecco alcuni brani del comunicato tradotto in parecchie lingue (tra cui un perfetto italiano):

“Non vedrete Michael Jackson perdere peso all’improvviso e in modo drastico, in seguito allo stress e ai potenti farmaci, che gli venivano iniettati, arrivando il giorno della sua morte a pesare circa 49 kg.
Non vedrete Kenny Ortega (regista sia del tour che del film) aiutare Michael a salire le scale, imboccarlo e tagliargli il cibo.
Non vedrete la sua crescente angoscia. In maggio infatti, dopo un periodo di prove che durava fino a 10 ore al giorno, Michael Jackson ha detto ad alcuni dei suoi fans più fidati di non essere pronto a fare 50 concerti e che era sicuro di aver firmato un contratto che ne includeva soltanto 10. Ha detto loro che si sentiva sotto pressione e che il programma prefissato, non prevedeva abbastanza giorni di pausa.
Non vedrete Michael Jackson quando salta le prove per la sua debolezza e nemmeno il suo coreografo andare a casa sua per prelevarlo e accompagnarlo agli studi.
Non vedrete Michael Jackson quando rimaneva sveglio tutta la notte, a causa di un’insonnia cronica peggiorata dalla tensione costante a cui era sottoposto. Infatti, è proprio per questo motivo che medici criminali e senza scrupoli lo riducevano in uno stato confusionale durante il giorno e in coma anestetico durante la notte.”

Parole pesanti, tutte da verificare, senza dimenticare che sulla morte del cantante c’è un’indagine ufficiale tuttora in corso.
Curiosa comunque la campagna online, che si avvale tra l’altro di video su YouTube che raccolgono citazioni e testimonianze.

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This is it, Spotify lancia un concorso

Non avrà una posizione privilegiata come Apple iTunes, ma anche Spotify sembra voler conquistare la sua piccola “fetta” della torta Michael Jackson. Così, ecco un concorso online (e l’apposito sito www.spotifythisisit.com) legato all’uscita del film “This is it” nelle sale cinematografiche. A meno che non siate tra i pochi privilegiati dotati di account britannici, ovviamente tutto sarà ancora una volta precluso (paesi come Italia e Stati Uniti attendono ancora lo sbarco ufficiale di Spotify, che almeno in USA dovrebbe arrivare entro fine anno) perché bisogna votare un brano di Jacko che andrà a far parte di una “Top 5″.

E per farlo occorre inviare oltre al proprio indirizzo email e a un numero di telefono anche lo Spotify URI (ossia l’indirizzo interno di Spotify, una sorta di URL) corripondente al brano che si desidera votare.

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Ed ecco la classifica dei pezzi che risultano al momento più votati dagli utenti di Spotify:

1. Man In The Mirror
2. Smooth Criminal
3. Billie Jean
4. Dirty Diana
5. Black Or White