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Cellulari e palmari contro il diabete?

Un Blackberry contro il diabete? - Immagine tratta da http://www.diabetesdetectioninc.com

Una società di Palo Alto, California, chiamata Diabetes Detection Inc. asserisce di disporre di un apparecchio utile a diagosticare alcune patologie legate al diabete: in particolare, la neuropatia diabetica.
Poiché per tenere sotto controllo questa patologia si utilizzano strumenti che emettono vibrazioni, strumenti che però sono costosi, poco diffusi o poco maneggevoli, la DDI ha pensato di utilizzare uno strumento portatile in abbinamento ai comuni telefoni cellulari o computer palmari dotati di vibrazione, trasformando così i comuni gadget tecnologici in utili strumenti diagnostici per la neuropatia e permettendo forse a molte persone in un futuro prossimo di tenere sotto controllo la malattia e vivere sicuramente meglio.

Immagine tratta da http://www.diabetesdetectioninc.com.

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Restyling anche per RaiNews24

logo RaiNews24 - Immagine tratta da http://www.rainews24.it

Tempo di rinfrescare il sito anche per RaiNews24, il canale “tutto notizie” della RAI, che si presenta in una veste aggiornata, con una home page ricca ma allo stesso tempo leggibile e non troppo affollata.
Nella finestra posta sulla destra dello schermo si può optare tra l’ultima edizione flash del telegiornale, la visione “live” del canale (allargabile anche a tutto schermo cliccando sopra il filmato, come avviene anche per il diretto concorrente Sky TG24), la foto del giorno oppure una serie di servizi video selezionabili a piacimento tra gli ultimi disponibili.

logo RaiNews24/YouTube - Immagine tratta da http://www.rainews24.it

Tra le altre cose da segnalare, un banner in bella mostra ricorda la pagina di RaiNews su YouTube (dove la TV di Stato sta facendo un egregio lavoro di upload) e – anche se piuttosto nascosta in home page – la versione per cellulari e palmari.

Immagini tratte da http://www.rainews24.it.

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Disney: secondo fiasco nella telefonia mobile

Questa storia potrebbe insegnare qualcosa ai molti soggetti che in Italia si preparano a entrare o stanno già entrando nel mercato della telefonia mobile come operatori “virtuali”. Già attivi da noi Carrefour e Coop, in pole position altri soggetti come Poste Italiane.
In America ci aveva provato un nome di tutto rispetto: nientemeno che Disney.
Dopo soli diciotto mesi dal lancio, Disney Mobile chiude tristemente (la data prevista è il 31 dicembre 2007, l’annuncio è stato dato il 27 settembre).

Un operatore virtuale non possiede rete propria ma utilizza reti altrui in base a un accordo con un fornitore di telefonia “vero”: nel caso di Disney, dietro c’era Sprint Nextel.

Ma questo tipo di operazioni può avere senso se c’è un vantaggio reale di qualche tipo: per fare un paio di esempi nostrani, Coop promette telefonate “scontate” rispetto ad altri in quanto in pratica “acquista” grandi quantità di traffico TIM che poi rivende ai propri soci. Altri soggetti propongono incentivi di altro genere (gli scontrini dei supermercati GS di questi tempi presentano sul retro buoni da 1 Euro da utilizzare sul servizio UnoMobile del gruppo Carrefour).

logo Disney Mobile - Immagine tratta da http://www.disneymobile.com

Basteranno però questo tipo di iniziative più o meno promozionali e la presenza di “brand” più o meno noti a far scegliere in massa questo tipo di operatori?
Nel caso di Disney non è bastato. Il colosso di Mickey Mouse puntava ovviamente a un pubblico di giovani e giovanissimi. Tra le varie funzioni, si consentiva ai genitori di rintracciare i figli e limitare l’invio di SMS o proprio l’uso dell’apparecchio; come dire, alla fine, era diretto a un target sbagliato, perché interessava più ai genitori che ai figli.

Per qualcuno, Disney avrebbe fatto meglio a concentrarsi sui contenuti (es. giochi, filmati, musica ecc.) e a distribuirli su una varietà di piattaforme. Secondo Techdirt, c’è una sorta di aggravante; il gruppo Disney veniva già da un’esperienza fallimentare: un analogo esperimento con un servizio di telefonia targato ESPN (noto canale televisivo di sport). La parabola di ESPN sembra essersi tristemente ripetuta con Disney Mobile senza molte varianti (prezzi elevati, sconti e tentativi non molto convinti di rilancio, chiusura in tempi rapidi).

Immagine tratta da http://www.disneymobile.com.

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ABC e le notizie user-generated

Una delle ultime aggiunte alla lunga lista di “grandi nomi” a saltare sul carrozzone dei contenuti generati dagli utenti (e possibilmente pagati poco o nulla…) è l’emittente telvisiva ABC. Tramite il proprio sito ABCnews.com, con l’accattivante slogan “Be seen, Be heard” – titolo anche di un programma televisivo del canale ABC News – invita i propri spettatori ad inviare contributi video sia per quanto riguarda eventi a cui si è assistito sia per commentare le ultime notizie (grande risalto sta tuttora avendo il dibattito suscitato dall’esecuzione di Saddam Hussein). Si accettano file video in praticamente tutti i formati e sono graditissimi anche filmati cattturati da telefono cellulare.

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Twitter chiama. E Phrazr risponde

Ideato da Evan Williams, padre di Odeo, Twitter è un servizio per mandare brevi messaggi (fino 144 caratteri) ad amici e contatti online.
I “messaggini” di Twitter, già definiti come una “droga” possono essere scritti ed inviati dal sito, dal client di Instant Messaging o anche dal proprio cellulare e il fine sarebbe quello di comunicare in tempo reale (via feed RSS o incorporandoli sul proprio blog) cosa si sta facendo mentre lo si sta facendo.

All’hic et nunc di Twitter si contrappone invece Phrazr che incoraggia gli utenti alla lapidarietà (letteralmente). L’obiettivo qui è sintetizzare in un’unica frase la propria esistenza, lasciandone traccia online per le generazioni future fino alla fine dei tempi. O perlomeno finché ci sarà Internet.

Sono due servizi agli antipodi che giocano sulle possibilità comunicative della connettività permanente e sugli aspetti sociali della Rete: ma saranno utili per una comunicazione più immediata e versatile o dopo chat e SMS rischiano di renderla ancora più frammentaria e superficiale?