Che differenza c’è tra scrivere un libro, un articolo e un post? Lo spiega lo scrittore/giornalista/blogger/compositore inglese Steven Poole in questo bel post, tradotto in italiano da Internazionale.
Sottolineando come (almeno nel suo caso) ci siano differenze di tempo, finalità e rapporto con i lettori. E proprio per questi motivi, nessuno dei tre media potrà/dovrà soppiantare gli altri due.
L’idea che oggi i blog possano accantonare altre forme di scrittura è paragonabile a quella di un autore settecentesco che scriveva solo pamphlet senza pubblicare satire o romanzi. Forse il libro così come lo conosciamo sarà un fenomeno storico effimero, basato su una particolare tecnologia, durato solo mezzo millennio. Se così fosse lo rimpiangeremo. Le conversazioni tra blogger durano ore o giorni, ma le conversazioni tra i libri possono durare secoli.


Non solo condivisione (più o meno legale) di file tra utenti. Il paradigma del trova sempre nuovi campi di applicazione.
Acqua al mulino di Chris Anderson e alla sua teoria della 
