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Vox is now closed

Vox is now closedVox, la piattaforma di blogging di Six Apart (ora SAY Media) ha chiuso definitivamente i battenti.

Come annunciato, alla fine di settembre sono stati rimossi tutti i blog e si viene accolti da una semplice schermata e la scritta “Vox is now closed”.

Se non avevate esportato, migrato ripubblicato o copiato i contenuti e i siti che erano su Vox (o che vi interessavano) non ci sono molte speranze di recuperarli.

Chi non ha fatto in tempo può provare con la cache di Google oppure usando la Wayback Machine dell’Internet Archive tenendo a mente che i contenuti potrebbero non essere stati archiviati o essere poco aggiornati.

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I blog hanno fatto il loro tempo?

Continua la polemica scatenata da Paul Boutin su Wired: Facebook e MySpace & Co. stanno cannibalizzando i blog. La blogosfera, colonizzata da giornalisti professionisti ed esperti di marketing, avrebbe perso — secondo Boutin — l’appeal che l’aveva caratterizzata almeno fino al 2004. Ora non viene più vista come ricettacolo di creatività personale e multimediale. Meglio rivolgersi ai social network per creare le proprie pagine, che così inoltre restano recintate e protette da eventuali critiche (e insulti) all’interno di spazi più… irreggimentati (sto esagerando, forse) come YouTube o Twitter ecc.

Carlo Formenti riprende il discorso oggi sul CorrierEconomia, aggiungendo alla discussione una considerazione “più politica”: ha ragione Nicholas Carr quando nel suo libro “Il lato oscuro della Rete” afferma che “non si va nella direzione dell’aggregazione sociale, ma verso il suo opposto”.

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Un blog da “dietro le quinte”

Dopo alcuni giorni di lotta dura alle prese con altro, torna il blog. Con l’idea di essere un po’ diverso da prima.
Dovrebbe insomma diventare una sorta di “dietro le quinte” di quel che succede a Mytech e intorno e nelle strade a noi vicine (lo hanno fatto, tra gli altri, da poco, quelli dell’Economist, quindi abbiamo un altro bel modello).
Per noi si tratterebbe non solo di parlare delle idee che ci frullano in testa o dei progetti, ma anche, più semplicemente, delle cose che succedono o degli eventi tech (e mondano-tech) cui partecipiamo.
Buona parte degli argomenti di cui si leggeva qui, ora sarà su http://mytech.it/web / o su http://mytech.it/digitale/.
Ovviamente l’idea è che questo sia anche il luogo dove i lettori ci lasciano le loro idee e i giudizi…

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Discorsi che durano nel tempo

Che differenza c’è tra scrivere un libro, un articolo e un post? Lo spiega lo scrittore/giornalista/blogger/compositore inglese Steven Poole in questo bel post, tradotto in italiano da Internazionale.

Sottolineando come (almeno nel suo caso) ci siano differenze di tempo, finalità e rapporto con i lettori. E proprio per questi motivi, nessuno dei tre media potrà/dovrà soppiantare gli altri due.

L’idea che oggi i blog possano accantonare altre forme di scrittura è paragonabile a quella di un autore settecentesco che scriveva solo pamphlet senza pubblicare satire o romanzi. Forse il libro così come lo conosciamo sarà un fenomeno storico effimero, basato su una particolare tecnologia, durato solo mezzo millennio. Se così fosse lo rimpiangeremo. Le conversazioni tra blogger durano ore o giorni, ma le conversazioni tra i libri possono durare secoli.

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Link caldi

L’hotlinking (ovvero copiare l’indirizzo di un’immagine e ricopiarlo nella propria pagina o post del blog) è una pratica abbastanza diffusa, soprattutto se si va di fretta.

In realtà, sarebbe consigliabile non usarla. E non solo perché da alcuni è considerata un vero e proprio furto di banda.

Ma anche per non ritrovarsi in situazioni imbarazzanti. Guardate cosa è successo a Francesco Storace. E, no, gli hacker non c’entrano proprio nulla

Giavasan ci offre una buona spiegazione:

L’hotlinking è una pratica da molti ritenuta scorretta che consiste nell’inserire in una propria pagina web (A) un oggetto, generalmente un’immagine, già presente su un’altra pagina web (B), copiandone pari pari l’indirizzo. Oltre a consumare a sbafo la banda del sito “hotlinkato”, si incorre spesso anche in reati, qualora l’immagine sia tutelata da copyright.
C’è anche da dire che l’hotlinking è un’arma a doppio taglio, perché può capitare che il webmaster del sito B si vendichi sostituendo l’immagine rubata con un’altra, offensiva, dallo stesso nome: ogni cambiamento si rifletterà di conseguenza sul sito A.

Via Mantellini

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Fouad è libero

Di Fouad Al-Farhan (blogger saudita arrestato e recluso in località sconosciuta) avevamo parlato qualche mese fa su questo blog.

Finalmente, la vicenda sembra essersi chiusa. E con un ‘esito positivo: Fouad è stato liberato.

Si tratta comunque di un buon segnale, anche per i tanti altri blogger ancora in prigione.

Via Pandemia