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Google e il segno + nelle ricerche

Il mese scorso fa il motore di ricerca ha annunciato che il simbolo di addizione non sarebbe più stato disponibile come operatore nelle ricerche. Il nuovo utilizzo? Trovare le pagine delle aziende su Google+.

La funzione si chiama Direct Connect e integra il social network con la ricerca. Come si vede in un breve video su YouTube, permette cercare solo tra gli account del servizio e arrivare velocemente alle pagine ufficiali (da poco rese ufficialmente disponibili) di marchi come Toyota, Pepsi, e (per ora) poche altre.

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Su Twitter l’addio del CEO di Sun

Dopo aver annunciato le dimissioni sul blog ufficiale, Jonathan Schwartz ha scelto Twitter per il suo addio a Sun Microsystems.

Jonathan Schwartz'  resignation Tweet

Proveniente dal mondo NeXT, Schwartz è stato amministratore delegato di Sun per quasi cinque anni ed ha lasciato il suo ruolo in seguito all’acquisizione di Sun da parte di Oracle.

Gli si possono rinfacciare tante cose, tra cui probabilmente il non aver saputo risollevare le sorti di Sun con una strategia tutta basata sull’open source, ma è stato indubbiamente un pioniere della comunicazione aziendale online e il suo micromessaggio di oggi lo conferma.

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Le sorprese del kit di sviluppo per iPhone

La disponibilità del SDK per iPhone (e iPod touch) è un vaso di Pandora i cui contenuti e implicazioni sono stati solo parzialmente affrontati alla presentazione ufficiale.

È opinione diffusa, viste le funzionalità “push” e cose come il “remote wipe” la possibilità di cancellazione remota, è che l’iPhone stia per trasformarsi in un antagonista del Blackberry di RIM, sinora leader del settore dei supercellulari aziendali. Se poi consideriamo anche la recente attenzione di IBM con voci su Lotus Notes per iPhone ci sono diversi elementi per una crescita della mela mordicchiata nel mercato enterprise.

scatola sorprese SDK iPhoneMa diverse sono le sorprese per i programmatori intenzionati abbracciare i canali ufficiali di Apple.

Si comincia con la quota di 99 dollari per aderire al Developer Program, quota che è annuale e che prescinde se il software verrà rilasciato a pagamento o gratis. A questo si aggiunge l’App Store, il meccanismo esclusivo ed obbligatorio per la distribuzione dei programmi che richiama l’iTunes Store. L’App Store comporta anche un vaglio di quanto proposto e saranno esclusi “porn, malicious apps, ones that invade privacy”, secondo la definizione un po’ riduttiva (e molto discrezionale) data da Steve Jobs.

Apple poi specifica che per ora l’adesione al programma per sviluppatori è riservato agli Stati Uniti. Altri due paletti segnalati da TUAW e non da poco sono che è necessario avere Mac OS X 10.5, Leopard, ed usare un Mac con processore Intel.

Un’altra sorpresa, questa volta riservata agli utenti, arriverà in giugno quando verrà rilasciato ufficialmente l’aggiornamento del software per iPhone e iPod touch. Ancora una volta i possessori del touch dovranno versare un obolo, che Jobs ha spiegato deriva da una diversa contabilizzazione degli introiti tra iPhone ed iPod. La cifra è stata definita “simbolica” ma è bene ricordare che l’upgrade di gennaio ammontava a 17,99 euro (e negli Stati Uniti a 19,99 USD).