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Songbird per Android procede verso la 1.0

Fervono i lavori alla versione per cellulari e dispositivi con sistema operativo Android: facciamo il punto della situazione.

Dopo la primissima build sperimentale il riproduttore di musica open source basato sul codice di Mozilla ha esordito nell’Android Market Store e in pochi giorni sono state rilasciate una prima versione beta e poi una seconda.

Questa seconda beta pare migliori le performance, aggiunge alcune funzioni ed elimina un bug fastidioso che faceva comparire le suonerie tra i brani da ascoltare. Secondo quanto scritto sul blog ufficiale manca relativamente poco per l’esordio della versione stabile 1.0.

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È in arrivo Songbird per Android

Il concorrente open source di iTunes basato su tecnologia Mozilla è al lavoro su una versione per i cellulari con sistema operativo Android.

La notizia arriva direttamente dal blog di Songbird, dove si svela che i lavori fervono da tempo, vengono mostrate alcune immagini e soprattutto viene messa a disposizione una build sperimentale.

Per provare l’apk di Songbird per dispositivi con sistema operativo di Google è necessario avere Android 2.1-update1 o superiore e abilitare l’installazione di applicazioni (da Settings -> Applications -> ‘Unknown Sources’).

Nel testo si legge che la build ha ancora diversi bug e problemini e che scadrà tra quattro settimane, quando sull’Android Market dovrebbe comparire una release ufficiale, rivolta a un pubblico molto più ampio e quindi più stabile e affidabile.

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5 sterline per un cellulare

Acqua al mulino di Chris Anderson e alla sua teoria della free-economy. Asda, catena della grande distribuzione inglese, da qualche giorno ha messo in vendita un cellulare da 5 sterline (circa 6,3 euro).

Come scrive Daily Mail, meno di un pacchetto di sigarette. Quasi usa-e-getta!

Per la prima volta il costo di un dispositivo mobile in Gran Bretagna scende sotto la barriera delle 10 sterline con la formula pay-as-you-go.

Tra i modelli in vendita, il Nokia 1112 (a destra), Sagem My212x, Sagem My220x e Sagem My150x.

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Zooomr emigra e ci riprova

Dopo il mancato aggiornamento dell’anno scorso, il piccolo ma agguerrito servizio di hosting fotografico Zooomr ha un nuovo piano: dagli USA si trasferisce in Giappone.

zooomrjapanCome spiega sul blog dove delinea anche una tabella di marcia per il 2008, il fondatore Kris Tate ha infatti trovato nuovi finanziatori nipponici e si prepara (finalmente) ad un salto di qualità con nuove funzioni (tra cui maggiore attenzione a smartphone e fotocellulari) e la rilocazione in un datacenter nel paese del sol levante.

Il trasferimento e relativo upgrade è in atto proprio mentre scrivo.
Zooomr attualmente è in modalità ridotta mentre i suoi dischi vengono fisicamente trasportati dal corriere, come si può leggere dagli aggiornamenti di Tate nel “Knowledge Center” che ha approntato per informare gli utenti.

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Zong.com: servizi su cellulare per tutti (o quasi)

logo Zong.com - Immagine tratta da http://www.zong.com

Creare servizi per telefoni cellulari – vendita di suonerie o filmati, accessi a community, informazioni via SMS, dating online, applicazioni legate a tv e radio – in pochi minuti ed essere in grado di distribuirli/venderli generando profitti: questo promette di fare Zong.com, un servizio più unico che raro che opera in dieci paesi europei ed è in pratica una piattaforma messa su da Echovox, un provider di servizi che opera dal 2000 ed ha rapporti con una cinquantina di operatori di telefonia mobile del vecchio continente.
Ovviamente occorre essere sviluppatori, seguire le specifiche dell’”Open API” oppure scegliere una delle applicazioni già pronte; Zong.com gestisce le transazioni via cellulare, versa una commissione al provider di telefonia e trattiene una piccola parte per sé, e infine paga il resto a chi ha messo su il servizio.
Tra i paesi serviti al momento: Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Svezia; manca l’Italia, mentre sono in arrivo gli Stati Uniti.

Immagine tratta da http://www.zong.com.

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IMVU e i cellulari

Il servizio riguarda gli utenti americani, ne parliamo però perché rappresenta un piccolo cambiamento nel business model che potrebbe significare qualcosa per IMVU, il software di chat 3d a metà tra instant messaging e mondo virtuale.

Da qualche tempo è apparsa una pagina “IMVU Ringtones” che propone un abbonamento mensile agli utenti di alcuni provider di telefonia mobile USA per ottenere un certo numero di crediti mensili, in parte da utilizzare per suonerie (ma anche sfondi e giochi) da scaricare sul cellulare e in parte per fare acquisti su IMVU. Il servizio è realizzato in collaborazione con PlayPhone che già vende per proprio conto qualcosa di simile (ovviamente senza i crediti per il vostro avatar, però).

Viene solo da chiedersi se questo sia un “bonus”, un modo in cui il sito cerca di fornire un servizio aggiuntivo ai propri utenti – alcuni dei quali già usano SMS e cellulare per acquistare crediti IMVU – oppure un cambio di strategia per integrare le entrate e/o cominciare proprio a spostarsi su altre fonti di introiti (quanto saranno realmente redditizi per IMVU Inc. i “traffici” di crediti e accessori che avvengono ogni giorno in questo piccolo mondo digitale?).